Pensieri sparsi

Ricetta per un romance perfetto, di Linnea Nilsson

Allora, cominciamo, basta fantasticare. Se siete in cerca di una ricetta per un perfetto romance non guardate oltre.

INGREDIENTI PRINCIPALI:
– Donna
– Uomo
– L’altro. Che poi è sempre un uomo, ma una ricetta con due soli ingredienti fa troppo nouvelle cousine, poi adesso guardano tutti Masterchef, non me la passano.

INGREDIENTI OPZIONALI:
– L’altra
– L’amica con la testa sulle spalle
– Figlio di circa 8 anni
La prima cosa da fare è l’impasto. Dei personaggi. Ricordatevi di mescolarli sempre bene, specie la protagonista, altrimenti mandate in vacca tutta la storia.
Per un impasto decente la protagonista deve apparire lucida e normale di fuori (come una pagnotta del pizzaiolo prima di iniziare a lavorarla) ma piena di microbatteri dentro, insomma un vero fermento di sentimenti, dubbi, atrocità, rimorsi e chi più ne ha più ne metta.

Ma non divaghiamo e torniamo agli ingredienti:

La protagonista: non è quasi mai di successo, e se lo è si sta prendendo una pausa. Cura il figlio malato, magari era in carriera ma ha lasciato per aprire un bar in un villaggio del Midwest. Insomma una di quelle scelte di vita che sogniamo tutti ma non abbiamo mai osato fare. A parte che nel Midwest non c’è proprio nulla, solo chilometri di campi di grano e villaggi di buzzurri che credono fermamente nel creazionismo, e vi sparano se dite il contrario, ma non divaghiamo. Nel villaggio in questione invece è tutto perfetto, anzi sono pure socievoli e si conoscono tutti. E la nuova arrivata si integra mica male. Diventa parte della comunità in quattro e quattr’otto.
L’unica cosa che le manca, ahimè, è l’amore. La protagonista, a parte le tempeste ormonali, i dubbi e le paure che necessariamente verranno rese visibili nel romanzo, è donna forte e alla fine prenderà una decisione.
Ah, L’amour, l’amour.
Uomo: Lui, il nostro protagonista. Ecco qui le cose si fanno più complesse e permettono alla nostra scrittrice pasticcera di dare una impronta personale alla storia.
Lui lo potete scegliere a caso tra i vari gnocchi a disposizione, non importa se giocatore di rugby, scrittore famoso, magnate di industria. Basta che sia gnocco.
Attenzione alla scelta, perché questa vi vincola nella costruzione dei passaggi successivi. Lui può essere buono o cattivo. Se lo scegliete buono, ricordatevi che all’inizio deve apparire stronzo, altrimenti i principi attivi all’interno dell’impasto della donzella non si attivano. È come mettere del lievito vecchio nel pane, lo si mangia se proprio si ha fame, ma non soddisfa.
Se proprio lo stronzo non vi viene (nel senso letterario) almeno dotatelo di madre carogna e (vedere sotto) fidanzata.
Attenzione: se il lui protagonista è buono, allora la protagonista si invaghisce dell’altro (cattivo) e poi si mette col buono. Se il Lui è cattivo, gliene fa di cotte di crude e poi lei si mette con l’altro.
Madre carogna: nonostante l’uomo abbia passato i trenta, la madre ha ancora il suo bel dire sulle sorti del figlio. Specie perché dovrà ereditare e la fidanzata (quell’altra) è ricca di famiglia.
Fidanzata (l’altra): più bella ed attraente della protagonista, ha accalappiato l’uomo giusto, salvo poi vederselo soffiare sotto il naso dalla nostra eroina, alla fine. La Fidanzata capisce e passa oltre. A volte dimentica l’accaduto e diviene la miglior amica della protagonista. Non dopo averle dato un po’ da fare per meritarselo, però. Unica colpa della fidanzata: non avere quell’affinità con l’Uomo che invece la protagonista dimostra.
La miglior amica con la testa a posto: andate su www.banalità.com e fatele dire quanti più luoghi comuni riuscite a trovare. Che non verranno ascoltati.
Il figlio (se presente): il figlio soffre.
L’altro: tipicamente ex fidanzato che si fa vivo quando la protagonista è preda del tormento e non sa decidersi. Se lo fate buono, allora l’amore non era mai morto tra i due e serve solo a mettere ulteriori dubbi nell’impasto della protagonista. Se lo fate cattivo, la tormenta e lei ci casca nuovamente, salvo poi “capire” di che pasta è fatto.
L’incomprensione. Seppure non sia un carattere in senso stretto, l’incomprensione è sempre alla base di un buon romance. Insomma, lui e lei non si capiscono, a un certo punto della storia. Magari litigano pure e si allontanano, per un po’.

ESECUZIONE:
Mischiate tutti gli elementi a casaccio e mettete in forno a 180 gradi. 90 gradi se lo volete erotico.
Et voilà, il romanzo rosa per eccellenza è stato sfornato.

Disclaimer: Mai scritto un romance in vita mia, prendete la ricetta sopra a vostro rischio e pericolo.

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3 Commenti

  1. 6 ottobre 2015 at 16:25 — Rispondi

    Vabbeh io sono una delle sciagurate che nel Midwest si è trasferita davvero, Midwest appenninico e aggiungo alla ricetta un piccolo segreto gastronomico. Come dice la Lakin, la protagonista per quanto normale e della porta accanto deve avere qualcosa di speciale che faccia presupporre al lettore che abbia la forza di vincere la sua battaglia.
    Elenco cose speciali possibili per una eroina della porta accanto:
    la fissa di tatuarsi i giorni delle grandi nevicate
    la fissa per cambiare colore di capelli ogni due per tre
    Un’insospettabile decisione nel mettere alla porta i testimoni di Geova

    • Babette Brown
      7 ottobre 2015 at 11:30 — Rispondi

      La terza cosa speciale possibile indica una vera e propria eroina.

  2. Charlotte Lays
    27 ottobre 2015 at 17:58 — Rispondi

    Linnea… È sempre un piacere leggerti!!!

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