Recensioni

Rosso e Grigio, di A. B. Gayle

EDITORE: Dreamspinner Press.
PAGINE: 363.
PREZZO: euro 6,99 (ebook).
Traduzione di Fran Macciò.
Copertina di Anne Cain.
Volete leggere un estratto
(generoso)? Andate qui:
Un libro della serie ‘Gli opposti si attraggono’.
Appena arrivato dai boschi del Minnesota, lo studente
di scienze attuariali Ben Dutoit è entusiasta di aver ottenuto uno stage alla
Sydney Sutherland Family Insurance, una delle poche aziende a offrire
assicurazioni sulla vita per le categorie ad alto rischio di salute. Il fatto
che l’ufficio si trovi a Gay central, ovvero San Francisco, è solo la ciliegina
sulla torta, una torta dai colori dell’arcobaleno. Ben ha solo tre obiettivi da
raggiungere: essere se stesso senza mai nascondersi e partecipare
orgogliosamente al Gay Pride della città, conoscere tanta gente interessante
nei vari locali e, forse, se è fortunato, innamorarsi.
Ma gli uomini che Ben incontra sono tutto il contrario
di lui: galanti, sofisticati, sicuri e sexy. Al contrario di Ben, rozzo
provinciale, loro appartengono a famiglie ricche e benestanti, nobili e
conservatrici, e portano sulle spalle tutte le responsabilità che derivano
dalle loro posizioni.
Mentre Ben ancora si chiede se uno come lui potrà mai
appartenere al loro mondo, inizia a scoprire i rischi di ciò che questo mondo
sofisticato potrebbe comportare. L’economia globale è in crisi e il lavoro che
tanto desiderava è sul filo del rasoio. Tutti i suoi sogni sono in pericolo,
specialmente quello più grande: l’amore.

 A CERTI
uomini sta bene il rosso; ad altri no. Io, avendo i capelli rossi, lo evito
come la peste. È un colore che dona al mio amico Jason. Grazie alla sua
carnagione olivastra e i capelli scuri, ereditati dalla sua mamma spagnola,
quando lui indossa il rosso ti ritrovi a guardarti attorno alla ricerca di un
toro. Anche i pantaloni stretti da matador gli donano molto: gli fanno davvero
un bel culo. È un vero peccato che li indossi raramente. Con questo non voglio
certo togliere nulla ai pantaloni gessati che indossa di solito e con i quali
potrebbe facilmente passare per un modello di GQ, anche grazie alla sensualità
da manuale di quei fianchi stretti e all’espressione imbronciata che gli calza
a pennello.

Io, al
contrario, sembro sempre ciò che sono: un ragazzetto di campagna.
All’abbronzatura ho rinunciato tempo fa, quando, da bambino, con la speranza
che i puntini delle mie lentiggini si unissero, presi una brutta scottatura. Mi
venne la faccia rossa come un peperone e in più le presi anche da mio padre.
Questo è Ben: 24 anni, tutta
la foga e la timidezza della gioventù sono racchiuse in questo ragazzone che
parla in prima persona all’apertura di un romanzo che ha una struttura
particolare e molto interessante: è diviso in tre parti, infatti. Nella prima, “Rosso”,
è Ben che racconta la sua storia. Nella seconda, “Grigio”, ecco che interviene Adrian. Nella terza, “Rosso e Grigio”, è l’autrice, la
bravissima A. B. Gayle, che si impadronisce del timone e non lo molla più fino
al termine della vicenda.
Una storia che comincia in
tono minore, forse un po’ convenzionale: il ragazzo di campagna che dai boschi
del Minnesota arriva nella dorata San Francisco, pronto ad assalire un lavoro
di successo e la vita notturna gay della metropoli tentacolare. Adrian è il
capo di Ben: prematuramente ingrigito, quasi spento, ha racchiuso il suo vero
essere nella parte più profonda dell’animo, assieme a ricordi strazianti e a
molti rimpianti.  I due non potrebbero
essere più diversi l’uno dall’altro, eppure il lavoro prima e un’attrazione
senza scampo poi li avvicinano. Una storia difficile, con mille ostacoli.
Si
avvicinarono due uomini in giacca e cravatta, dalla stessa camminata e più o
meno dalla stessa stazza. Entrambi alti circa uno e ottanta. Proprio coloro che
aspettavo: il mio capo e suo padre, in poche parole.
Mentre
entravamo nell’edificio, Adrian Sutherland, il più giovane dei due, mi salutò
con un cenno del capo e un “Salve, Ben” che riecheggiò in modo inquietante
nell’atrio. Durante la settimana, c’era sempre gente che andava e veniva, ma
ultimamente sembrava essercene molta di meno: diversi uffici erano vuoti a
causa della crisi finanziaria. Una volta entrati, i due scambiarono due parole
con la guardia che lavorava fuori dall’orario d’ufficio. Era un tipo imponente
e di colore, che in quel momento era tutto preso dal lanciarmi delle
occhiatacce da dietro il vetro. Sicuramente si stava domandando cosa ci facessi
io lì. Me lo stavo domandando anch’io.
“Grazie per
essere venuto nel tuo giorno libero.” Il sorriso, veloce e improvviso, sul viso
del capo gli trasformò completamente il volto. Ultimamente, le ragazze al
lavoro si domandavano se la sua perpetua espressione cupa fosse dovuta alla
situazione economica oppure al fatto che era ancora single, dopo aver rotto con
la sua fidanzata storica.
“Non c’è
problema,” lo rassicurai. “La mia squadra stava comunque perdendo.”
Mentre
aspettavamo l’ascensore, il capo si voltò verso suo padre. “Papà, questo è Ben
Dutoit, l’attuario stagista di cui ti ho parlato.”
Per essere
precisi, dato che Adrian Senior era quello che possedeva la maggior parte della
società, sarebbe stato lui a meritarsi il titolo di ‘capo’, ma l’uomo passava
praticamente tutto il tempo in un altro ufficio nell’East Coast. Gli strinsi la
mano. La sua stretta letale si abbinava davvero bene con lo sguardo truce. Io,
dentro il mio pullover striminzito, mi raddrizzai meglio che potei.
Scopriremo che non c’è
nessuna fidanzata storica e che il padre di Adrian lo costringe a fingersi
etero. Questa menzogna sta distruggendo un uomo che non ha mai smesso di
sperare in un futuro almeno di pace e di serenità, se non d’amore.
Una vacanza fra la natura
selvaggia fa da cupido a Ben e Adrian, ma non dobbiamo credere che tutti i
problemi possano risolversi con un colpo di bacchetta magica. Ci vorranno tempo
e coraggio per dare finalmente un nome al legame fra Ben e Adrian: si tratta
d’amore.
Veniamo trasportati su un
otto volante: voliamo e poi precipitiamo. Senza respiro. Ad un certo punto,
infatti, il ritmo del romanzo s’impenna e Gayle ci trascina in un vortice di
passione, avventura, sfida. E amore.
Lieto fine sospirato e
atteso.
Personaggi bellissimi,
delineati con penna innamorata dall’autrice. La quale non si lascia sfuggire l’occasione
di tenere i piedi per terra: ci parla di A.I.D.S., di sieropositività, di sesso
sicuro. Un messaggio che ritengo importante. Una presa di coscienza
intelligente da parte di un’autrice di romance M/M.
Quattro stelline.
Dreamspinner Press ci lascia
un messaggio di A. B. Gayle dedicato proprio ai lettori italiani di “Rosso e
Grigio”:

Mi sto recando al workshop di Dreamspinner a Portland,
in Oregon. Si terrà il mese prossimo. Sulla strada mi fermerò qualche giorno a
San Francisco e l’area del Russian River nel nord della California  per fare delle ricerche nella zona in cui si
svolge la storia. Sarà utile per il seguito “Give+Take”. Spero che la
traduzione non sia stata troppo difficile e spero che i lettori italiani la
apprezzeranno.

In “Give+Take” Adrian e Ben visiteranno il Friuli (da
dove viene la famiglia di Adrian). Ci sono stata l’anno scorso per fare delle
ricerche. Abbiamo passato un mese fantastico guidando per l’Italia, la Svizzera
e la Francia, specialmente le zone del nord. Abbiamo evitato le grandi città
turistiche e visitato posti come Strassoldo, Grado, Cormons e Palmanova (oltre
a passare una settimana in una villa della Toscana). Incredibile.
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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

2 Commenti

  1. 8 marzo 2014 at 2:19 — Rispondi

    Che una recensione meraviglioso! Sono così felice che ti sia piaciuto il libro, Babette. Io uso Google translate per creare il mio italiano ed è probabilmente pieno di errori, ma di creare un libro che scorre bene e suona autentica in un'altra lingua non è facile. Lo so perché ho ​​aiutato un canadese francese tradurre il loro libro da Francese a Inglese. Non è facile. Quindi devo rendere omaggio al traduttore, Fran Macciò.
    Sono in debito con Dreamspinner per fare lo sforzo di estendere i loro titoli per non inglese mercati di lingua.

    • 8 marzo 2014 at 10:23 — Rispondi

      Dear friend, thank you for your kind words. The book is very nice, the friends to whom I've recommended are enthusiastic. I look forward to reading the second volume.

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