Pensieri sparsi

Self per gioco

Le Chiacchiere di Facebook tra i membri del Gruppo di Babette Brown Legge per Voi sono un classico del mercoledì. Molte volte, scaturiscono dalla lettura critica di un articolo, comparso su quotidiani, periodici o Blog.

È il caso di queste chiacchiere sulla “solitudine del Self Publisher”. La bomba l’ha fatta scoppiare il sito Bookblister… e il Gruppo si è scatenato.

SELF PUBLISHING. DAVVERO SI BUTTA SUL SELF SOLO CHI VIENE IGNORATO DALLE CASE EDITRICI? DAVVERO IL LIBRO AUTOPUBBLICATO VALE GENERALMENTE POCO?

Io mi sono “buttata” sul Self Publishing per esperimento, per “gioco”.

Avevo già pubblicato tre romanzi con case editrici non a pagamento, in più avevo altre pubblicazioni di un certo livello alle spalle ed ero sostanzialmente convinta che pubblicare con una Casa editrice fosse comunque più conveniente per un autore rispetto alla pubblicazione S.P.
La CE ti fa l’editing, dicevo in un post proprio sul gruppo di Babette (ricordo che innescò una certa discussione, anche animata). Ok, non tutte, qualcuno potrà opinare, ma garantisco che quelle con cui ho pubblicato io lo fanno, alcune meglio di altre, ma lo fanno.
La CE ti fa la cover, ti scrive i comunicati, ti fa promozione (poca, minima, ma qualcosina la fanno).
La CE distribuisce il libro, si occupa delle vendite, e per le presentazioni ti dà copie omaggio per contratto.
Certo, la percentuale sui diritti è notevolmente più bassa.

Ma a fronte di tutto questo, perché scegliere il SELF PUBLISHING, dicevo?

Ho preso uno dei testi totalmente inediti dal mio HD. L’ho fatto leggere ed editare da un’amica scrittrice ed editor. L’ho confezionato, facendo mille prove, in formato ebook. Ho comprato una cover da uno dei mille grafici in rete. Ho scritto io la quarta, ho mandato tutto a Streetlib e ho pubblicato. Poi ho iniziato a promuoverlo e a chiedere recensioni sui blog.
Non sono salita alle vette delle classifiche su Amazon, ma i commenti positivi al libro mi hanno compensato della scarsità delle vendite che, tutto sommato, si sono comunque dimostrate il doppio se non il triplo di tutto quanto io abbia mai venduto con CE dei miei tre romanzi.
Non mi sono pagata un viaggio ai Caraibi, ma con le percentuali – tutte per me, senza dover dare nulla a un intermediario – che il provider mi riconosce ho potuto compare un tot di libri da leggere. E scusatemi se è poco.

Solitudine del Self?
Sinceramente non mi importa. Quello che mi interessa è essere letta.
E letta sono stata.
Apprezzata anche.
Forse per i romanzi successivi avrei dovuto esser più aggressiva e “spammare” di più nei gruppi, insistere con i blog per le recensioni e quant’altro, ma non riesco a esser insistente e quel pochissimo che ho ottenuto anche senza promozione mi va bene.
E fare da sola, scegliermi la cover, la quarta, il modo in cui muovermi per divulgare cosa scrivo, sapete che c’è?
È una gran figata. E scusate il francesismo.

AMNERIS DI CESARE

I romanzi di Amneris Di Cesare li trovate QUI.

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1 Commento

  1. 6 novembre 2016 at 10:16 — Rispondi

    ahahha, e scusate il francesismo!
    a.

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