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The Babbers: gli attrezzi per scrivere – cartella editoriale, font

Ne avrete già sentito parlare ovunque, sui siti di scrittura, sui blog che parlano di editing, nei forum dove si discute di questo e di quel libro e ogni tanto ci scappa pure una considerazione sullo stile.

Un testo ben scritto parte da un testo ben formattato. Sembrerà banale ma ricevo miriadi di testi impaginati un po’ come tira il vento, a volte così mal digitati da far venire il mal di testa e l’impulso di cestinarli immediatamente. Un testo ordinato, pulito e ben impostato graficamente è alla base di un ordine anche mentale nella scrittura. Se il vostro testo è confuso nella formattazione, è probabile al 90% che lo sia anche nei concetti e nello stile.

Quindi, piccole regole base:

1. Una cartella editoriale corrisponde a 1800 battute spazi compresi. Sottolineate questa frase: spazi inclusi. Word dà il computo degli spazi anche esclusi, ma ovunque voi vi rivolgiate, siano case editrici, siano concorsi letterari, quando si parlerà di testi quantificabili in cartelle queste saranno immancabilmente “spazi inclusi”. 1800 battute si dividono, si disperdono su una cartella in circa 30 righe per 60 battute (comprendendo, appunto, gli spazi tra parola e parola e/o la punteggiatura). Non esiste un’applicazione in Word che faccia questo calcolo per voi, ma l’esperienza mi ha portato a crearmi un Layout in Word con margine superiore e inferiore di 3,3 cm, mentre margine destro e sinistro di 4 cm. Impostando questo tipo di Layout vi renderete conto che più o meno la cartella sarà della misura desiderata.

2. Gli editori chiedono spesso un tipo di Font (il carattere con cui si scrive a computer) specifico: detestano e cestinano immediatamente font in corsivo, frivoli e svolazzanti o che in qualche modo richiamino la scrittura dei fumetti. Per cui sono banditi Font come Comic Sans e compagnia bella. Il font più accreditato ancora oggi è il Times New Roman di calibro 12. Per chi (come me) detesta il TNR con tutto il cuore, un font elegante e molto gradito alla lettura è il Garamond calibro 16. O il Bakersville. O il Calibri. L’Arial proprio se vi piace il font alla follia. La grandezza del carattere dipende ma il 12 per il Times New Roman e il Calibri è praticamente di default. Garamond e Bakersville possono sopportare un 14 o anche un 16. Altra cosa da ricordare: giustificate sempre il testo sia a destra che a sinistra. Se proprio non potete, giustificate a sinistra. Niente testi centrati a meno che non si tratti di sceneggiature o di poesie particolari. E ultima cosa sulla formattazione: interlinea 1,5. Non interlinea 0 e non interlinea 2. Una via di mezzo. Per permettere ai commenti e alle correzioni di essere scritte con agio. Per dare al lettore un’immagine di insieme e di ordine. E per favore, assolutamente MAI caratteri colorati di qualsiasi genere.

Trovate nel Blog gli articoli che Amneris Di Cesare ha scritto per la Rubrica The Babbers.

Amneris Di Cesare, italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili e con i blog Babette Brown Legge per voi e Silently Aloud. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011), l’ebook Mamma non mamma: le madri minori nell’Universo di Harry Potter (Runa Editrice, 2015) e il saggio “Cassandra Clare e l’esalogia di Shadowhunters” nell’antologia collettiva Il Fantastico nella letteratura per ragazzi (Runa Editrice, 2016); come fiction, nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni Cento Autori), a cui è seguito nel 2014 Mira dritto al Cuore (Runa Editrice) e nel 2015 Sirena all’orizzonte (Amarganta) e dal 2016 ha iniziato a esplorare il mondo del self-publishing attraverso i romanzi “rosa”: Duel, Misterioso è il cuore e Figlia di nessuno. Dai primi del 2015 è curatrice di collana per il Fantasy e Under15 e scout e foreign rights manager per i testi di lingua inglese e portoghese per Amarganta. Ha un blog, Scarabocchi, e una pagina autore su Facebook.

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