L'artiglio rosaRubriche

Trittico italiano n° 3 per L’Artiglio Rosa

Paola Gianinetto, Aidan

Da quasi quattrocento anni, Aidan Kane nutre la propria immortalità di incrollabile ironia e della passione di migliaia di donne. Alle occasionali amanti concede un assaggio della sua sublime arte amatoria di dio del sesso, regalando loro un pezzetto di paradiso in cambio di attimi in grado di rompere la monotonia dell’eternità. Poi, una sera, lei entra nella sua vita. Phoebe. La piccola ninfa dai capelli rossi e gli immensi occhi verde prato, destinata a farlo cadere dal sottile filo su cui cammina, in bilico, da quattro secoli. L’agnellino coraggioso che per ottenere quello che vuole si infila senza paura nella tana del lupo, che guarda la tigre dritto negli occhi, perché sa che quello è il suo destino. Costretto suo malgrado a starle accanto per proteggerla, Aidan scoprirà che, dei due, è lei quella più forte. Travolto dal piccolo vulcano dai capelli di fiamma, si lascerà prendere per mano e trascinare in fondo al pozzo, fino ad affrontare il suo terribile segreto, il mostro che per secoli aveva tenuto in catene. In una cornice fuori dal mondo, dove tutto ha avuto inizio, i due si scontreranno e solo uno ne uscirà vincitore. Ma niente è mai come sembra.

La guerra civile fra gli Antichi * * * *

Dopo il bel racconto “Blu oltremare”, dove ci siamo congedati dal nostro amato Kevin, ecco arrivare Aidan, che ho potuto leggere in anteprima.
Si tratta di un romanzo ampio e complesso, a prima vista di lettura non facilissima, almeno per chi, come me, non ama le storie corali. Due sono le linee narrative, di uguale importanza: da una parte, ovviamente, l’amore di Aidan e Phoebe, dall’altra la lotta mortale fra gli Antichi, che vede tutta una serie di scene madri, a volte decisamente dark, e molti colpi di scena.
Importanti i personaggi della vampira Penelope e del mercenario Xavier Ventura. Alla donna spetta enunciare un principio, sembrerebbe, importante per la saga: “Le ci erano voluti centocinquant’anni per comprendere che gli Ideali non esistono e che la morte, alla fine di tutto, porta a una cosa e una soltanto: altra morte (…) non sopportava il potere per il potere, il fatto che un individuo, umano o vampiro che fosse, si arrogasse il diritto di decidere per gli altri”. “Chiunque ci provasse, per quanto animato dalle migliori intenzioni, prima o poi ci prendeva gusto al punto di peggiorare di gran lunga la situazione”. Insomma, è il delirio di onnipotenza o, come diceva a suo tempo Parini a Jacopo Ortis, alla libidine del supremo potere non si sfugge. È questa la forza che può porre fine al regno dei Principi Azzurro Sangue.
Molto interessante la figura dell’umano Ventura, che immagino ci riserberà in futuro qualche altra sorpresa. La scena più divertente? Quando risponde al cellulare, mentre ammazza nemici a destra e sinistra.
In questo contesto ai miei occhi ha finito per perdere importanza la storia d’amore di Aidan e Phoebe, pur molto interessante, perché mi è sembrata troppo lenta nel suo snodarsi. Tranne nel bellissimo, concentratissimo finale.

OoO

Ornella Albanese, La cacciatrice di storie

Una scrittrice in cerca di ispirazione,
un principe che ha rinunciato all’amore.
Sarà possibile un lieto fine, per loro?

Italia, fine Ottocento. Possono una fanciulla maldestra, un’appassionata romanziera e un’affascinante cortigiana coesistere nella stessa donna? Sì, se la donna si chiama Miranda di Colloredo. Alla romantica ricerca del principe azzurro, Miranda si imbatte in un vero principe e la sua vita ne è sconvolta. Ma quell’incontro sconvolge anche Tancredi di Monteventoso, uomo affascinante e dissoluto che non riesce a liberarsi del passato e che, per questo, si è negato all’amore. Riuscirà Miranda a realizzare i propri sogni? Scrivere una storia con un bellissimo lieto fine e vivere una vita da romanzo?

Note: LA CACCIATRICE DI STORIE è il nuovo, avvincente romanzo di Ornella Albanese, una delle più apprezzate autrici italiane di romance. Si tratta del terzo romanzo della serie “La sartoria dell’amore”, a cui appartengono anche IL CACCIATORE DI DOTE e IL CACCIATORE DI NUVOLE, già pubblicati nella collana I Romanzi Classic – nr. 1050 e 1100 rispettivamente. Le lettrici potranno trovare al link indicato qui di seguito la videointervista in cui Ornella Albanese presenta LA CACCIATRICE DI STORIE, ed il trailer del romanzo: http://blog.librimondadori.it/blogs/iromanzi/2015/10/22/il-nuovo-romanzo-di-ornella-albanese-la-cacciatrice-di-storie/

Ricordiamo che è disponibile gratuitamente sia su questo blog, sia su tutti gli store, l’ebook di “Amore tra le pagine”, il racconto che fa da prequel a LA CACCIATRICE DI STORIE. Le lettrici potranno trovare il racconto al link indicato qui di seguito: http://blog.librimondadori.it/blogs/iromanzi/2015/10/19/amore-tra-le-pagine-il-prequel-di-la-cacciatrice-di-storie-di-ornella-albanese

Tra le altre opere dell’autrice già pubblicate da Mondadori nella collana I Romanzi Classic, ricordiamo IL FILO DI ARIANNA, INGANNI D’AMORE, CUORE DI LUPO, L’OMBRA DEL PASSATO, L’AVVENTURIERO CHE AMAVA LE STELLE, IL PROFUMO DEI SOGNI e AURORA D’AMORE.

La sartoria dell’amore arriva al capolinea * * * *

Ornella Albanese vince l’ennesima sfida, cioè quella di rappresentare in modo credibile l’evoluzione e la maturazione di Miranda. Continua anche l’analisi del genere rosa, che da un po’ domina l’autrice, in forte contrapposizione al romanzo d’appendice di fine Ottocento. Si tratta di una storia vivace e davvero deliziosa con il ritorno di molti personaggi della serie (dipende da quale titolo la si fa cominciare). Buono anche l’inserimento della Contessa Lara. L’unica cosa che non mi è piaciuta è l’ultima scena in sartoria, secondo me contraddittoria rispetto a quanto precedentemente affermato. E soprattutto rispetto alla filosofia base della serie: si può sempre cambiare vita in meglio.

OoO

Morgan Cavendish, La rosa proibita

Londra, 1815. Sullo sfondo della prima rivoluzione industriale, si snodano le vicende di Rachelle Ramsey, una giovane guaritrice accusata di stregoneria, e di Evan Beauchamp, adepto dell’ordine segreto che la vuole uccidere. La storia si focalizza sulla notte in cui Evan, credendosi prossimo alla morte, torna da Rachelle per vederla un’ultima volta. Qualcosa, però, non va come previsto: tutto quello a cui entrambi avevano creduto fino a quel momento viene rimesso in discussione costringendoli ad una importante e coraggiosa scelta finale.

Vendetta, gelosia, rabbia e desiderio si fondono tra loro mentre il sospetto, l’accusa e il perdono conducono alla promessa di un amore puro e di una vita vera. Ma in tutto ciò… quale sarà il prezzo della felicità?

Un racconto sconcertante *

La prima cosa che sconcerta è la sinossi, che sembra parlare di caccia alle streghe, ma in Inghilterra nel 1815, data che per noi europei fa pensare alla caduta di Napoleone, ma che l’autrice associa invece alla guerra angloamericana del 1812 (per ragioni che si capiranno nel finale), sullo sfondo della rivoluzione industriale, cui invece, mi pare, non si accenna neppure nel corso del racconto.

In realtà l’Ordine del Salice non ha nulla a che vedere con l’Inquisizione, ma è una setta di fanatici che ancora nell’Ottocento qualifica una donna esperta di erbe e medicina naturale come una strega. Eppure nell’antefatto (perché stiamo sempre parlando di antefatto) è in grado di sequestrare e torturare impunemente una persona per più di un mese, senza che la sua scomparsa venga denunciata alla polizia.

Inverosimile la psicologia dei protagonisti: Evan prima protegge, poi denuncia e sevizia la donna per un amore geloso, che però non ha propriamente le caratteristiche di un rapporto sadomasochista, tant’è vero che finisce per liberarla, a proprio rischio e pericolo; Rachelle, che già in precedenza ha avuto un’esperienza terribile, si innamora del suo persecutore, per ragioni che non vengono approfondite (ma non mi pare che ci troviamo nella tipologia ‘sindrome di Stoccolma’). Non parliamo poi dei suoi rapporti familiari (un po’ tortuosi, diciamo).

Secondo me criptico il titolo. La tecnica narrativa è molto immatura e impacciata. Sciatti la punteggiatura, il lessico e a volte la sintassi. Vari refusi.

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Maria Teresa Siciliano

Maria Teresa Siciliano

Professoressa di Italiano presso il prestigioso Liceo Classico Aristofane di Roma, adora leggere e recensire montagne di libri con penna intinta in un dolcissimo veleno. Temuta e amata in ugual misura, ha plasmato una generazione di feroci lettrici di romance.

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