Interviste

Scrittura, teatro e uno splendido regalo

Anna Castelli torna a offrirci una delle sue storie veneziane…

C’è qualcosa di estremamente passionale in chi si innamora di Venezia.

Se poi l’innamorato in questione è un attore di lunga data come Davide Bozzato, direttore artistico del Teatro San Gallo, il risultato non può che essere una commossa dichiarazione d’amore dall’alto di un palcoscenico.

Ho avuto la fortuna di conoscere Davide grazie al mio racconto di Natale “Un Casanova in inverno” in cui lui interpreta se stesso nel “suo” teatro.

Per ringraziarmi è stato così gentile da invitarmi la sera di Natale a vedere “Venezia – The Show”, uno spettacolo scritto, diretto e interpretato da lui stesso che illustra quanto di più intrigante è accaduto nei secoli della Serenissima, Casanova compreso.

IMG_3224Si tratta tuttavia solo di una delle tante personalità che la città ha regalato al mondo nei suoi secoli di regno splendente: si parte dal trafugamento delle spoglie di San Marco a Gerusalemme per poi tornare in patria, imbattersi in un doge traditore, assistere allo sposalizio del mare, restare agghiacciati e impotenti allo sterminio della peste e incantati di fronte a molte altre vicissitudini dei secoli di vita della Serenissima Republica.

Davide mette in scena tutto questo assieme ad altri due attori che narrano la storia della città mentre si preparano a un sontuoso ricevimento, in un espediente di metateatro che sconfina dalla solidità lignea del palcoscenico grazie a proiezioni sui muri del teatro di opere d’arte che si trovano ancora a Venezia e filmati di ricostruzione storica.

Lo spettacolo è in inglese ma il pubblico ha la possibilità di ascoltarlo anche in molte altre lingue mediante auricolari; questo stratagemma lo rende internazionale e permette di ampliare il numero di fruitori contribuendo a trasmettere in maniera molto godibile alcuni dei tratti più salienti della storia di Venezia.

Passo quindi a porre le mie domande a Davide.

Hai passato molti anni in Inghilterra specializzandoti in teatro e diventando addiritturaIMG_3226 producer per la BBC. Cosa hai riportato in patria di questa tua lunga esperienza?

Non ho prodotto per la BBC: per loro ho recitato in alcuni documentari e serie televisive. Inoltre ho coprodotto diversi unplugged per MTV a cavallo degli anni ’90. Ho vissuto a Londra gli anni dell’esperienza formativa e professionale, ho imparato tante cose ma soprattutto che, se non ti piace un lavoro, è meglio che ti fermi un attimo a pensare a cosa veramente vorresti fare e cercare di indirizzare le forze verso quell’obbiettivo, in modo tale da poter condurre una vita più felice (non perfetta, sia chiaro!) e in questo modo contribuire anche alla felicità altrui.

Nel tuo spettacolo utilizzi proiezioni di immagini e filmati: consideri il tuo teatro minimalista o esportabile?

Abbiamo cercato di far interagire narrazione e recitazione con supporti mediatici e tecnologici, nella speranza di raggiungere un equilibrio tra le parti, dovresti dirmi tu se ciò è riuscito! Comunque ormai si può esportare tutto…

Nello spettacolo si percepisce un grande amore per Venezia. È frutto di sola professionalità oppure sei veramente innamorato della città?

La distanza distrugge o fortifica un rapporto d’amore, nel mio caso si applica la seconda possibilità: Venezia è parte di me, della mia famiglia e soprattutto dei miei sogni.

Come consideri oggi il figlio ingrato del teatro, cioè il cinema?

Non lo considero un figlio ingrato, mi sembra un modo di comunicare che continua a evolversi, come il teatro.

IMG_3227Il teatro è pieno di uomini che raccontano donne, ci sono però a tuo avviso oggi donne nel teatro che possano scrivere di uomini in maniera interessante?

Presumo di sì, potresti cominciare tu…

OoO

Non posso che considerare questa risposta di buon augurio per il mio 2016!

A tutti i lettori consiglio vivamente, nel corso di una visita a Venezia, di andare a vedere “Venezia – The Show” (LINK http://www.teatrosangallo.net/Venezia/Welcome.html) non solo per conoscere alcuni degli episodi fondamentali della storia di Venezia, ma anche per godere della recitazione di un attore innamorato sia del suo lavoro sia della città.

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