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Recensione: Ritrovare Kyle, di Sawyer Bennet

Quando hai vissuto la tua vita come un criminale…
Quando hai fatto delle cose orribili …
Quando la tua anima è diventata oscura e sporca…
Il cammino verso la redenzione inizia dove meno te lo aspetti.

Kyle Sommerville si nasconde e non vuole essere trovato da nessuno. Certamente non dalla sua eccentrica vicina, uno spirito libero che è riuscita ad aprire una breccia attraverso le mura che si è costruito attorno. Ma l’indomabile volontà di Jane Cresson e la sua insaziabile curiosità riguardo al suo solitario vicino fanno sì che per Kyle sia impossibile rimanere immerso nel suo mondo fatto di oscurità.

A poco a poco, Jane riesce ad aprire il suo guscio.
Giorno dopo giorno, lo fa sorridere un po’ di più.
Notte dopo notte, entrambi scoprono un piacere che non sapevano potesse esistere.

Quando il terribile passato di Kyle viene alla luce, Jane comincia a pensare che sia troppo per lei. Può il suo amore per quell’uomo spezzato aprirgli finalmente la strada verso la redenzione o l’oscurità di Kyle spegnerà ogni speranza che ripone in lui?

Titolo: Ritrovare Kyle.
Autore: Sawyer Bennet.
Genere: Romantic Suspense.
Editore: Triskell Edizioni.
Prezzo: euro 4,99 (eBook).

Kyle è un ex agente americano sotto copertura. Sgomina una banda di crudeli criminali dopo aver trascorso con loro un paio d’anni e aver condiviso anche parecchie malefatte (molte delle quali talmente crudeli da far inorridire), oggi è il testimone chiave di un processo contro un senatore del governo statunitense invischiato con siffatta banda e intenzionato a ritrovare Kyle e ovviamente farlo fuori per impedirgli di esser rinchiuso a vita nelle americane prigioni.

Kyle è rude, ribelle, odioso e scontroso e si rifiuta di esser messo sotto la protezione dello stato. E infatti, nonostante penda su di lui la spada di Damocle del senatore arrabbiato che vuole farlo fuori e il rischio di mandare a gambe all’aria anni di indagini e di prove che solo lui può circostanziare, si ribella e non vuole neppure cambiare nome, si tiene un petto tutto pieno di strani e oscuri tatuaggi – che lo farebbero riconoscere a diecimila miglia di distanza – e si rifugia a fare il guardiano del faro in una cittadina marittima che a giorni verrà presa di mira da migliaia di turisti carichi di videofonini. Esattamente quello che ci vuole per chi vuole seppellirsi in un eremo selvaggio e salvare vita e indagini.

In questa ridente cittadina, proprio di fronte al faro (ma i fari non dovrebbero trovarsi su promontori isolati dal mondo?) abita un’insegnante, lavoratrice part-time che dà lezioni di pittura a una giovane scolara promettente e che, manco a dirlo è: 1.bellissima, corpo da paura, capelli biondi folti e ondulati, tettine da mordere e culo da far sbavare il più insensibile degli uomini, ma, ovviamente, lei non lo sa, e anzi, poverina, si sente brutta e indesiderabile. 2. È sfrontata e sbava per il bello stronzo vicino di casa, misterioso che puntualmente le dà il due di picche, ma lei è testarda e si sa, in amore vince chi insiste.

Ora, la storia non la spoilero – ma tanto non c’è molto da spoilerare, è praticamente la fotocopia di mille altre storie già lette in precedenza, cambiate i nomi, un po’ di ambientazione, metteteci un po’ d’azione a coronare il tutto alla fine, un pizzico di angst ed ecco fatto il romanzo del secolo – ma cosa posso dire su questo romanzo? E’ noia allo stato puro. Come detto prima, storia già vista e anche meglio raccontata in altri romanzi (mi è subito venuto in mente L’amore come l’acqua, di Rowan Speedwell e la meravigliosa indagine psicologica del protagonista, lui sì, spezzato e forse non completamente ricostruito dopo la traumatizzante esperienza con la gang di spacciatori ispanici) e una traduzione non proprio illuminante: ripetizioni di parole a ogni piè sospinto, spesso traduzione di frasi in modo troppo letterale che hanno di sicuro inficiato una non già facile lettura.

Purtroppo un no su tutta la linea. Sono spiacente ma questa prova è deludente.

Due stelline e mezza.

 

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