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Recensione: “Sei il mio respiro”, di Valentina G. Bazzani

Titolo: Sei il mio respiro.
Autrice: Valentina Bazzani.
Genere: romance contemporaneo.
Editore: Eremo Edizioni, 5 aprile 2016.
Prezzo: euro 3,49 (e-Book).

La valutazione di Maddalena Cafaro: quattro stelline * * * *

La vita Lilli è cambiata radicalmente dal giorno in cui ha dato uno schiaffo alla sua migliore amica, talmente violento che la ragazza è stata ricoverata. Lilli non ricorda quasi niente se non il caldo soffocante, le gocce di sudore che l’accecavano e un’incredibile, immotivata paura di chi la circondava. Prima di quel giorno era una ragazza come tante, credeva che per essere felice bastasse l’amicizia di Elisa e l’amore del ragazzo più popolare della scuola. Ma le rimane solo il dolore causato da un Male senza nome né volto, che la sta lentamente consumando: il bipolarismo. Diego, un giovane musicista con un passato pesante alle spalle, si stupisce di incontrare al gruppo di sostegno organizzato dal professor Decori, psicologo della scuola, proprio Lilli, la ragazza solare che l’aveva subito colpito. È molto cambiata, ha un aspetto trascurato e malinconico. Lilli e Diego scoprono di essere l’uno la cura per il dolore dell’altro. Lei riprende in mano i suoi sogni, mentre lui affronta i problemi con l’eroina, che a un certo punto lo verranno a cercare. Il loro amore, disperato e assoluto, li spinge ad abbassare le difese, entrambi sanno di non poter fare a meno l’una dell’altro, come dell’aria che respirano.

Liliana è una ragazza alle prese con un mondo che ai suoi occhi cambia in continuazione: in alcuni giorni si sente piena di vita, allegra, in pace con se stessa e con chi le è intorno; in altri, invece, ci sono solo l’oscurità, la paura, i dubbi, la depressione, la rabbia e la consapevolezza che forse è pazza.

Diego è un’anima tormentata, la musica è allo stesso tempo la sua dannazione e il suo sogno. La sua vita è avvelenata dalla droga e dal disgusto per se stesso, almeno finchè non incontra Lilli: nei suoi occhi, nella sua tristezza, lui rivede se stesso e capisce che lei, soltanto lei può diventare la ragione per smettere e diventare una persona migliore.

Droga, bipolarismo. Bipolarismo, droga. Due facce della stessa medaglia o meglio della stessa inquietudine, della stessa oscurità che minaccia di inghiottire questi due ragazzi la cui sola ancora di salvezza è nella musica, che riesce a recare sollievo al tormento, riesce ad acquietare le voci, i demoni che ossessionano Lilly e Diego.

Una storia di amore, redenzione, dolore, delusione. Sei il mio respiro traccia un ritratto dell’animo umano, con la sua forza e le sue debolezze. L’amore non è sempre la risposta,  a volte non è sufficiente, eppure è il faro che con la sua luce guida attraverso i momenti bui, accompagnato dai versi delle canzoni più belle e dannate della storia della musica. Ogni verso colpisce con lo stato d’animo dei personaggi e porta a riflettere su quanto sia difficile vedere al di là delle apparenze,  e che a volte le grida d’aiuto sono più silenziose di quello che ci aspetteremmo.

L’unica nota negativa è data dalla scelta editoriale di dividere la storia in minicapitoli, personalmente, l’ho trovato frustrante.

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Maddalena Cafaro

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