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Recensione: Spietati gentiluomini, di Ginn Hale

La prima cosa che mi ha colpito di questo libro è stata la copertina. Ammettiamolo, le copertine degli M/M si assomigliano un po’ tutte: un uomo, due uomini, primo piano, mezzo busto, figura intera, insomma le variazioni sul tema  spesso sono solo una questione di particolari.

Dal mio punto di vista, la copertina di “Spietati gentiluomini” ha un tocco esotico che incuriosisce, un’eleganza che non passa inosservata. Suscita un interesse che la singolarità  della trama contribuisce ad aumentare.

Un mondo distopico dove i diavoli sono stati ingannati dalle promesse di redenzione e di perdono di una Chiesa dominatrice e onnipotente.

Poi arriva la scrittura, magnifica, raffinata, evocativa, e un intero mondo si apre davanti ai nostri occhi. Non ci piacerà conoscerlo.

Una città cupa, dal sapore vittoriano e dalle atmosfere gotiche, dove la speranza è solo un’utopia e la giustizia un concetto estraneo.

Belimai, un demone distrutto dall’Inquisizione nel corpo e nell’anima,  appare come una creatura che si crogiola nella disperazione. Vive alla giornata, tormentato dai ricordi, straziato dal senso di colpa, deciso a rinchiudersi nel proprio inferno personale.

L’inquisitore Harper, che lo va a cercare per ottenere il suo aiuto in un  caso complesso, dove la crudeltà è solo una delle tante sfaccettature del potere, non trova solo un alleato mercenario, ma una persona alla quale non sarà più disposto a rinunciare.

La loro storia inizia come il semplice incontro di due solitudini, potrebbe non diventare altro, solo sesso occasionale e nessun sentimento, eppure non andrà così.

L’autrice tratteggia con sapienza la nascita di un legame che nessuno dei due vuole o sta cercando. Un legame tra i più inverosimili che possano esistere in questo mondo dove troppi segreti si nascondono dietro porte chiuse, cassetti squallidi, documenti pieni di menzogne. Perfino un paio di guanti può nascondere il segreto di una vita intera.

Il libro è diviso in due parti ben distinte, due racconti singoli che ci danno un quadro della vicenda da due diversi punti di vista.

Il primo, narrato da Belimai, ci fa conoscere la disperata malinconia e la paura che pervadono la vita dei demoni, discendenti di coloro che si sono fatti ingannare dalle promesse della Chiesa. Una minoranza di reietti, perseguitati, usati come capri espiatori per qualsiasi crimine. La delicatezza con cui l’autrice ci mostra il nascere di un sentimento, improbabile e scandaloso, tra un diavolo e un inquisitore, si contrappone alla ferocia dei criminali ai quali entrambi danno la caccia. Non ci sono scene di sesso, ma raffinate metafore e un legame che nasce tra le macerie della speranza  e della giustizia.

Nel secondo racconto, che ci mostra il punto di vista di William Harper, il rapporto tra i due è andato avanti e si sta consolidando, pur assediato dal pericolo che venga scoperto. Qui scopriamo che Belimai, il demone che ricordavamo deciso a non lasciar scalfire da nessuno la corazza di disperazione e cinismo nella quale si era rinchiuso, è diventato una creatura che ambisce a una vita migliore. Perfino Harper si stupisce del cambiamento. Lui che ha accettato Belimai così com’è, psicologicamente distrutto e sopraffatto dalla droga, si troverà ad avere  a che fare con un compagno in cerca di resurrezione.

Con grande abilità l’autrice ci porta a percorrere strade buie e insanguinate, dove i due protagonisti rischieranno più volte di perdersi l’un l’altro, braccati come prede senza scampo, ma decisi a proteggersi a vicenda. Ognuno dei due dona all’altro la propria fragilità e la propria forza ed è questo che rende completi i loro sentimenti.

Un libro che è un piccolo gioiello, di capacità narrativa, di forza evocativa, di raffinate descrizioni, di sfumature e armonie. Feroce quando deve esserlo, lieve nei momenti in cui lo sguardo del lettore si fa attento.

Non ci sono dichiarazioni d’amore, ma atti che non hanno bisogno di parole, e una speranza, alla quale vogliamo aggrapparci con tutte le nostre forze.

Cinque stelline.

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Belimai Sykes è molte cose. È un prodigo, il discendente di antichi diavoli, una creatura di oscure tentazioni e rari poteri. È anche un uomo con un passato brutale e una pericolosa dipendenza. E Belimai Sykes è l’unico uomo a cui il capitano William Harper può rivolgersi quando deve affrontare una serie di sanguinosi omicidi. Il signor Sykes, però, non lavora gratuitamente e il prezzo della sua frequentazione costerà al capitano Harper ben più della propria reputazione. Dai palazzi sontuosi dei nobili, dove la vivisezione e la stregoneria sono celati da una patina dorata, ai quartieri malsani dei Bassinferi, il capitano Harper deve combattere per la giustizia e per la propria vita. Ha molti nemici e il suo unico alleato è un diavolo che conosce fin troppo bene. Sono questi i pericoli che si incontrano quando si ha a che fare con gli spietati.

Titolo: Spietati gentiluomini.
Autore: Ginn Hale.
Traduzione: Ida Giannini.
Genere: Paranormal Romance.
Editore: Triskell Edizioni.
Prezzo: euro 10,19 (copertina flessibile). Euro 3,74 (e-book).

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Fernanda Romani

Fernanda Romani

Fernanda Romani è autrice della Saga Fantasy "Endora".
Socia di EWWA, collabora come "recensora" con il nostro Blog.

2 Commenti

  1. Sarah Bernardinello
    17 febbraio 2017 at 15:38 — Rispondi

    Bellissimo libro e bellissima recensione.

    • Fernanda Romani
      17 febbraio 2017 at 16:44 — Rispondi

      Grazie, Sarah!

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