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Sposami ancora: ce ne parla Mariangela Camocardi

Mondadori ripubblica in digitale un vecchio successo di Mariangela Camocardi. Abbiamo chiesto all’autrice di parlarcene.

Lo spunto di questo romanzo è nato leggendo la biografia di Charles Maurice de Talleyrand-Périgord, Principe di Benevento e statista di smisurato spessore nella Francia di Bonaparte. Scoprire che durante la dominazione napoleonica in Italia si poteva divorziare, rappresentò un invito a nozze per una romanziera che ama raccontare la Storia usando i sentimenti, oltre alla scarna cronaca del tempo che fu. Naturalmente pochissimi approfittarono del divorzio, all’epoca. Siamo nei primi anni del 1800 e il nostro è un paese profondamente cattolico, per cui chi mai avrebbe osato sfidare il perbenismo della società con qualcosa che, allora, dovette apparire inconcepibile, se non addirittura sacrilego?

L’intensa protagonista di “SPOSAMI ANCORA” è Francesca, che viene ripudiata dal marito Ermanno quando lui la sorprende tra le braccia di un altro uomo. Lei non tenta neppure di scagionarsi: consapevole di non avere scusanti, sa perfettamente che è inutile aspettarsi il perdono da Ermanno. Troppo orgoglioso e integerrimo per assolvere l’infedeltà della propria moglie. Francesca è suo malgrado esposta al disprezzo e ai pettegolezzi impietosi del prossimo, dopo la clamorosa rottura del suo matrimonio con lui, per cui vive emarginata da tutti, vittima di un totale ostracismo: è un’adultera, e la gente non perdona  una donna che tradisce così sfacciatamente il proprio consorte.

Ermanno, per cercare di dimenticarla, prima si trova un’amante dalla bellezza quasi sfrontata e la ostenta ovunque allo scopo di umiliare la sua ex moglie in ogni modo possibile. È una rivincita che però gli lascia l’amaro in bocca, e che lo spinge ad arruolarsi nell’esercito francese, al seguito di Napoleone. Viene spedito nella Spagna messa a ferro e fuoco dalla guerra che infuria tra francesi , iberici e gli inglesi comandati da Arthur Wellesley, duca di Wellingthon. Purtroppo Ermanno cade in un agguato teso dai ribelli al suo drappello durante un normale servizio di pattugliamento. I guerrilleros appoggiano e combattono con il generale Wellingthon, e odiano i francesi. I prigionieri che hanno la sventura di cadere in mano loro subiscono una durissima e disumana detenzione. Molti non sopravvivono alle torture, alla fame e alla sete.

È a questo punto che il destino mischia di nuovo le carte: l’imprevisto fa sì che Francesca, inaspettatamente e a certe condizioni, rappresenti la salvezza di Ermanno…

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La “vecchia” copertina

La trama

Ermanno, ufficiale italiano nell’esercito napoleonico, è prigioniero in Spagna. I guerriglieri chiedono un grosso riscatto, e l’unica che potrebbe pagarlo, anche se a prezzo del proprio benessere e della propria felicità, è Francesca, la donna che Ermanno ha ripudiato. Francesca decide di sacrificarsi, ma quello che le viene consegnato non è che l’ombra dell’uomo di un tempo, ora piegato nel corpo e nello spirito per la lunga prigionia. Solo il suo amore potrebbe guarirlo, ma il cuore della donna non è più libero…

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

1 Commento

  1. Elena
    19 dicembre 2015 at 15:46 — Rispondi

    Uno dei romanzi di Mariangela che preferisco ☺

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