Recensioni

Secret funding, di S. M. May

Purtroppo la
sua amata V7 Racer non si trovava più dove l’aveva parcheggiata all’arrivo.
Noah rischiò di
barcollare.
Rabbia. Furia.
Agitazione. Di nuovo.
Le stesse fasi
si ripetevano ormai con immancabile cadenza quotidiana, tanto che lui stesso si
stupiva di non essere ancora esploso.
«Dov’è la
moto?» ringhiò come un ossesso per tutto il giardino, benché conoscesse già la
risposta.
Tsang e un
altro domestico accorsero subito da lui. «Il signor Scheer l’ha presa in
custodia.» fu la laconica spiegazione del maggiordomo cinese.
«Dove posso
trovare il signor Scheer a quest’ora?» Nonostante tutto, lui riuscì a fermarsi
e a formulare la domanda, anche se poi non perse tempo ad aspettare la
risposta. Era notte fonda, il resto del mondo era corso sfinito a dormire, dove
altro poteva starsene Mister Finanza?
L’anfitrione
dai modi raffinati e squisiti si era ovviamente ritirato nel suo studio, a
giocherellare con titoli e fiches da qualche milione di dollari.
Noah gli piombò
addosso come un treno. «Lurido bastardo, lurido luridissimo bastardo,» ogni
imprecazione aveva un sapore liberatorio, «la mia moto non era inclusa in
nessuno dei tuoi codicilli.»
Martin non
sembrò particolarmente impressionato. «Appunto.» Scrollò le spalle. «Se la moto
non era prevista, non era nemmeno permessa. Stavi infrangendo le regole e mi
sono dovuto attivare per richiamarti all’ordine.»

Titolo: Secret Funding.
Autrice: S. M. May.
Genere: Romanzi M/M.
Pagine: 180.
Editore: self-publishing.
Prezzo: euro 1,99.
La mia valutazione: cinque stelline.


Giovane, bello, forse
crudele. Noah Kress è un broker finanziario preparato e agguerrito, quanto
basta per aver portato al successo la sua società e per essere spinto ad
affrontare sfide sempre maggiori nel mercato del venture capital. In privato è
anche padron Noah, un dominatore assai richiesto al Circolo, uno dei più
esclusivi club privati di Boston. Nel lavoro come nella stanza dei giochi per
lui le persone e gli eventi sono mere variabili da decifrare, cifre da
scomporre, combinazioni  da soppesare e
valutare.
Ma quando l’ultima difficile
operazione rischia di trascinare a fondo la sua società, l’unica possibilità di
salvezza sembra venire dal potente fondo d’investimento gestito dal misterioso
Martin Scheer. E per fargli credito, Martin pretende una controgaranzia molto,
molto particolare.
Per entrambi è un affare, solo
un affare. Eppure quella che doveva essere una semplice proposta contrattuale
rischierà di mandare in pezzi la superficie perfetta delle loro esistenze.
E
Noah, il talentuoso giocatore, sarà disposto 
a scommettere secondo regole del tutto nuove?

Fin dalla prima riga delle avventure di Lara Haralds, ho amato S. M. May e la sua penna arguta, tanto da leggere e recensire tutto quello che mi è capitato sotto mano.

Ho avuto il privilegio (sì, proprio così) di leggere “Secret funding” prima della pubblicazione, qualche giorno fa, e lasciatemi dire che l’impressione ricevuta è stata notevole. Direi che la nostra autrice ha compiuto un ulteriore salto di qualità. Per la vicenda, complessa e stimolante, per i meravigliosi protagonisti (finalmente un ultracinquantenne! OLA da parte di noi pantere grigie), per i dialoghi frizzanti che ricordano molto da vicino certi film amatissimi degli Anni Quaranta/Cinquanta. E mio tallone d’Achille culturale da sempre.
Noah e Martin sono agli antipodi per età e status: uno muove i primi passi in un mondo di squali, quello dell’alta finanza; l’altro è lo squalo più pericoloso di quel torbido oceano. Nello stesso tempo, si assomigliano molto: freddi, razionali, dominatori. Un incontro, il loro, che diventa una serie di scontri all’arma bianca: battute, gesti, che li avvicinano ma li fanno sanguinare. Soprattutto Noah, il più giovane, sembra subire i colpi che si scambiano. E le carezze, forse, fanno ancora più male. Perché sono carezze a termine. Perché non sottintendono ciò di cui lui ha improvvisamente bisogno.
Tutto sembra finire, ma noi sappiamo che S. M. May preferirebbe prendere a martellate l’inseparabile computer piuttosto che rinunciare a un lieto fine. E quindi rasserenatevi, la nostra autrice trascina per la collottola Noah e Martin sino a una conclusione che non ha nulla di “rosa” e di melenso, ma che ci soddisfa. Peccato averlo finito così presto ‘sto libro.
oOo
S.M.
May vive nel nord-est d’Italia, cercando di trovare il giusto equilibrio tra
lavoro, famiglia, letture e scrittura. Alcune cose le riescono bene, altre
meno. Però tutte sono fatte con passione. Senza dubbio è una devota fanatica del lieto
fine, e in una sua maniera contorta, molto contorta,  cerca sempre di dirigere anche
gli altri verso quella direzione.

Altre pubblicazioni: GOOD REFERENCES e NUVOLE (Triskell Edizioni); la
serie Lara Haralds – The Strange Matchmaker che comprende gli episodi CAMBIO
GOMME, NEVE FRESCA e GHIACCIO SALATO (self-published).

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

2 Commenti

  1. Anonimo
    31 marzo 2015 at 19:36 — Rispondi

    Devo dire che è stata una sorpresa assoluta! E ho tirato un sospiro di sollievo. Ho fatto un azzardo anch'io a puntare su Martin, ma anche gli over 50 hanno il loro fascino… Grazie mille!!! *commossa*
    S.M. May

    • Babette Brown
      31 marzo 2015 at 21:30 — Rispondi

      Martin è un personaggio fantastico. Sarebbe stato più facile renderlo bello, aitante. Hai rischiato e hai vinto. Indimenticabile. Perché il suo fascino è interiore, viene dal carattere, dall'esperienza di una vita. Colpita e affondata, per quanto mi riguarda.

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