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Recensione: Ragazze elettriche, di Naomi Alderman

In questo romanzo visionario dai toni fantascientifici, Naomi Alderman costruisce una perturbante distopia che è anche una parabola sul potere e sulle sue perversioni. In un tempo imprecisato ma molto vicino al nostro presente, nel mondo comincia all’improvviso a verificarsi uno strano fenomeno: prima le ragazze, e poi le donne in generale, sviluppano la capacità di infliggere dolore e morte tramite scariche elettriche emanate dalle loro mani e attivate da una misteriosa “matassa” collocata sulle clavicole. Si innesca cosi un’inedita gerarchia di potere – in cui gli uomini sono ridotti in schiavitù, seviziati e uccisi – che è anche un’imprevista evoluzione dei rapporti tra i sessi e l’impulso a un nuovo ordine globale, con esiti inarrestabili e catastrofici. “Ragazze elettriche” scompagina il racconto del futuro prossimo e penetra nelle vene della crudeltà che abita ineludibilmente, come uno stigma, la conquista e l’esercizio del potere.

Dal libro è stata tratta una serie televisiva di produzione inglese.

“Elettrizzante! Scioccante! Vi lascerà a bocca aperta!” (Margaret Atwood)

Titolo: Ragazze elettriche. Titolo originale: The Power.
Autrice: Naomi Alderman.
Traduzione: Silvia Bre.
Genere: Distopico, Fantascienza.
Editore: Nottetempo.
Prezzo: euro 10,49 (eBook); euro 17,00 (copertina flessibile).

“C’è nell’aria l’odore di qualcosa, come il profumo della pioggia dopo una lunga siccità. Prima una persona, poi cinque, poi cinquecento, poi interi villaggi, poi città, poi stati. Un germoglio dopo l’altro, una foglia dopo l’altra. Sta accadendo qualcosa di nuovo. La portata dell’evento continua a crescere.”

Il titolo originale spiega subito che questo romanzo di fantascienza è una lucida disamina di come e quanto il Potere corrompa chi lo detiene. Ribaltando i canoni classici, Alderman immagina un futuro non lontano in cui le donne afferrano il Potere che deriva da una mutazione genetica e fanno scempio degli uomini e dell’ordine mondiale, fino a una catastrofe che costringerà la popolazione sopravvissuta a creare un nuovo mondo sulle rovine di quello distrutto. Piacerà enormemente alle amiche scrittrici l’ultima frase della mail che la mentore Naomi scrive al giovane autore Neil: un ribaltamento di ciò che molte scrittrici sono costrette a fare per presentare “meglio” i propri libri. Curiose?

Alderman immagina che un giovane studioso, che lavora cinquemila anni dopo La Catastrofe, scriva un romanzo storico sui primi dieci anni di quello sconvolgimento provocato dall’insorgere del Potere nelle mani delle donne. I documenti sono pochi, quindi lui deve lavorare di fantasia per riempire le numerose lacune cui si è trovato di fronte nel corso dell’estenuante ricerca. Invia il manoscritto alla sua mentore, Naomi, e intreccia con lei un carteggio epistolare nel quale viene sviscerata la genesi del libro.

Il romanzo “nel romanzo” comincia con una citazione tratta dal “Libro di Eva, 13-17”: “Ne consegue che la natura e l’uso del potere umano possono cambiare in due modi. Nel primo è quando un ordine viene emesso dal palazzo, un comando rivolto al popolo che impone ‘Così sia’. Ma l’altro, il più certo, il più inesorabile, si ha quando quelle migliaia di migliaia di punti luminosi inviano ciascuno un nuovo messaggio. Quando il popolo cambia, il palazzo non può opporsi.

Come è scritto: ‘Lei accoglie il fulmine nell’incavo della mano. Gli ordina di colpire’.

Il Libro di Eva è il simbolo del cambiamento che scaturisce da quegli sconvolgenti dieci anni: la nuova religione nasce da quelle antiche, senza sostituirsi completamente ad esse, ma “portandole a compimento”: non più il Cristo, ma Maria, sua madre. E così per tutte le altre fedi, nessuna esclusa. La grande rivoluzione si è compiuta, ma è l’inizio e la base del Cataclisma.

Tantissimi i personaggi. Ho apprezzato soprattutto quelli femminili, quasi sempre ragazze cresciute in una situazione familiare aberrante e che portano attraverso tutta la vicenda le proprie ferite fisiche e morali. Cui il Potere che le riveste non dà sollievo.

Una storia che ci tiene incollati dalla prima all’ultima pagina, con un ritmo che costringe ogni tanto a prendersi una pausa, quasi per fare provvista di aria pulita prima di rituffarsi in quelle righe che grondano sangue, orrore, pietà.

Confesso che avevo bisogno di un libro così: una storia grandiosa, resa con grinta stilistica e un linguaggio senza fronzoli. La dimostrazione che, nel Mare Magnum dell’editoria, riusciamo a trovare perle rare e preziose.

Cinque stelline (ne darei una valanga).

Naomi Alderman, nata nel 1974 a Londra, dove vive, ha pubblicato con Nottetempo i suoi precedenti tre romanzi: “Disobbedienza” (2007); vincitore dell’Orange Award for New Writers e del premio del Sunday Times come giovane scrittrice dell’anno; “Senza toccare il fondo” (2011) e “Il Vangelo dei bugiardi” 82014).

Margaret Atwood è stata sua mentore nel programma Rolex Mentor and Protégé Arts Initiative 2012-2013.

Nel 2013 è stata inserita da Granta nella lista dei migliori giovani scrittori inglesi. Conduce “Science Stories” sulla BBC Radio 4. Insegna Scrittura Creativa all’Università di Bath ed è coautrice dell’app per smartphone “Zombie, Run!”.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

4 Commenti

  1. Lidia Calvano
    15 ottobre 2017 at 8:07 — Rispondi

    L’ho comprato pochi giorni fa dietro tuo consiglio, lo inizierò a breve!

    • Babette Brown
      15 ottobre 2017 at 11:29 — Rispondi

      Molto bello, molto angoscioso. Mi auguro che ti piaccia.

  2. Fernanda Romani
    15 ottobre 2017 at 11:06 — Rispondi

    La drammaticità della storia mi intimorisce, ma ho nel cassetto una saga che tratta lo stesso tema quindi penso che questo romanzo sia, per me, una lettura imprescindibile.

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