Recensioni

Recensioni in pillole, di Federica D’Ascani

Il Carnefice, di Francesca Bertuzzi

Newton Compton Editori

Un thriller inquietante nell’oscura provincia italiana – Un caso editoriale in vetta alle classifiche.

La verità più scomoda e inquietante che si possa immaginare
In uno di quei piccoli paesi della provincia italiana all’apparenza tranquilli, ma in cui il male esiste, si nutre e cresce fra le vie strette, le case decadenti e i bar semibui, sta per avere inizio l’incubo. È qui che abita Danny, una ragazza di origine africana, arrivata in Italia ancora bambina, insieme alla madre e alla sorella. Una sera, dopo aver chiuso il locale in cui lavora, Danny viene aggredita. Fa appello a tutte le forze che ha per difendersi dalla brutale violenza, finché a salvarla arriva Drug Machine, il suo datore di lavoro e l’amico più caro. Ma il peggio per lei deve ancora venire e la sta aspettando proprio sulla soglia di casa. Lì la ragazza trova uno strano messaggio che fa d’un tratto riaffiorare i dolorosi fantasmi della sua infanzia: una sorellina e una madre scomparse troppo presto e troppo in fretta, violenze subite e taciute, difficili da raccontare… Chi ha lasciato quell’angosciante messaggio e perché? Chi vuole riportarla indietro nel tempo, insinuando in lei dubbi capaci di sconvolgerle la vita? In un crescendo di colpi di scena riemergeranno, uno dopo l’altro, antichi segreti e sepolte bugie.

Vincitore del Premio Roberto Rossellini

«Una storia abruzzese che viene dal Texas, con molte suggestioni pulp.»
Il Venerdì di Repubblica

«Atmosfere cupe e violenza cieca debitrici di Lansdale.»
D – la Repubblica

«Un lavoro crudo quanto basta, con tanti fantasmi del passato a macchiare il presente della protagonista.»
Il Sole 24 Ore

«La Bertuzzi con la sua opera prima riesce a stupire ogni lettore.»
Vanity Fair

«Un noir dai risvolti imprevedibili nella provincia italiana.»
Panorama.it

Francesca Bertuzzi è nata a Roma nel 1981. A 22 anni ha conseguito il master biennale in “Teoria e Tecnica della Narrazione” alla Scuola Holden di Torino. Ha seguito un laboratorio di regia diretto da Marco Bellocchio e Marco Müller. Negli ultimi anni si è dedicata alla scrittura cinematografica, vincendo premi e riconoscimenti internazionali con diversi cortometraggi. Ha diretto e montato il backstage del film Vallanzasca – Gli angeli del male di Michele Placido e attualmente sta lavorando a due sceneggiature cinematografiche con produzioni internazionali. Con la Newton Compton ha pubblicato Il carnefice, che ha riscosso un grande successo, vincendo anche il premio letteratura e cinema Roberto Rossellini 2011, Il sacrilegio e La belva.

1 stella

Un tizio ti aggredisce, tu ti comporti come Nikita e lui non fa una piega. Gli mozzichi e stacchi un pezzo di lingua, e lui parla come se niente fosse, poi gli dai una craniata sul naso, rompendolo e lui ti spacca la testa quattro volte sul vetro della macchina due secondi dopo. Ma tu, che sei figa, non cedi, non perdi i sensi. Lui è forte, ha la meglio, ma arriva un supereroe col fucile che gli intima di stare fermo. Lui, nelle condizioni in cui lo hai ridotto, si gira e – udite udite – ingaggia una colluttazione col tizio.
Credo di aver letto abbastanza, ed erano solo le prime tre pagine.

La Rocca di carta di Salvatore Giambelluca

Koi Press

Dall’autore di “Il tempo di un sorriso”

Tre ragazzi, tre amici, tre storie. Le vite di Pietro, Melo e Giovanni tornano a intrecciarsi a trent’anni, dieci anni dopo essersi salutati. Il motivo? Le nozze di uno dei tre, a Cefalù, luogo meraviglioso nonché sfondo su cui i tre ragazzi hanno costruito la loro amicizia.
Durante quella settimana estiva, succede però qualcosa che fa saltare il banco: un morto ammazzato.
“La rocca di carta” è un romanzo che sembra un giallo, ma anche un racconto introspettivo di tre personaggi diversi tra loro, trascinati dagli eventi a guardarsi allo specchio.

Salvatore Giambelluca è nato a Palermo nell’estate del 1986. Scrive per riviste e blog. Ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2013, Il tempo di un sorriso.

2 stelle

Mi spiace, perché la trama non sarebbe male e l’autore sa anche scrivere, ma il trapassato prossimo esiste per uno scopo, così come le virgole.

Chills di Mary Sangiovanni

Dunwich Edizioni

True Detective incontra H.P. Lovecraft in questo romanzo dell’acclamata autrice Mary Sangiovanni.

Tutto comincia con una brutale nevicata a maggio. L’area più colpita è la cittadina rurale di Colby, nel Connecticut. Le scuole e le attività sono chiuse, la rete elettrica è fuori uso, e il detective Jack Glazier trova un cadavere nella neve. Sembra essere la vittima di un bizzarro omicidio rituale. Non sarà l’ultima. Mentre la neve si accumula, così si accumulano i sacrifici. Tagliato fuori dal resto del mondo, Glazier si allea con una specialista dell’occulto per scovare la società segreta che si nasconde tra loro.

Gli dei che adorano sono inimmaginabili. I poteri che evocano sono inarrestabili. E le cose che faranno alla brava gente di Colby sono profondamente, orribilmente innominabili…

Dicono di Chills:

«L’atmosfera è perfetta, i mostri debitamente grotteschi e la minaccia sovrannaturale legittimamente spaventosa.» (BEAUTY IN RUINS)

«Mary Sangiovanni di certo sa come scrivere di mostri.» (POSTCARDS FROM A DYING WORLD)

«In Chills, Mary Sangiovanni fa un lavoro eccezionale nel riuscire a catturare la minaccia, il pericolo e persino l’orrore del freddo estremo.» (SKULLS IN THE STARS)

Mary Sangiovanni è l’autrice della trilogia The Hollower (il cui primo volume è stato nominato per il Bram Stoker Award), e dei romanzi Thrall, Chaos, Chills e l’imminente Savage Woods. Nell’ultimo decennio i suoi racconti sono apparsi in periodici e antologie. Ha un master in Writing Popular Fiction della Seton Hill University di Pittsburgh ed è al momento membro della Authors Guild, della International Thriller Writers e della Penn Writers ed è stata in precedenza membro attivo della Horror Writers Association.

3 stelle e mezzo

Scrittura molto buona, anche se troppo lento all’inizio. Trama interessante, che rimanda sì, a True Detective, ma anche a molte serie di profiling note. Ottima la traduzione.

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