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Recensione: Tredici giorni a Natale, di Rocco Ballacchino

Il Natale è ormai alle porte quando il commissario Crema viene convocato d’urgenza al capezzale di una donna che lo invita, poco prima di morire, a riaprire il caso dell’omicidio della figlia, avvenuto 26 anni prima. Si tratta del “celebre” Delitto di Palazzo Nuovo, in cui anche il presunto colpevole è passato a miglior vita. Il poliziotto, alle prese con l’indagine sull’assassinio di uno spacciatore avvenuto qualche giorno prima, non riesce però a ignorare il proprio istinto che lo conduce a confrontarsi con i protagonisti di quella vicenda ormai accantonata da tutti. Il commissario proverà a scoprire la verità su quanto accaduto quel giorno all’interno dell’Università, nonostante la diffidenza dei colleghi, dell’affascinante dottoressa Bonamico e del suo compagno di indagini Mario Bernardini, anche lui coinvolto in quel processo in qualità di testimone. Sergio, ostaggio della propria ostinazione, vivrà, insieme ai suoi cari, una vigilia di Natale che non potrà dimenticare. Nulla, dopo quella maledetta sera, sarà come prima…


Titolo: Tredici giorni a Natale – Torino 1990-2016.
Autore: Rocco Ballacchino.
Genere: Giallo.
Editore: Fratelli Frilli Editori.
Prezzo: euro 4,99 (eBook); euro 10,12 (cartaceo).

È quasi Natale. Il commissario Crema si trova a indagare su due casi di omicidio. Il primo non è altro che il celebre delitto di Palazzo Nuovo, avvenuto ventisei anni prima. La madre della ragazza assassinata, prima di morire, esprime il suo ultimo desiderio a Crema, giunto al capezzale della donna: riaprire il caso. Il secondo riguarda l’assassinio di uno spacciatore senegalese, il cui cadavere è stato trovato a pochi metri dalla sua abitazione in via Pinerolo.

Si ricompone la coppia Crema-Bernardini, ma troveremo anche l’affascinante dottoressa Bonamico, che riesce a ipnotizzare il commissario con le sue grazie, in questo giallo tutto da scoprire e da gustare. Ballacchino ci ha ben abituati, riuscendo a unire il delitto con il cinema, in un connubio che funziona perfettamente.

“Tredici giorni a Natale” é un romanzo stilisticamente perfetto ed equilibrato, un giallo pieno di suggestioni che ci riporta agli anni ‘90, quando Sergio Crema, aspirante poliziotto, seguiva con estremo interesse il maxi processo contro la Mafia che si teneva a Palermo.

La coppia Crema-Bernardini, ormai consolidata, ci regala un’altra emozionante avventura prendendosi anche qualche rischio inaspettato in un giallo avvincente dalla trama che scorre veloce e che fa della fluidità narrativa un’arma vincente.

Cinque stelline.

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