A modo mioRecensioniRubriche

Recensione: Silas, di SJ Himes

Tormentato dai suoi anni in guerra, il paramedico di Boston Gael Dominic passa il tempo a salvare le vite altrui. Una casa vuota, un unico amico e il lavoro, Gael non è felice della propria vita, ma gli basta comunque. Quando comincia il suo turno di notte, la sera della Festa del Ringraziamento, Gael si aspetta che sia lo stesso di sempre: folle impazzite, attacchi di cuore… fino a che una catastrofe non colpisce le strade di Boston, che vengono invase dal sangue. In fuga da un padre abusivo e politicamente potente, Silas è rimasto sulle aspre, fredde strade di Boston per giorni, ferito, affamato e solo. Quando si sveglia nel bel mezzo di un incubo, pensa che morirà nello stesso vicolo che chiama casa.  Conosciutisi per via di una tragedia, Silas e Gael non riescono a resistere all’attrazione reciproca. Gael può aver salvato Silas da morte certa, ma è il suo angelo sperduto che lo riporta in vita. Mentre il Natale si avvicina, Silas e Gael imparano ad amare, malgrado il loro passato. E mentre quello di Silas sta per tornare, Gael capisce che il più grande dono che può fare non è qualcosa comprato in un negozio, ma dato gratuitamente dal cuore.

Titolo: Silas (Titolo originale “Saving Silas”).
Autore: SJ Himes.
Traduzione: Emma Donati.
Genere: Romance M/M.
Editore: Quixote Edizioni.
Prezzo: euro 2,99 (eBook), pagine 177.

Silas è un ragazzino di diciannove anni che deve fare i conti con una vita già travagliata nonostante la sua giovane età: è figlio di un potente Procuratore Distrettuale di Boston, apparentemente onesto e severissimo in pubblico, ma abusivo e violento nel privato.

Dopo un’infanzia e un’adolescenza di soprusi in famiglia, Silas scappa per evitare di essere rinchiuso in una “clinica per il recupero dei gay” e si ritrova a vivere per la strada senza quasi vestiti addosso – è scappato senza cappotto – e senza mezzi per sopravvivere.

Siamo alla fine di Novembre, il romanzo inizia alla fine del Thanksgiving, festa del Ringraziamento, ricorrenza molto sentita negli Stati Uniti, e alla vigilia del Black Friday, giornata di sconti incredibili che fa impazzire letteralmente la popolazione americana. Silas è affamato – non mangia da due giorni – e sta piano piano cadendo nel deliquio dell’assideramento. È stato pestato per bene dal padre prima della sua fuga e, siccome le disgrazie non vengono mai sole, viene colpito alla spalla da un colpo di arma da fuoco da parte di un folle che attacca il gruppo di persone che già si assiepano davanti ai grandi magazzini in attesa dell’apertura.

In pratica, una serie di situazioni così negative da mandare all’altro mondo la creatura più robusta e ben nutrita. Ma Silas ha una fibra resistente e sopravvive. Soprattutto perché viene trovato, sepolto sotto scatoloni e immondizia, da Gael, un paramedico di servizio la notte della sparatoria ed ex soldato in Iraq.

La storia è semplice, come un certo tipo di MM sa esserlo. Mettici un giovane omosessuale, un padre omofobo che ha il vizio di menare le mani, ma così potente a livello politico da avere tutta la polizia di Boston corrotta al suo servizio; aggiungi un ex-marine con crisi di PTSD (stress-post-traumatico) e la storia è già bell’e pronta. Non che ci sia nulla di male, anzi, in genere questi sono i queer-romance più appassionanti e romantici, se non fosse che in questo ci sono alcune cose che non quadrano.

La prima. Abbiamo un ragazzo di 19 anni, già debilitato da percosse pesanti – ha parecchi lividi sul corpo che lo attestano – e due notti all’addiaccio in una Boston novembrina, che viene ritrovato solo dopo qualche ora dalla sparatoria che lo ha messo Ko: si fa un po’ fatica a credere che possa riprendersi e “innamorarsi all’istante” del robusto e muscoloso paramedico che gli stringe la mano al capezzale.

La seconda. Silas non viene messo in terapia intensiva  (in fondo ha solo ricevuto una pallottola nella spalla)  e neppure 24 ore dopo l’operazione, riesce ad alzarsi e allontanarsi dall’ospedale per sfuggire al padre potente e ai suoi scagnozzi.

La terza. Due giorni dopo, a casa dall’angelico Gael, sta così bene da potersi permettere di fare sesso come un riccio, senza neppure un gemito se non quelli di piacere e muove il braccio colpito dalla pallottola con agilità sorprendente.

La quarta. La casa di Gael viene praticamente accerchiata da un esercito di “men in black”, tutti armati fino ai denti  (quanto potrà guadagnare un Procuratore Distrettuale per pagare un esercito di scagnozzi disposti a commettere crimini violenti solo perché al suo servizio?), ma l’ex-marine li mette tutti KO con l’ausilio di un solo bastone e fa scappare Silas da una porta di servizio per proteggerlo (ma la casa non era circondata?). Insomma, cose così.

Ovviamente la storia è focalizzata sulle azioni dei protagonisti piuttosto che sull’analisi psicologica degli stessi, per cui tutto ciò che è emotivamente rilevante viene liquidato in poche battute: la madre alcolista di Silas, lo strano rapporto con l’ex di Gael, Michael, e la ragione per cui la loro storia sia finita. Forse solo il rapporto d’amicizia un po’ ambiguo tra Gael e Jim viene messo un po’ più in luce, ma tutto sommato, nel contesto e tenendo conto della velocità del susseguirsi delle azioni, di questo si sente poco la mancanza.

La narrazione di Himes scivola veloce comunque e molte scene romantiche sono ben descritte, lasciandoci quindi una piacevole sensazione di aver letto qualcosa di poche pretese ma, se pure con qualche incongruenza,  comunque di intrattenimento. Voto 3,5 stelline.

La Pagina-Autore di Amneris Di Cesare su Amazon

Post precedente

Recensioni in Pillole: A. V. Geiger, Meredith Russo, Jessica Sorensen

Post successivo

Recensioni in pillole: Brogan, Glines, McGuire

Amneris Di Cesare

Amneris Di Cesare

Nessun Commento

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *