Recensioni

“Tempesta di ghiaccio”, di Anne Stuart

“Allora
Era la prima volta che Mary Isobel Curwen sparava a qualcuno. Restò lì, stordita, impietrita. Era anche la prima volta che usava una pistola, e impugnarla le trasmetteva una sensazione inquietante. La mano e il braccio le formicolavano per il rinculo e sentiva l’odore della cordite, del sangue. Non lo guardò. L’uomo era a terra, immobile, ma niente al mondo sarebbe riuscito a convincerla ad andargli vicino per controllarlo.”

Titolo: Tempesta di ghiaccio.
Titolo originale: Ice Storm.
Autrice: Anne Stuart.
Traduzione: Cristina Ingiardi.
Genere: Romantic Suspense.
Editore: Leggereditore, 15 ottobre 2015.
Prezzo: euro 1,99 (ebook).

http://www.amazon.it/Tempesta-ghiaccio-Leggereditore-Anne-Stuart-ebook/dp/B016MO3BXU/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1446110817&sr=8-1&keywords=anne+stuart

Isobel Lambert è un’elegante e sofisticata professionista. Il suo lavoro come capo del Comitato, un’organizzazione che opera sotto copertura, consiste nell’intrattenere rapporti con alcune tra le più pericolose persone sulla faccia della terra. Eppure, dietro la sua fredda esteriorità, Isobel nasconde un segreto, il ricordo di un’altra vita interrotta molti anni prima.
Il presente e il passato della donna sono sul punto di collidere quando Serafin, un uomo che Isobel era convinta di aver ucciso molti anni prima, entra in affari con il Comitato. Ora, a quanto pare, il sicario più pericoloso e letale al mondo è tornato, e cerca la sua vendetta. Ma Isobel sa che nell’ambiente della malavita niente è come sembra. È la prima regola che ha dovuto imparare per avere un ruolo in un gioco criminale internazionale cui oramai non può più sottrarsi. Cosa si nasconde veramente dietro la maschera cinica e spietata di Serafin?
Intenso e passionale, un romanzo carico di suspense che vi lascerà con il fiato sospeso.

Quarto capitolo della ICE SERIES. Letto tutto d’un fiato, con un tarlo nella mente che mi diceva “Vai piano, non correre, finirà troppo presto”. Io una soluzione l’ho trovata, però. Arrivata all’ultima pagina, ho pigiato con un tremulo dito sulla barra e ho riportato il romanzo all’inizio. Così, giusto per gustarmi le scene migliori. Scene migliori? Insomma: l’ho riletto dall’inizio alla fine. Forse, dico forse, “Tempesta di ghiaccio” mi è piaciuto. Voi che ne dite?
Lettura accompagnata da un senso di colpa da paura (giusto per restare in tema): non ho mai sospeso l’incredulità, ma chissenefrega, la storia improbabile mi ha catturato lo stesso. Ed eccomi qui, prigioniera volontaria ed entusiasta, della signora Stuart. La prego, mi torturi con altri romanzi della Serie. Non piangerò, non mi lamenterò, stia pure tranquilla.

Cominciamo con i personaggi. Attimo di sbandamento, perché mi costringo a presentarvi per prima Isobel Lambert. E non Killian, detto “Il Macellaio”. Uno di quei personaggi di carta/pixel che è entrato di prepotenza nel mio immaginario (sigh) harem.
Isobel Lambert, dicevo. Gelida, letale, apparentemente intoccabile. Diversa –oh, quanto- da quella ragazzina che 18 anni prima ha avuto il cuore spezzato e il corpo distrutto da una vicenda più grande di lei. Ora coordina con mano di ferro e spietatezza il Comitato, spedendone gli operativi ai quattro lati della Terra in missioni pericolose, dalle quali potrebbero non fare ritorno.
Di fronte a questa donna magnifica, si staglia la figura del “Macellaio”. Enigmatico, crudele, è l’uomo che le ha spezzato cuore e anima. Uno degli uomini più pericolosi del pianeta, eppure per diciotto anni ha seguito come un fantasma la vita di Isobel. Che cosa ci nasconde Killian? Di avere dei sentimenti, forse?
Il mondo in cui Isobel e Killian si muovono è spietato: gli errori non sono contemplati, i sentimenti nemmeno. Pietà? Non serve. Morale? Stiamo scherzando? Eppure, Anne Stuart riesce a incastrare questi protagonisti in una storia che sembra un puzzle tanto è intricata, ma che darà loro una possibilità di vita in comune.

Personaggi di contorno interessanti, sfaccettati; Anne Stuart non si è risparmiata, anche perché alcuni li troveremo come protagonisti in una delle prossime storie.

Concludo con la solita bacchettata sulle dita della Casa editrice. Prima della pubblicazione, sarebbe utile una revisione più accurata della traduzione, che in qualche frase mi ha lasciato perplessa sul significato da dare alle parole.

QUI trovate gli altri articoli su Anne Stuart: http://babettebrown.it/?s=Anne+Stuart

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Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

2 Commenti

  1. Amarilli
    3 novembre 2015 at 9:40 — Rispondi

    Mmm… sembrerebbe il più interessante sinora.

    • Babette Brown
      3 novembre 2015 at 18:16 — Rispondi

      Mi è piaciuto abbastanza il primo. Il secondo e il terzo non li ho graditi. Con questo, la storia del Comitato procede spedita e i due protagonisti sono affascinanti.

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