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Recensione: Sei il mio sole anche di notte, di Amy Harmon

Titolo: Sei il mio sole anche di notte.
Autrice: Amy Harmon.
Traduzione: Lucia Feoli e Anna Ricci
Editore: Newton Compton Editori.
pagine: 313.
Prezzo: € 4,99 (eBook); € 5,02 (copertina rigida).

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Per Maddalena Cafaro il voto è cinque stelline.

Ambrose Young è bellissimo, alto, muscoloso, con lunghi capelli che gli arrivano alle spalle e uno sguardo che brucia di desiderio. Ma è davvero troppo per una come Fern Taylor. Lui è perfetto, il classico protagonista di quei romanzi d’amore che Fern ha sempre adorato leggere. E lei sa bene di non poter essere all’altezza di un ragazzo del genere… Ma la vita a volte prende pieghe inattese. Partito per la guerra dalla piccola cittadina di provincia in cui i due giovani sono cresciuti, Ambrose tornerà trasformato dalla sua esperienza in prima linea: è sfigurato nei lineamenti e profondamente ferito nell’anima. Fern riuscirà ad amarlo anche se non è più bello come prima? Sarà in grado di conquistarlo? Saprà curarlo e ridargli la fiducia in sé? Versione moderna de La bella e la bestia, il nuovo romanzo di Amy Harmon – dopo il grande successo di I cento colori del blu – ci dimostra che in ognuno di noi convivono una parte mostruosa e una meravigliosa creatura e che solo l’amore può essere capace di farle andare d’accordo.

Questo è il primo romanzo che leggo di quest’autrice, ad incuriosirmi è stata la trama nonché le recensioni così entusiastiche di cui, solitamente, diffido.

La scrittura e semplice ma accattivate, si entra subito in contatto con la protagonista Fern, timida ma così profondamente legata a suo cugino da non poter non provare ammirazione per questa fanciulla che si sente un brutto anatroccolo circondata da bellissimi cigni. Perché la sua migliore amica è un cigno e Ambrose,  il ragazzo per cui ha una cotta, è un cigno. Così si improvvisa Cyrano de Bergerac, scrivendo lettere e firmandole con il nome della sua amica e permettendole di coronare un sogno di breve durata. Ma l’adolescenza termina il giorno in cui due aerei si abbattono sulle Torri Gemelle, cancellando in un istante tutta la spensieratezza di un’intera nazione. Guardare il cratere dove un tempo si ergevano due simboli del paese più potente del mondo, getta Ambrose nella necessità di fare qualcosa.

Una decisione che cambierà per sempre la sua vita e quella delle persone attorno a lui, che cambierà addirittura la vita di un’intera cittadina. Ma non c’è nulla come la consapevolezza di essere vicino alla morte per ridimensionare tutta una vita. Dolore, amore, rassegnazione, rinascita, accettazione, giustizia.

«Possibile che non capisci Fern? È tanto più semplice affrontarlo, se togliamo Dio dalla questione. Se lui non ha niente a che fare con quel che è successo, posso dirmi che in fondo è così che va la vita. Nessuno è speciale, ma è vero anche che nessuno non è speciale. Capisci cosa intendo? Posso farmene una ragione. Ma non posso accettare che le tue preghiere trovino risposta e le loro no. È un concetto che mi da rabbia e sconforto, e perfino disperazione! E non ce la faccio a vivere così».

Ma oltre alla storia d’amore c’è di più, il coprotagonista, perchè in altro modo non si può definire il personaggio di Bailey è il simbolo dell’attaccamento alla vita, della dignità laddove chiunque potrebbe pensare non c’è ne sia. Bailey è un ragazzo affetto dalla Distrofia di Duchenne, ma nonostante questo è pieno di voglia di vivere e sarà un punto di riferimento per tutto il romanzo per sua cugina Fern, la protagonista. E presto lo diventerà anche per Ambrose.

«Ti ho appena spiegato che io non posso andare in bagno da solo. Dipendo da mia madre per abbassarmi i pantaloni, soffiarmi questo cavolo di naso, mettermi il deodorante sotto le ascelle. E tanto per peggiorare le cose, anche a scuola dovevo affidarmi a qualcuno che mi aiutasse, in quasi tutto. Era imbarazzante. Frustante. Ma era necessario! Non ho dignità, Ambrose!» disse. «Nessuna dignità. Ma ho dovuto scegliere tra quella e la vita. Ho dovuto. E anche tu devi. Puoi tenerti l’orgoglio e restare qui seduto a cucinare cupcake e diventare vecchio e grasso, aspettando che tutti si dimentichino di te. Oppure puoi scambiare quell’orgoglio con un minimo di umiltà e riprenderti la tua vita.»

Un libro che si fa leggere tutto d’un fiato, almeno è quello che è capitato a me.

Voto cinque stelline. Sì avete letto bene, perchè quando mi trovo con il fazzoletto in mano singhiozzante è segno che qualcosa mi ha toccato nel profondo.

OoO

MADDALENA CAFARO2

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