Pensieri sparsi

Talento, o fortuna?

Quanti di noi hanno un libro nel cassetto? Quanti sentono il bisogno irrefrenabile di condividere con gli altri i propri pensieri e trasmettere loro qualcosa di importante?

Gli ingredienti per un buon libro sono pochi: immaginazione, idee semplici ma chiare e ovviamente una buona competenza linguistica. Ma ciò che fa davvero la differenza secondo me, non è cosa si cucina ma come vengono abbinati gli elementi. Come direbbero i giudici di Masterchef, la presentazione è fondamentale la per la buona riuscita del piatto.

Questa rubrica è pensata per tutte quelle persone che vogliono fare il famoso salto di qualità, accostandosi alla scrittura in modo “professionale”. Lo vuole fare in maniera semplice, senza alcuna pretesa, attraverso le parole e l’esperienza di autori che questo percorso lo hanno già intrapreso con successo. Questo perché sono convinta che la scrittura non sia solamente ispirazione e talento, ma anche (soprattutto) studio e impegno.

Grazie e buon proseguimento,

Valentina G. Bazzani

Chiacchierata n° 4: Talento, o fortuna? O entrambi?

Il mondo editoriale, in particolare quello italiano, può sembrare una realtà piuttosto chiusa a chi vi si accosta per la prima volta, quasi aliena, le cui meccaniche a volte possono confondere. Ma è importante nel corso della nostra “carriera”, prendere famigliarità e confidenza con questi meccanismi, per non farci cogliere impreparati e se possibile, sfruttarli a nostro vantaggio.

Ma come fare?

Ne parliamo con Antonio Lanzetta, affermato scrittore per La Corte Edizioni.

Bentrovato Antonio, grazie per essere qui con noi. Iniziamo con una domanda scottante: cosa fa di un libro un caso editoriale?

Non credo esista una regola empirica delle probabilità secondo cui un libro su dieci sia destinato a diventare un best-seller. Per quanto gli addetti ai lavori si sforzino nel ricercare motivazioni tecniche alla base del successo di un autore, sono convinto che molto nel mondo dell’editoria sia determinato da due variabili: la fortuna e il talento.

Fortuna di essere nati con il dono (o la maledizione) di saper raccontare la storia giusta, ma non solo. Il mercato dei libri è in continuo cambiamento, gli editori sono imprenditori che studiano la società, attenti a non farsi scappare nemmeno la più piccola alterazione nei gusti dei  lettori. Se la storia giusta finisce nelle mani giuste (l’amico giornalista di una testata di rilievo, l’agente letterario addentrato nei salotti che contano, etc…), le possibilità che un libro possa trasformarsi in un libro di successo sono elevate.

Dopo la fortuna, c’è ovviamente il talento. Nonostante in Italia si tenda sempre a sottovalutare il talento, credo che la qualità di un romanzo sia un elemento fondamentale per avere successo. Mi spiego: un autore può essere pompato dal marketing quanto vuole, ma se poi scrive di m**** non avrà una lunga vita.

2)   L’editoria, settore notoriamente in crisi, sembra dare segnali di ripresa. In Italia si legge di più rispetto a qualche anno fa. Ma quanto conta la commerciabilità di un testo rispetto al contenuto?

Nonostante i deboli segnali di ripresa, l’Italia resta un paese dove si legge poco, troppo poco per consentire alle librerie di restare aperte, agli editori di sopravvivere senza i fidi bancari o agli scrittori di fare tutto per mettere il piatto a tavola tranne che scrivere.

Il buon senso del lettore appassionato ci porta a criticare alcune pubblicazioni della grande editoria. Non riusciamo mai a spiegarci perché sugli scaffali siano esposti i libri di artisti dello spettacolo, mentre la letteratura viene stuprata. Da un punto di vista sociologico, forse le letture di molte persone potrebbero essere espressione del degrado in cui stiamo scivolando ogni giorno di più. Pensiamoci: chi potrebbe mai comprare l’ultimo libro della solita stellina televisiva? Però, se si osserva la questione da un’altra angolazione, allora si capisce che per fare cassa è necessario aprirsi a ogni tipo di pubblico, non solo a quello dei “lettori tradizionali”.

3)   Wattpad e Amazon, sono due piattaforme editoriali che hanno dato la possibilità ad autori e autrici self di farsi conoscere e arrivare a grandi case editrici. Questo nuovo metodo di fare scouting quanto ha rivoluzionato l’editoria italiana? Può essere inteso come un segnale di apertura e cambiamento di questo settore che, rispetto all’estero, è ancora molto chiuso?

Non sono un utente di Wattpad, ma conosco bene Amazon. Non mi odiate ma all’ebook preferisco il libro cartaceo, e forse è a causa di persone come me che la lettura digitale è ancora distante anni luce dai volumi che invece riscontriamo all’estero. Sul self publishing e Amazon si sono accese lunghe e interessanti discussioni: la tecnologia e internet facilitano le cose, avvicinano gli autori alla pubblicazione spesso a discapito della qualità del prodotto. Ho scaricato sull’ereader diversi lavori di autori self e in molti ho riscontrato una scarsa cura del testo, copertine approssimative e così via. Pubblicare va bene, ma a che prezzo? L’approssimazione non farà mai bene.

4)   Grazie Wattpad e altre piattaforme di questo tipo, sempre più giovani si accostano alla lettura e alla scrittura, con casi di scrittrici giovanissime pubblicate da grandi nomi dell’editoria. Quanto sono importanti secondo te il talento puro e quanto la gavetta, per chi vuole fare della scrittura il proprio lavoro?

Il talento è tutto. Lo studio, la costanza e la dedizione alla fine pagano: una persona ostinata e caparbia in generale non tarderà a raggiungere i propri scopi nella vita; il talento però fa la differenza, è una marcia in più, un tocco di unicità che rende un’artista speciale. Prima o poi ogni autore o aspirante tale si troverà davanti a uno specchio, costretto a guardarsi in faccia e a porsi domande del tipo: sono davvero convinto di essere bravo?

5)   Infine, come di consuetudine, 5 consigli in “pillole” a tutti gli aspiranti scrittori che vorrebbe trasformare questa passione in un lavoro.

Leggere, leggere, leggere, leggere e ancora leggere. Non conosco altro metodo, se si vuole scrivere seriamente, se non quello di avvicinarsi ai romanzi con le dita che odorano di pagine fresche di stampa.

Grazie Antonio per essere stato con noi, e grazie a voi lettori e scrittori dai sogni ambiziosi.

 

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