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Grumina Rossi legge Sarah Madison

Grumina Rossi, recente aggiunta al Gruppo de Gli Amici del Mag, ha letto e recensito il romance urban fantasy di Sarah Madison. Non mi sembra di aver letto ululati di entusiasmo…

Titolo: Volere la luna (Crying for the Moon).
Autrice: Sarah Madison.
Traduzione: Ugo Telese.
Genere: romance urban fantasy.
Editore: Dreamspinner Press.
Pagine: 172.
Prezzo: euro 4,89 (ebook).
https://www.dreamspinnerpress.com/store/product_info.php?products_id=7085

Il vampiro Alexei Novik può anche avere i denti aguzzi e la bara, ma ha abbandonato quello stile di vita per una vecchia casa da ristrutturare nei monti Blue Ridge. Stanco del passato, Alex intende restare da solo, ma sembra che il suo nuovo affascinante vicino, Tate, non recepisca il messaggio: una buona cosa, dal momento che questi sembra essere a conoscenza di tutte le cose che riguardano la casa. Tate va anche d’accordo con gli amici mannari di Alex, anche se uno di loro gli ricorda apertamente che la loro amicizia non è una buona idea.

Se una relazione platonica è una cattiva idea, la crescente attrazione tra Tate e Alex è un disastro annunciato. Il dolce Tate si ritroverà invischiato nel mondo pericoloso di Alex e quest’ultimo sarà diviso tra la voglia di avere la relazione che ha sempre desiderato e il desiderio di tenere Tate al sicuro. Quest’ultimo, d’altro canto, non accetta un no come risposta e sembra accettare tranquillamente tutto ciò che Alex gli riversa addosso senza battere ciglio. Proprio quando il vampiro pensa che, dopotutto, le cose possano andare per il meglio, il passato di Alex ritorna, spingendolo a fare una scelta terribile.

OoO

Il romanzo comincia in modo accattivante con un ritmo abbastanza sostenuto; la storia fila e avvince, i fatti e le situazioni vengono descritti pian piano, mettendo in luce i caratteri dei personaggi che, se all’inizio appaiono troppi e confusi, poi si collocano come tessere al loro posto. Insomma tutto si prepara, con un bel crescendo, a uno sviluppo importante.

Ma le cose continuano così: il sentimento tra i due protagonisti non si approfondisce e rimane su un livello superficiale dove i segreti la fanno da padrone. La parte centrale quindi risulta un po’ lenta, specie se contrapposta al finale, nel quale le situazioni vengono risolte in fretta e furia e in modo banale con un colpo di scena, che colpo di scena in realtà non è, perché nell’aria fin dall’inizio del libro, (avevo capito dalla metà chi era TGP). In bocca rimane la delusione di un pasto cominciato bene e terminato male.

Il carattere del bellissimo protagonista è piatto e senza mordente: il classico vampiro alto, moro e snello con canino allungabile a piacimento, che ti aspetteresti con una volontà di ferro, mentre in realtà non è mai convinto di quello che vuole fare. Pensa spesso con forza che assolutamente farà una determinata cosa e il momento dopo fa esattamente il contrario, non appena il suo “bello” gliela propone. Si potrebbe pensare a un vampiro con turbe ormonali (è bello ma non balla). In più non mi convince molto il fatto del vampiro buono: è troppo buono, ha crisi di coscienza e decide di diventare vegetariano (cioè si nutre solo del sangue di animali. Twilight docet).

Gli altri personaggi sono tutti belli e buoni (il che non guasta) ma un po’ più veri e più “umani”, se di umanità possiamo parlare per i licantropi. L’autrice sviluppa senz’altro meglio i loro caratteri e le interazioni tra di loro e con il protagonista. Lì, nel branco, ho trovato del sentimento: amore e amicizia.

Il dottore è leggermente invadente, cosa che in tutto il romanzo credo abbia dato fastidio solo a me, anche se Alex il vampiro mi aveva fatto credere di trovarlo invadente pure lui.

Per quanto riguarda lo stile non ho nessuna critica: il libro è scritto/tradotto bene, non ci sono refusi né errori.

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