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Recensione: The Shopping Swap, di Erin Brady

Maggie Andrew ha un problema: deve convincere Richard, l’avvocato con cui ha una relazione da cinque anni, che è giunto il momento di impegnarsi sul serio. Come? Pianificando un’indimenticabile serata che inizi con una cena romantica e finisca in camera da letto. E per agevolare le cose, Maggie ha speso metà del suo stipendio per acquistare nel grande magazzino Crandall’s della lingerie nera e sexy a cui Richard non potrà resistere. Una volta arrivata a casa però, Maggie si rende conto di avere la shopper di qualcun altro, e invece della sua lingerie molto costosa, si ritrova con una vestaglia che non farebbe girare la testa a nessuno, men che meno a Richard.
Quando Maggie ritorna sul luogo in cui è avvenuto lo scambio, incontra Benjamin Sanders, uno sconosciuto alto, moro e molto bello, che non solo ha quello che lei vuole ma potrebbe avere anche quello di cui ha bisogno.
All’improvviso, Maggie si ritrova a mettere in discussione il suo rapporto con Richard e non si sente più sicura di niente.

Titolo: The Shopping Swap – lo scambio fortunato.
Autrice: Erin Brady.
Genere: Romance contemporaneo.
Editore: Triskell Edizioni.
Prezzo: euro 2,99.

Molto carino, certo non al top per originalità. La storia ruota intorno alla ragazza zerbino-non-zerbino che crede nella sua storia d’amore pur sapendo di non aver nessun motivo per farlo, che incontra per un caso fortuito un gran figo con un sacco di soldi e che, grazie a lui, risolverà i problemi della sua vita.

E ci sta, come commedia romantica va più che bene. Il problema è la caratterizzazione del personaggio maschile. Se lei è resa al meglio, in maniera frizzante e anche parecchio acuta, i personaggi maschili ci perdono tantissimo. Richard è un fetente e si capisce da chilometri. Ben è cotto e si capisce da chilometri. Ecco, forse quello che manca è un vero e proprio conflitto, perché tutto va come deve andare, e tutto procede così come ci si immagina.

Nota positiva: niente amiche, ma sorella maggiore. E questa cosa mi è piaciuta moltissimo, perché è raro che si parli dell’importanza dei familiari stretti, e invece spesso sono proprio loro a dire verità scomode con le quali fare i conti. Da leggere? Sì, scorre ed è piacevole.

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