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Recensione: “Un sogno all’improvviso”, di Mariangela Camocardi

Titolo: Un sogno all’improvviso.
Autrice: Mariangela Camocardi.
Genere: Romance storico.
Editore: Mondadori. Collana “I Romanzi”.
Prezzo: euro 3,99 (e-book).

La mia valutazione: * * * * *

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Denis Goffredi si prepara alle nozze ormai imminenti con Carlotta ma, invece di esserne felice, prova uno strano distacco. Eppure è la donna della sua vita… l’ha sempre voluta come moglie e per amor suo ha lasciato Zara, l’incantevole sciantosa con cui ha avuto una breve relazione. Quando, durante l’addio al celibato che si tiene al Venus, una donna misteriosa gli punta addosso una pistola, Denis si rende conto di rimpiangere ancora Zara, e di come le scelte impulsive comportino un prezzo altissimo. Purtroppo, però, non si può tornare indietro. Poi, d’improvviso, avviene qualcosa di impensabile e Denis si accorgerà che la vita può cambiare in un minuto, e che nessuno è in grado di prevedere quando scocca quel minuto…

La vita cambia in un minuto, quando a stravolgerla è Leontina, detta Leò. Anticonformista, suffragetta ante litteram, vivace come un folletto dispettoso. Perfettamente a suo agio –tanto, ha 25 anni, praticamente una zitella!- in quel mondo ambiguo e affascinante del “Venus”, il café chantant dove si esibiscono le donne più belle dell’epoca, le sciantose. Ha grinta da vendere la nostra amazzone; ritiene noiose pastoie tutte le regole –asfissianti- che impongono alle donne di fare le belle statuine e di dire sempre di sì.

Dall’altra parte, ingabbiato in un fidanzamento con la perfettina di turno, Denis Goffredi. Bello, ricco, affascinante. Reduce da una storia con una delle perle del locale, si è deciso a impalmare l’odiosa Carlotta. Odiosa è poco. L’odiatissima Carlotta. Una specie di sepolcro imbiancato: dama all’esterno, viscida puttanella dentro. E non ditemi che sono bigotta e conformista, perché odierete Carlotta anche voi. Oh, se l’odierete.
“Denis, avete fatto portare alcuni mobili nella nostra nuova casa, senza accennarmi nulla.” Carlotta ostentava un sorriso del tutto privo di calore.
“Era proibito?”
“No, ma se dovesse succedere ancora preferirei essere consultata. Assolutamente.”
Lo sguardo astioso che accompagnò quelle rimostranze gli fece capire quanto fosse infastidita dalla sua iniziativa, peraltro legittima.
“Mi rifiuto di chiedervi il permesso! È casa mia quanto vostra e quegli oggetti appartengono alla famiglia Goffredi da generazioni. Vi siete accorta che si tratta di autentici arredi del Settecento?”
“L’anticaglia non mi entusiasma, lo confesso.”
Ecco, Carlotta è così: una delizia. Non ama Denis, ma “Ambisco da anni a far parte di una cerchia esclusiva come quella. Inoltre è ricco ed è figlio unico”. Ricorderete (se l’avete dimenticato, ci penso io a rinfrescarvi la memoria) che Denis e Carlotta erano stati già fidanzati, anni addietro, e che lei l’aveva piantato, a pochi giorni dal matrimonio, “con spregevole disinvoltura, perché gli aveva preferito un partito più conveniente”.
“Appena rimasta vedova, incurante delle gramaglie e del recente lutto, Carlotta l’aveva cercato”. E lui se l’era ripresa! Denis, se fossi tua madre ti disconoscerei. Pollo!

Leontina –guai a chiamarla così! Ve l’ho già detto, vero?- fa la ehm… conoscenza di Denis fin dalle prima pagine. Al poveretto, che ha appena salvato il cagnolino della ragazza da un gruppo di bulli, la nostra appare come un’Erinni: “…una furia scatenata, sopraggiunta nel frattempo alle sue spalle, lo percosse a più riprese con uno sgocciolante ombrello che gli inzuppò i capelli e il cappotto.” Un equivoco: Leò è convinta che Denis sia un bieco vessatore di cagnetti inermi. Una storia d’amore non potrebbe cominciare con auspici migliori… per noi, cui piace l’amore litigarello. Ci dà più gusto. Anime perfide.

Leò vuole andare –da sola! Sciagurata! Ma tanto, ha 25 anni, praticamente una zitella!- ad affrontare il patrigno, uomo laido che da tempo cerca di sottrarle l’eredità. E non solo… drizzate le orecchie!
Da sola? Non se ne parla! Strepita lo zio Nicky. Come se avesse una possibilità di mettere un po’ di buon senso in quella testa dura di Leò. Niente da fare. Come risolvere la situazione? Capra e cavoli da salvare… un bel problema. Ed ecco che salta fuori l’idea brillante: l’amico Denis Goffredi accompagnerà Leò nel lungo viaggio, custode dell’incolumità e della virtù della zitella. Tanto, è fidanzato! E dispone di un’automobile che li porterà con comodità a destinazione.
Cominciano a brillarvi gli occhi, lo vedo.
A questo punto, vi abbandono: niente spoiler su Denis e Leò (ah, ne avrei di cosette gustose da raccontarvi! Sapeste cosa succede in un convento!), solo la solita, gradita rassicurazione. Il lieto fine esiste, come da copione, ma NON per Carlotta. Qui lo spoiler è d’obbligo: l’odiosa/odiata avrà quel che si merita.

Mariangela Camocardi, questa volta, ci presenta una protagonista fuori dai canoni (non che le sciantose del Venus siano tanto “omologate”…). Del resto, non dimentichiamo che la Belle Époque vede la nascita della parola “femminismo”: la troviamo introdotta nell’uso corrente da Hubertine Auclert, che la utilizzò nella sua rivista La Citoyenne fin dal 1881. Leontina appartiene dunque a quello sparuto quanto agguerrito nucleo di donne che rifiutarono di uniformarsi alle regole soffocanti dell’epoca e cercarono di respirare un’aria più pura e salutare: quella dell’indipendenza e della libertà. Divennero medici, guidarono l’automobile, si impadronirono con fatica di pezzetti scintillanti di quello che fino ad allora era stato un mondo unicamente maschile.
Facciamo subito il tifo per lei. E ci gustiamo la lotta che Denis intraprende con questa antagonista di razza per ristabilire uno status quo di cui la nostra Leò si fa beffe. Gli scontri fra i due sono le pagine più divertenti e riuscite del romanzo. Uhm… anche quelle nel convento, comunque… No, non dirò nulla! Inutile quella pizza ai peperoni fatta arrivare a casa. Buona, però.
L’autrice è di casa in quest’epoca così breve e così bella, piena di fervori e di contraddizioni. L’ha studiata, se n’è impadronita e l’ha sparsa a piene mani in questi riusciti romanzi della serie “Venus”.

Ricordo a tutti che il Prequel della serie, “Incantesimo a Parigi”, può essere scaricato gratis da questo link.

Mariangela Camocardi ha presentato nel nostro Blog la sua ultima fatica. Leggete!

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

2 Commenti

  1. 6 settembre 2015 at 9:14 — Rispondi

    Emozionata, felice, agitata… al punto da voler trovare parole adeguate per questa prima recensione di Annamaria Babette. L’unica, e la solita, che continuo a dire è GRAZIE! GRAZIE! GRAZIE!

    • Babette Brown
      7 settembre 2015 at 16:22 — Rispondi

      PREGO! PREGO! PREGO! (ti sto prendendo un po’ in giro. Si nota?).

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