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Sei mai stato a Vampyland?

Sei mai stato a Vampyland? No? Be’, neanche Francesco. Ma Danny, il suo migliore amico, è proprio da lì che proviene, e il suo tempo sulla Terra sta scadendo, ormai. Mancano poche settimane prima che il piccolo pipistrello di peluche sia costretto a tornare indietro, dal Signor Dentifini, e la prospettiva non piace a nessuno dei due amici. Il pauroso Arcivampiro, infatti, non è solo cattivo e perfido, ma vuole fare di Danny un vampiro a tutti gli effetti, proprio come lui.
Con Natale alle porte, questo di certo non è un bel modo di festeggiare. Anche perché il piccolo peluche è l’unico amico di Francesco. Senza di lui, con chi parlerà? Poche parole e la musica rock sono tutto ciò a cui è abituato. Da sempre…
Ma… La magia del Natale arriva anche in casa dei due amici e Beatrice, una bambina dalle trecce arancioni come le carote, irromperà nelle loro vite come un tornado di simpatia, abbattendo una a una tutte le barriere di Francesco.
Il primo episodio di “Vampyland” ti attende: verrai catapultato in un mondo completamente diverso da quello che conosci. E una volta incontrato Danny, tornare indietro sarà impossibile!

Vampyland – Un Natale da ricordare di Federica D’Ascani.
Data di uscita: 1 dicembre.
Pag. 116 ca.
Versione Ebook: 2.99.
Versione Cartaceo: 9.99.
Illustrazioni e Immagine di copertina a cura di Andrea Modugno.
Realizzazione grafica: Luana Prestinice e Devi Rose.

La ragazzaccia romana, quella che scrive sitcom in dialetto per i compiti del mercoledì da Babette e per il Taccuino di Matesi, per Natale, ha deciso di diventare una persona seria. Oddio,  lo sono fin troppo, ma che ci devo fare se sono una vecchia nel corpo di una ccciovane?
Dunque, perché sono qui, nel blog, a parlare di me più di quanto non faccia di solito? Conoscete mio marito, il piccolo Attila, mia sorella, mio padre… Conoscete pure il gatto, a dirla tutta, anche se, credetemi, Richard Castle di tutto ha bisogno tranne che stare al centro dell’attenzione (il suo miagolio mi procurerà un biglietto di sola andata per Azkaban, prima o poi!).
E quindi, perché sono qui? Perché il 1 dicembre uscirà Vampyland – Un Natale da ricordare.
Cos’è?
Vado tosto a spiegarvi.

Nata dall’idea di spiegare ai bambini (che sono delle menti così intelligenti da sovrastare quelle dei genitori 10 a 1 spesso e volentieri), cosa sia “diverso” e come questo sia “uguale” se si è in grado di guardare oltre le apparenze, Vampyland è una saga fantasy dai molteplici aspetti.
Prima di tutto, ha un protagonista fuori dal comune, un eroe come non se n’è mai visti (perché quelle povere creature, si pensa, non riuscirebbero a concepire un bambino così TANTO diverso da loro). Francesco è un bambino speciale, dice sua madre, che viaggia su frequenze AM quando tutti parlano in FM. Tipo Twilight, esatto, e ci sono i vampiri anche qui, in realtà. Però Francesco non ha una mente che funziona male, non è destinato a diventare un immortale. Francesco è solo autistico. E dico “solo” perché in un mondo come il nostro la disabilità dovrebbe, appunto, essere solo “solo”. E invece non lo è. Perché i pregiudizi corrono, perché l’ignoranza dilaga e attecchisce, perché dove non c’è conoscenza c’è solitudine. E Francesco è un bambino solo, che viene emarginato, che sta con la maestra, a scuola, che non gioca con nessuno, al quale nessuno parla. Perché è strano, urla senza motivo, fa dei gesti inconsulti, non ti guarda in faccia…
Eh, lo so, anche io sono asociale, ma voi mi date corda. Che differenza fa? Non lo so, eppure la differenza c’è. Per tutti.

Uhm, no… In effetti l’eccezione c’è, e si chiama Danny. Danny è un pipistrello di peluche, ma è anche un vampiro sotto mentite spoglie. Intrappolato nel corpo di un giocattolo per scontare non si è capito bene quale punizione, Danny è l’unico amico di Francesco. E quando dico l’unico, è davvero così. Nessuno, intorno a Francesco, sa di cosa sia capace questo piccolo essere della notte svolazzante, ma la magia non è messa in discussione. Ghiotto di cioccolata e di paure (che rappresentano la dieta di ogni vampiro al di sotto dei 120 anni) Danny gioca con Francesco, gli spiega le cose che non capisce, ha la pazienza di sopportare il suo sonno pesante (perché russa, e tanto!) e, soprattutto, ha a cuore la sua felicità. Badate bene: i genitori di Francesco sono magnifici, ma Danny è… è un vampiro, è magico, perdiana! Cioè, quale ragazzino li metterebbe a confronto? Nessuno sano di mente, andiamo! Ed ecco perché Francesco adora il suo amico peloso. Ed ecco perché lo adorerà anche Bea.
Bea… chi è?

Bea è il personaggio che amo in assoluto tra tutti quelli che ho creato fino a questo momento. Simpatica, dolce, assolutamente irriverente e dal tatto come quello di un caterpillar (in effetti abbiamo dei punti in comune!), Bea travolge la vita di Francesco cambiandola. In meglio. Sempre. È impossibile rimanere indifferenti alle sue treccine arancioni, al suo sorriso sdentato, al suo profumo di cioccolata e fragola. Soprattutto, Bea è un animo nobile, una persona che adora il prossimo e vive per farlo star bene e sorridere. L’altruismo fatto bambina. È stato mediante lei che ho pensato di far emergere la realtà per quella che è. Perché il fatto che la disabilità renda diversi i bambini e, poi, le persone adulte, è un concetto che non appartiene ai piccoli, ma ai loro genitori. Sono gli adulti che hanno paura, che fanno distinzioni, che contaminano le cose belle e le rendono diverse da quello che sono. Mi sono chiesta perché. Me lo chiedo spesso, da quando in casa mia è entrata una fanciulla dagli occhi a sofficino e il sorriso contagioso che risponde al nome di Claudia, mia sorella, e l’unica risposta che mi sono data è stata quella dell’ignoranza. La gente ignora, per questo ha paura. Strano, ma vero, ha paura. E giudica, agisce, emargina. Perché ignora.
E allora facciamo in modo che questa ignoranza si sbricioli strada facendo, no? Facciamo in modo che chi sa parli, che chi ha esperienza, ne metta a disposizione a pacchi (e già lo fa… lo so che già lo fa.) La verità è che chi ignora dovrebbe semplicemente imparare a tacere e ascoltare, imparare, mettersi nelle condizioni di conoscere per capire.
E chi meglio dei bambini, per spiegare un concetto che sembra difficilissimo, ma che invece è di una semplicità disarmante?
Quest’anno volete farvi un regalo? Entrate nel mondo di Francesco e Bea, cominciate a prendere dimestichezza con Vampyland. Non riuscirete più a tornare indietro!

Sono nata a Ostia nel 1984 e mi sono trasferita poco più distante seguendo famiglia e verde, senza mai abbandonare il mare. Ho cominciato a scrivere a dieci anni, ma il primo vero romanzo è stato pubblicato quando ne avevo venti. Sono cresciuta con le storie di Nicoletta Costa e Piccoli brividi, e questo mi è servito a capire ciò che più mi entusiasmava. Con il tempo ho spaziato in diversi generi, approdando addirittura ai fumetti, ma l’horror e il fantasy continuano a essere gli argomenti che amo in assoluto. Proprio per questo, adesso, voglio farvi conoscere Francesco, Bea e Danny il Vampiro. Le loro avventure nella terra di Vampyland sono ciò che mi mette in contatto con Federica bambina, quella ragazzina che non faceva differenze tra le persone e che, ancora oggi, mi insegna ad andare oltre le apparenze.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

1 Commento

  1. Federica D'Ascani
    26 novembre 2016 at 13:50 — Rispondi

    Grazie mille, Baab, per questo spazio! <3

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