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Recensione: Rock – La mia roccia, di Anyta Sunday

Igneo.
Quando i genitori di Cooper divorziano, lui si becca le settimane alterne: una con mamma e una con papà. Solo che non è semplicemente costretto a vivere con suo padre. C’è anche Lila: l’Altra Donna, quella che ha portato via le fondamenta – solide come roccia – della sua vita. E poi… C’è Jace. Il figlio di Lila. L’arrogante figlio di Lila, con gli occhi blu color scaglie-di-pesce-rigurgitato. Cooper vuole soltanto riavere la sua famiglia com’era una volta ma qualcosa, in questo ragazzo, gli garantisce che le cose non saranno mai più le stesse.

Sedimentario.
Cooper si oppone alla realtà della sua nuova vita e lui e Jace partono col piede sbagliato. Ma sbagliato o meno, dopo centinaia di ricordi condivisi, forgiano qualcosa di nuovo. Un’amicizia… intima. Perché fra loro può esserci soltanto dell’amicizia. Anche se non sono proprio fratelli per davvero. Tecnicamente, non sono nemmeno fratellastri…

Metamorfico.
Ma come si evolve questa amicizia, sotto le pressioni della vita? Sotto la spinta del cuore?

Titolo: Rock – La mia roccia.
Autore: Anyta Sunday.
Genere: Romance M/M.
Editore: Triskell Edizioni.
Prezzo: euro 3,74 (eBook); euro 12,00 (copertina flessibile).

Cooper ha quattordici anni quando suo padre e sua madre si separano. Sia lui che la sorella sono da quel momento costretti prima a conoscere e poi a frequentare regolarmente la donna che ha “distrutto” la loro famiglia e a vivere una settimana sì e un’altra no sotto lo stesso tetto insieme al figlio di lei, Jace.

La scoperta della vita parallela del padre per Cooper e Alice è uno shock e i due ragazzi la vivono come un tradimento. Diverse sono le reazioni: odio e rabbia per Alice, confusione e tormento per Cooper, che si ritrova a dover condividere anche spazi comuni con il figlio della nuova compagna. Jace, invece, accetta di buon grado la nuova famiglia, sebbene  i primi approcci con i “fratellastri” non siano dei migliori, dovendo affrontare il rifiuto da parte di Cooper e Alice. Mano a mano che il tempo passa, però, l’alternanza delle settimane di convivenza e gli sforzi del padre dei due ragazzi iniziano a far funzionare le cose e tra Jace e Cooper si instaura un rapporto che cresce e diventa sempre più forte, anche se complicato e turbolento.

«A volte l’amore non funziona nel modo in cui speriamo»…

«Qualche volta, pensi di essere innamorato ma non lo sei.»

«A volte speri di non esserlo, ma lo sei.»

Definire con una sola parola questo romanzo? Intenso. Davvero tanto. Filo conduttore di questo romanzo, diviso in tre parti, è la passione – spesso quasi un’ossessione – di Cooper per le rocce e i minerali: il ragazzo infatti in ogni situazione sa ottenere una risposta a un problema o affrontare un’emozione attraverso il tocco delle pietre che colleziona, quasi trasferendo ansia e turbamento alla loro porosità e consistenza. Attraverso le pietre comunica e lentamente anche Jace riesce a decodificare e a comprendere colui che ormai è diventato molto più che un migliore amico usando il linguaggio delle rocce. E questo loro modo di comunicare è singolare e bellissimo, appassionante e unico. La loro storia d’amore – non sono consanguinei, non sono neppure parenti, ma i più li considerano come tali  – cresce lentamente, si solidifica, si scioglie, il dubbio che possano essere in qualche modo legati da una parentela li divide forse per sempre, ma alla fine un dolore grande li fa incontrare di nuovo. La Sunday sa raccontare una storia dalla partenza lentissima che pian piano diventa sempre più ardente e appassionata, senza indugiare troppo sui momenti sensuali, ma privilegiando il sentimento e l’analisi psicologica dei protagonisti e dei personaggi minori. Un libro molto bello che consiglio a chi ama le storie lente e piene di angst.

Cinque stelline.

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