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Recensione: Ritorno, di A. M. Sexton

Liberazione, il primo della serie distopica Davlova, scritto da A. M. Sexton  è stato un romanzo che ho molto amato, nonostante la crudezza dello stile narrativo e la violenza degli argomenti trattati. Davlova, capitale di un paese “futuristico”, e una città divisa in due parti: da un lato l’alta società che detiene il potere ed è abitata da nobili viziosi; dall’altra il ghetto, formato da vicoli bui e case fatiscenti nel quale sopravvive in condizioni disumane il resto della popolazione.

In questi “slums” si muove Misha, ladro  e all’occasione puttana, che viene offerto a Miguel Donato, potente e temibile tra i nobili della “parte alta” della Città, allo scopo di avvicinarlo e poter colpire al cuore quel mondo dorato e prevaricatore. Così gli insorti potranno aprire una breccia e prendere possesso della città. Misha riesce nel suo intento e il romanzo si conclude con l’incendio di Davlova, la morte di Donato e la fuga attraverso il mare di Misha e Ayo, giovanissimo schiavo programmato, grazie a un impianto al cervello, per dare piacere sessuale di qualunque genere e intensità, e totalmente incapace a ribellarsi alle richieste del proprio “padrone”.

Il primo romanzo, per forza di cose, doveva raccontare la violenza e il dualismo nella personalità di Miguel Donato, ora delicato amante ora bestia violenta, e i sentimenti di Misha, che finisce per innamorarsi dell’uomo appassionato che il suo aguzzino sa essere quando non è in preda del demone violento che spesso lo anima. Ritorno si incentra più sul percorso a ritroso che sia Misha sia Ayo intraprendono per tornare a essere padroni di se stessi. Pur sempre avvincente e dotato di momenti di suspense estrema, ma senza le pagine di sessualità violenta che contraddistinguevano il primo romanzo, Ritorno è un viaggio al contrario. Troviamo Misha in cerca dell’indipendenza al fine di riportare Ayo alla piena libertà di esistere, di scegliere e di decidere della propria vita e sessualità. Misha infatti ama Ayo di un amore tenerissimo e incondizionato che lo porterà a rifiutare di unirsi al ragazzo per molta parte del romanzo, nonostante il giovane gli si offra più volte.

Ritorno è un romanzo dai toni meno forti e accesi rispetto al primo, ma presenta aspetti di maggior riflessione e messaggi più profondi: la ricostruzione di una città e di una società con conseguenti scelte difficili e impopolari; la redenzione di Misha, che da ladro, per amore di Ayo si reinventa e ricostruisce seguendo comunque sempre il proprio codice morale; la crescita come personaggio di Ayo, da bambola totalmente incapace di ribellarsi all’impulso di dare piacere, a essere umano senziente, in grado di decidere di sé e di amare senza imposizioni o condizionamenti.

Un romanzo intenso e profondo, come molta produzione di Marie Sexton, che in questa serie ha scelto di chiamarsi con lo pseudonimo A. M. Sexton per non essere identificata con la produzione letteraria più leggera che di solito l’autrice americana pubblica. Una storia che lascerà il lettore con un sottile senso di struggimento e soddisfazione.

Valutazione: cinque stelline.

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Titolo: Ritorno. Serie Davlova, Volume II.
Titolo originale:
Autore: A. M. Sexton.
Traduzione: Emanuela Graziani.
Genere: Romance M/M, Romance distopico.
Editore: Triskell Edizioni, 5 gennaio 2017.
Prezzo: euro 5,24 (e-book).

L’eccitante conclusione di “Liberazione”.

Il fuoco infuria nella città di Davlova, sulla scia di una rivoluzione sanguinosa. L’alta società, che aveva instaurato una tirannia, è stata deposta. Nel mezzo del caos, Misha e Ayo scappano sulla barca di Miguel Donato e fuggono attraversando il mare, diretti alla lontana città di Deliphine.

Misha ha sognato per tutta la vita di lasciarsi Davlova alle spalle, ma adesso l’unica cosa che vuole è tornare a casa. Non sa se la città è ancora in piedi o quanti dei suoi amici sono sopravvissuti. Ma prima di tornare a Davlova e trovare il suo posto nel paesaggio distrutto dei fossati, dovrà fronteggiare una nuova minaccia a Deliphine: la Dollhouse.

Anche a Deliphine, la maggior parte delle persone crede che la Dollhouse sia un mito, ma Misha sa la verità. La Dollhouse è reale. È spietata. Ha i suoi piani. E rivuole Ayo.

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