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Recensione: Acqua pulita, di Amy Lane (II)

Titolo: Acqua pulita.
Titolo originale: Clear Water.
Autrice: Amy Lane.
Traduzione: Livin Derevel.
Editore: Dreamspinner Press.
Prezzo: euro 4,82 (eBook).

La valutazione di Macrina Mirti: tre stelline e 1/2.

Ecco a voi Patrick Cleary: festaiolo, perdente e schizzato. Patrick cerca disperatamente di trasformare se stesso e i risultati sono così straordinari che per poco non ne rimane ucciso. Ora ecco a voi Wes ‘Whiskey’ Keenan: biologo da campo che si chiede quando arriverà il momento giusto per sistemarsi e mettere radici. Quando il giorno peggiore della vita di Patrick si conclude col salvataggio da parte di Whiskey, i due si trovano a condividere un frammento di vita e una minuscola cuccetta sulla casa galleggiante più kitsch del mondo.

Patrick ha bisogno di dare una svolta alla sua vita e Whiskey decide di aiutarlo, ma il ragazzo non è del tutto convinto di riuscirci. Anzi, è abbastanza sicuro di essere uno scherzo della natura. Ma Whiskey, che lavora con veri e propri scherzi della natura, pensa che l’unica cosa di cui Patrick ha davvero bisogno è riconoscere la bellezza dentro quel guscio strambo, e non si è mai tirato indietro di fronte a una missione. Tra rane anomale, un ex ragazzo delinquente e i complessi di Patrick, Whiskey dovrà armarsi di tutta la pazienza possibile prima che Patrick scopra il meglio di sé. Solo allora si troveranno a nuotare finalmente nell’acqua pulita.

Nota bene: trovate la recensione di Federica D’Ascani QUI.

Patrick Cleary ha ventitré anni e, fin da piccolo, soffre di un disturbo da deficit dell’attenzione per controllare il quale prende ogni giorno una pillola marrone, il Ritalin. Il ragazzo si sente solo. Sua madre è andata via da casa alcuni anni prima e suo padre, Shawn Cleary, è un ricco uomo d’affari che non riesce a perdonare al figlio il fatto di essere tanto diverso da lui. Infatti, Patrick è ancora indeciso su come organizzare il proprio futuro. Ha abbandonato gli studi e cerca l’affetto che non trova in relazioni squallide con uomini che vogliono approfittarsi della sua giovinezza e del suo denaro.

La situazione precipita quando una mattina, a colazione, il ragazzo confessa al padre di essere gay. Shawn liquida la rivelazione con una sola parola: “stronzate”. Ẻ così che considera tutto ciò che il figlio dice e fa. Ferito nell’amor proprio, Patrick decide di iniziare una nuova vita con l’uomo con il quale ha una relazione: Cal. Ma ha fatto i conti senza l’oste. Il suo amante è un sordido spacciatore, interessato solo ai suoi soldi. Così, quella sera a cena, lo induce a bere. L’effetto dell’alcool, accomunato a quello del Ritalin, è devastante. Patrick perde conoscenza e Cal approfitta della situazione per rubargli le carte di credito e tentare di ucciderlo. Proprio quando sembra che la storia del giovane Cleary debba concludersi nel più triste dei modi, un nuovo personaggio entra sulla scena. Si tratta di Wesley Keenan, che tutti chiamano Wiskey, ricercatore universitario e bisessuale convinto. Insieme alla sua collega, Fly Bait, vive su una barca lungo il fiume, dove conduce ricerche sull’inquinamento delle acque studiando le modificazioni genetiche nella popolazione di rane. Ẻ lui che, durante una passeggiata notturna, vede l’Honda Jazz di Patrick “creare un bell’arco attraverso l’aria e fare un grosso salto nelle acque profonde del fiume” ed è lui che salva il ragazzo dall’annegamento.

Come spesso succede nei romanzi, la disavventura si trasformerà per il protagonista in un evento che gli cambierà la vita in meglio. Non solo troverà il vero amore (e come dubitarne), ma scoprirà la sua passione per l’ambiente e per gli studi scientifici. Insieme ai due ricercatori, svelerà il mistero che provoca le mutazioni nelle rane, mentre l’amore di Wiskey e l’amicizia della rude Fly Bait lo trasformeranno in una nuova persona, più sicura e consapevole delle proprie capacità.

“Clear water” è un romanzo di formazione, una storia rosa che, alla fine, si tinge di giallo. Ẻ proprio  la ricerca di colui che inquina le acque del fiume a dare un tocco noir a un romanzo che, altrimenti, non sarebbe molto diverso dalle altre storie M/M pubblicate dalla DREAMSPINNER PRESS. Tra l’altro, tutto il racconto è pervaso da un’anima ambientalista che non mi dispiace.

I personaggi sono ben delineati. I buoni sono veramente buoni e i cattivi sono cattivissimi. La burbera Fly Bait (e come potrebbe essere una con un tale nomignolo?) è una donna molto simpatica e le rane siamesi hanno intenerito il mio cuore.

Rimane una certa perplessità sull’eccessiva lentezza della storia, i personaggi passano lunghe sequenze narrative ad analizzarsi e ad auto analizzarsi, e sulla traduzione che, per rimanere fedele alla lingua originale, a volte perde la fluidità del discorso.

In conclusione, il romanzo non è male. Contiene una morale positiva, fa spesso riferimento all’ambiente e ai suoi problemi e i personaggi sono accattivanti, per cui, se vi piace il genere, ve la consiglio.

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Macrina Mirti

Macrina Mirti

La passione per i romanzi Horror le deriva dalla professione che svolge: è insegnante in una scuola secondaria di secondo grado.
Nei (rari) momenti liberi, scrive come se non ci fosse un domani.

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