Interviste

Simone Lari e Kage Queen

Simone Lari è un autore self conosciuto al grande pubblico
soprattutto per la serie “Nameless”,
di cui sono stati pubblicati (e apprezzati) tre volumi: La notte dei fuochi, La
maschera di ferro
e Alieni in città.
Tanto per distinguermi dagli altri, voglio presentarvi invece
i primi due romanzi di una serie molto particolare: “Kage Queen”, di cui finora
sono stati pubblicati i primi due volumi. Si tratta di un paranormal
particolare con notevoli connotazioni thriller, il cui eroe è un assassino
spietato che non si fa alcuno scrupolo ad uccidere chi lo ostacola.
Dimenticavo, gli piace farlo per denaro… perché è il killer migliore e più
pagato sulla piazza mondiale. Naturalmente,
c’è anche una storia d’amore (atipica: il primo passo della relazione consiste
nel matrimonio. Curiose, eh?), senza la quale un libro non lo apriamo nemmeno.
Riassumendo: un killer, un’eredità, un matrimonio, poteri
paranormali, omicidi e rapimenti… Una splendida, gustosa macedonia.

Eccolo qui, Kage Queen, in tutto il suo splendore!
Titolo: “Kage Queen –
L’eredità” (Kage Queen Saga, Volume primo).
Autore: Simone Lari.
Editore: Amazon Media EU S.à
r.l.
Pagine: 230
Prezzo: euro 2,99 (ebook).
Avete presente quando una gatta fissa insistentemente
un punto nel vuoto? Se vedesse qualcosa che l’occhio umano non può scorgere,
qualcosa che non è ancora accaduto… e se voi poteste vedere ciò che vede lei?
Cosa fareste sapendo che il vostro ricco padre, un
essere spregevole, arrogante e dispotico, che non incontrate da dieci anni,
morirà di sicuro tra pochi giorni, nominandovi eredi universali?


Titolo: “Kage Queen – Ombre
dal passato” (Kage Queen Saga, Volume secondo).
Autore: Simone Lari.
Editore: Amazon Media EU
S.àr.l.
Pagine: 276.
Prezzo: euro 2,99.
“Se posso cambiare il futuro, posso lasciarmi il
passato alle spalle.”
Questo è sempre stato il pensiero di Kage.
Ma è proprio nel momento in cui si è convinti di
essersi lasciati il passato alle spalle, che questo tenta di insinuarsi
nuovamente nelle nostre vite, prepotente, inaspettato e indesiderato; che sia
sotto forma di una sensazione, di un ricordo o di un’ombra dal passato, è
sempre lì, pronto a insidiare il nostro presente. Ma queste ombre, qualunque
cosa o persona esse siano, non hanno fatto i conti con chi, nel buio della
notte e nell’incertezza del futuro, è in grado di distinguere perfettamente
ogni cosa…
Trovate Simone Lari su
Facebook:

Strappato alla scrivania e
all’amato/odiato computer, Simone si è sottoposto volentieri (ahahah) alle mie
domande.
Allora, Simone, a noi! Toscano?
Di Grosseto.
Trentasei anni?
Confesso, sì, trentasei.
Un autore giovane, quindi.
Ti adoro, sai?
Credevo che solo le donne si preoccupassero degli anni
che passano…
Anche gli uomini. Almeno
quest’uomo…
Fai il carino: saluta le lettrici e raccontaci
qualcosa di te.
Un saluto ai lettori del blog
di Babette. Sono Simone Lari, scrittore selfpublisher impenitente dal giugno
2012. Vivo, a seconda del momento, tra Grosburg, Larson City e Banrioney Manor,
a seconda di quale delle mie serie stia scrivendo. Adoro i gatti. Hai notato
che sono sempre sommerso dalle gatte? Spesso le signorine invadono anche i miei
libri, diventandone talvolta protagoniste.
Sfondi una porta aperta. Al momento, sono l’umana di
tre teppisti travestiti da gatti. A mettere il carico da novanta è una cagnetta
ipercinetica. Continua, dai.
Ho cominciato a scrivere come
self dal giugno 2012. Ancora oggi mi sembra così strano: una passione intrapresa
quasi per gioco è diventata un lavoro a tempo pieno. Scrivere… non potrei
vivere senza!
Gli inizi di questa passione?
Ho cominciato con una saga
epic fantasy dai contenuti classici, “La Chiamata del Destino”, per poi
approdare a un genere urban fantasy/umoristico piuttosto diverso, “Nameless
Saga”. Infine, grazie anche a uno stile di scrittura più maturo, mi sono
cimentato in un altro settore, il thriller paranormal, con la saga di Kage
Queen. Ho parecchio tempo per scrivere (ahimè, attualmente non lavoro) e mi
piace spaziare su generi diversi sia come lettore che come scrittore; così ho
deciso di cimentarmi anche con il paranormal romance, scrivendo un romanzo (mi
auguro originale, per quanto possibile) sui vampiri e non solo, anche se
premetto che la parte romance non sarà così approfondita come in altri testi
analoghi.
Fiera dell’ovvio: come ti vengono le idee per le tue
storie?
Guarda, Babette, idee e
ispirazioni mi vengono nei momenti e nei luoghi più disparati. La mia
postazione di lavoro e il comodino sono pieni di appunti incomprensibili
scritti nelle ore e nelle situazioni più diverse. Di solito non ho scadenze o
orari precisi. Quando decido di dedicare un pomeriggio o una giornata intera alla
scrittura (cosa che capita molto spesso), mi metto comodo e, se ho già pronta
la base di idee da cui sviluppare trama e svolgimento, mi metto sotto di getto.
Alla fine di ogni capitolo, rileggo tutto quello che ho…partorito. Esercito
un’auto-critica feroce. Non ti dico le pagine che cancello…
Abitudini particolari? Di scrittura, intendo, non
voglio mettere il becco nella tua privacy. Mi spiego: la vecchia maglietta del
raduno dei boy scouts per cominciare il romanzo nuovo; oppure, riti
propiziatori, vergini sacrificate al plenilunio…
Non ho abitudini o vizi
particolari (e mi appello al quinto emendamento per quanto riguarda le vergini
sacrificate), anche se ho notato che spesso i miei romanzi escono il 17 del mese
(talvolta anche di venerdì) e che in tutte le saghe che ho scritto sono
presenti delle gatte, in posizioni più o meno importanti, ma ci sono sempre.
Ebook: amore o odio?
Ho scoperto la realtà degli
ebook poco prima che decidessi di pubblicare su questo supporto. Devo dire che
inizialmente ero scettico, mentre adesso ne sono entusiasta e ho “contagiato”
familiari – amici – parenti, portandoli sulla via del Kindle. Mi capita
comunque di acquistare anche dei volumi cartacei, sia di colleghi self che
stimo particolarmente, che di autori famosi che apprezzo. Spesso utilizzo il
formato cartaceo come regalo, mentre per me prediligo gli ebook, per varie
motivazioni.
Non ultimo per il prezzo. Anch’io, passando agli ebook
ho visto la spesa dimezzarsi. Anche se quel 22% di IVA mi uccide.
Selfpublishers o Case Editrici?
Sicuramente sono schierato
dalla parte dei Selfpublishers, anche se qui ci sarebbe una distinzione da
fare. L’editoria non è una realtà unica, ci sono gli EAP* (una piaga
legalizzata), i piccoli/medi editori (che si dividono a loro volta tra ladri e
onesti) e la medio/grande editoria. Ognuna di queste categorie merita
considerazioni e epiteti diversi. Anche tra i selfpublishers ci sono diverse
tipologie: c’è lo scrittore convinto che butta giù un testo e lo dà in pasto
alla rete (tanto in 8 ore è pubblicato), facendo del male a se stesso e
all’intera categoria. E c’è il self “serio”, che è coadiuvato da un editor, un
grafico e un team di beta reader. Molti self che cominciano la carriera
rientrano amaramente nella prima categoria, alcuni poi si ravvedono, altri
purtroppo no. Credo che a nessun self farebbe schifo ricevere una proposta
seria da parte di un editore medio/grande, a patto che, appunto, sia una
proposta seria.
Progetti per il futuro? Lo so, non sono
particolarmente originale, ma voglio entrare nel Guinness dei Primati per la
sezione “domande ovvie”.
Di progetti per il futuro ne
ho diversi. Ho appena pubblicato la raccolta della trilogia epic che
rappresenta la mia prima produzione, sicuramente dallo stile un po’ acerbo, ma
che è stata apprezzata. Il mese scorso è uscito il volume conclusivo della saga
di Nameless e mi auguro che a breve riesca ad avere il primo albo a fumetti
completo. Ad aprile pubblicherò il primo volume della saga de “I Custodi della
Lacrima”, la serie paranormal/romance cui accennavo prima, mentre a fine
maggio/inizio giugno, sarà la volta del terzo capitolo della saga di Kage
Queen, che chiuderà la prima trilogia della serie. In contemporanea dovrebbe
uscire il primo episodio tradotto in inglese “Kage Queen – The Legacy”.
Quanta carne al fuoco! Ti vedo lanciatissimo. Un
saluto alle nostre ragazze?
Certo, volentieri. Mando un
saluto a te e ai tuoi followers e un ringraziamento speciale alle mie preziose
collaboratrici e ai miei lettori!
Cosa fai?! Ferma, no, la foto
no! Solo la faccia, avevo detto…!
Dai, Simone, per le lettrici del mio blog…questo e
altro!
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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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