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Recensione: Sei la mia verità, di Miriam Tocci

L’incontro tra due anime sensibili, innamorate dell’arte e dei piaceri semplici della vita, è una scintilla che può accendere il fuoco di un sentimento travolgente. Ma se su questo destino pendesse il peso di un segreto e della menzogna? Mia Galanti e Jerome Chevallier sono intrappolati in questa delicata situazione. Lei, giovane architetto di grande talento, sta iniziando a convincersi anche delle proprie qualità umane, dopo tanti anni trascorsi a negare le emozioni. Lui, presidente della multinazionale per cui Mia lavora, vive ai margini di se stesso, appartato in una baita sulle Alpi francesi, schiacciato dal passato e dalla mancanza di affetto in una famiglia dove l’unico interesse è la ricchezza.

Ma il rifugio di montagna deve essere ristrutturato, e il delicato incarico viene affidato a Mia. Jerome, che nessuno dei suoi dipendenti ha mai visto, continua a soffocare il proprio male interiore indossando la maschera di Jerry, il burbero custode. La passione che inevitabilmente si accende, e che rischia di trasformarsi in un’eccezionale storia d’amore, dovrà sconfiggere il dolore della menzogna con la gioia luminosa della verità.

Titolo: Sei la mia verità.
Autrice: Miriam Tocci.
Genere: Romance contemporaneo.
Editore: Amazon Publishing.
Prezzo: euro 3,99 (eBook); euro 9,99 (copertina flessibile).

Miriam Tocci abbandona Rizzoli per Amazon Publishing ed esce con un romance di ambientazione italo-francese, che ci presenta la coppia più interessante fra quelle finora conosciute (e amate) nei suoi romance.

Jerome Chevallier ha ereditato dal padre una notissima società di design. È ingabbiato in un ruolo che sente stretto, perché ha dovuto rinunciare per esso alla parte più profonda della propria anima. Mia Galanti ha chiuso a doppia mandata i sentimenti più teneri e indifesi per costruirsi una carriera ineccepibile proprio presso la società di Jerome. Si è fatta strada in un mondo maschilista che non vede con favore i suoi continui successi.

L’occasione per l’incontro che darà vita alla storia d’amore è la ristrutturazione di una baita cadente, situata sulle Alpi francesi. Là, Jerome si è isolato da tutto e da tutti, conducendo una vita da eremita inselvatichito. Riesce a gestire da lontano la ChevaDesign, grazie al sostegno dell’amico fraterno Filippo Notaro.

Il rapporto che si instaura fra Jerome, che si nasconde sotto le spoglie del custode Jerry, e Mia nasce subito sotto i peggiori auspici: sfiducia reciproca, battute pungenti. Però il progetto per la vecchia casa procede spedito: Mia ha idee che affascinano Jerome / Jerry, svelandogli una donna complessa e adorabile. L’amore, mai confessato fino all’ultimo, si insinua sotto la pelle di entrambi, insieme a una passione divorante (grazie per non aver abdicato al romanticismo nemmeno nelle scene di sesso). Ognuno di loro dice a se stesso “è solo un’avventura”, ma è una menzogna. E in fondo al cuore lo sanno.

Il ritorno alla normalità, una volta concluso l’incarico, causerà la rottura fra i due, complici lo svelamento dell’identità di Jerome / Jerry e l’intromissione di due viscidi individui, tesi a mettere le mani sull’azienda.

Il lieto fine (siamo o no in un romance?) è inevitabile, ma l’autrice non ci risparmia patemi d’animo e occhi lucidi. Molto belle le pagine in cui ciascuno dei protagonisti “legge” se stesso alla luce di questo sentimento sbocciato piano piano.

Ottimi i comprimari: Tania, l’amica del cuore di Mia, Filippo, il “più che amico” di Jerome (scoprirete il perché di quelle virgolette!). Ambientazione resa con cura quasi maniacale. Confesso di aver resistito a stento al desiderio di mettermi a disegnare uno schizzo della baita.

Miriam Tocci ha pubblicato con Rizzoli (Collana Youfeel) una trilogia di romance sportivi: “Un cuore ovale” (2014), “La meta del cuore” (2015) e “Terzo tempo per due” (2016). Ha scritto la sceneggiatura di Alice Underground, opera teatrale musicale ispirata ai romanzi di Lewis Carroll.

Appassionata di thriller, gialli e fantasy, ha un debole per i rapaci e la falconeria, la buona cucina e la sua famiglia.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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