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Text me, di Cristina Bruni

Titolo: Text me.
Autrice: Cristina Bruni.
Genere: Romanzo contemporaneo. Romanzo di formazione.
Editore: Alcheringa Edizioni.
Prezzo: euro 2,99 (eBook); euro 10,80 (copertina flessibile).

La valutazione di Amneris Di Cesare: cinque stelline.

Sullo sfondo della storia una Londra grigia e triste, muta spettatrice del viaggio di crescita dei protagonisti. In primo piano Walter Ferguson, professore ordinario di una materia ordinaria in una scuola ordinaria e Jude Knight, studente straordinario con una intelligenza fuori dal comune e un’estrema insicurezza che cerca di mascherare dietro una facciata di arroganza e una madre bipolare di cui non ama parlare.  Il professore è succube di etica e regole, convinto della propria eterosessualità, lo studente fugge dai propri sentimenti convinto che mai nessuno potrà amarlo. Nello scoprire di aver bisogno l’uno dell’altro affidano a piccoli messaggi di testo la loro storia di tentazioni, dichiarazioni nascoste, ironia, lontananza e gelosia.

Un insegnante estremamente professionale, discreto, che vive ai margini di una società in espansione e che nasconde la sua timidezza e indecisione attraverso una vita appartata e morigeratissima. Uno studente dall’intelligenza estrema e brillante, un carattere esuberante che però maschera insicurezza e frustrazione, oltre al dolore costante del progressivo degenerare della malattia della madre e dell’inesorabile avvio verso la morte della stessa.  Walter e Jude non potrebbero essere più lontani come personalità e storia. Uno assolutamente certo della propria eterosessualità, l’altro sfuggente e convinto di non esser degno di essere amato. Li unirà la possibilità di disinibire le loro frustrazioni attraverso gli sms sul cellulare. Sms che inizialmente confonderanno, poi faranno loro compagnia e alla fine racconteranno ciò che di fronte non sono in grado di dirsi apertamente.

Di Cristina Bruni ho letto Seonac’s song, qualche tempo fa e 7 giorni, più uno splendido racconto Per amore del gioco, per la raccolta benefica Oltre l’Arcobaleno di Amaganta sul mondo dello sport e il bullismo e la non accettazione. Avevo iniziato a leggere Gibraltar, ma vicissitudini varie mi hanno costretto a interromperlo. E alla luce di quanto letto posso dire di non conoscere affatto lo stile di questa singolare autrice. Perché in alcuni testi, come questo che sto recensendo, lo stile di Cristina Bruni è alto, a volte un po’ aulico e antico, tanto che per Text me spesso ho dovuto ripetermi spesso che, se la storia si svolge attraverso uno scambio di sms via cellulare, significa che l’epoca in cui si svolge l’azione è quella dei giorni nostri, contemporanea. Una strana necessità, la mia, dovuta appunto alla capacità di Cristina Bruni di scrivere un testo perfetto e con uno stile denso, forbito, precisissimo nella ricerca e nella documentazione, estremamente pulito e senza una virgola fuori posto. Lo stesso stile che avevo già notato in Seonac’s song e nelle prime battute di Gibraltar. In altri testi, come 7 giorni, per esempio, lo stile di Cristina Bruni si assottiglia, si semplifica, a volte addirittura si avvita su se stesso. Forse arriva in maniera più immediata al lettore, perché di più semplice fruizione, ma a colui che cerca qualcosa di più che una semplice storia d’amore, conflitto-e-lieto fine, il secondo modo di scrivere può in qualche modo deludere. Il primo, quello denso e profondo, quello attento e puntuale di Text me, invece, affatto. Perché leggere di Walter e Jude non è solo leggere di due persone che lentamente si avvicinano, si desiderano, si allontanano e si incontrano alla fine. È entrare nella psiche di ciascuno, è scrutare ogni indecisione, paura, incubo e insicurezza. È scoprire lentamente i meccanismi di approccio e di rifiuto, di avvicinamento e di subitanea fuga, di paura di amare e urgenza di vivere un sentimento che non è mai solo piacere ma si accompagna all’ansia e alla sofferenza il più delle volte. E questo, Cristina Bruni sa descriverlo benissimo, in Text me infatti sa compiere un piccolo miracolo: unire l’angst alla dolcezza, la malinconia alla passione, e il risultato è un piccolo gioiellino di scrittura che non bisognerebbe neppure catalogare in un genere specifico.

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Amneris Di Cesare

1 Commento

  1. 1 luglio 2016 at 17:31 — Rispondi

    Grazie di cuore, Amneris! La tua recensione mi ha commossa… <3

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