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Recensione: Quello giusto, di Piper Vaughn e M. J. O’Shea

Per anni Dustin Davis ha sognato un principe ma ha finito per baciare solo rospi. Quando vede per la prima volta Archer Kyriakides, è convinto che la sorte sia finalmente cambiata e che Archer sia quello giusto. I sentimenti contrastanti che prova in sua presenza lo lasciano però confuso: perché va tutto bene a un incontro e male a quello successivo? Non ha senso! Fino a quando non conosce il suo gemello, Asher, e non capisce di averli confusi più di una volta.

Asher Kyriakides sogna di diventare un fotografo d’alta moda, ma è incastrato in un lavoro che odia e con un fratello irresponsabile e libertino, le cui abitudini lo fanno impazzire, specialmente quando scopre che Archer sta uscendo con l’adorabile biondino a cui pensa da mesi. Combattuto tra desiderio e lealtà, Asher può solo cercare di mettere in guardia Dusty nei confronti del fratello.

Ma quando alla fine Archer si spinge troppo oltre, Dusty si rivolge ad Asher in cerca di aiuto, e lui sa di non potersi tirare indietro. Non impiegheranno molto a capire di essersi innamorati l’uno dell’altro, ma più di un ostacolo si mette sulla loro strada, non per ultimo Archer, che non è ancora disposto a smettere di essere una spina nel fianco del gemello.

Titolo: Quello giusto. Serie “Piccole Cose”, Volume Secondo.
Autori: Piper Vaughn e M. J. O’Shea.
Genere: Romance M/M.
Editore: Dreamspinner Press Italia.
Prezzo: euro 5,90 (eBook).

Sorpresa e delusione le sensazioni che mi ha dato la lettura di questo romanzo. Ho letto parecchi libri scritti a quattro mani da questo duo di autori e, sinceramente, li ho trovati tutti parecchio intriganti con tematiche e caratterizzazioni puntuali e a fuoco. Qui, forse, il progetto è stato preso abbastanza sotto gamba, perché trattasi di narrazione banale con una caratterizzazione dei personaggi stereotipata al massimo. Due gemelli, dai caratteri diversissimi – uno spregiudicato e debosciato quanto l’altro è pacato e responsabile – vivono insieme e ovviamente il più onesto e lavoratore si prende cura del fratello più scapestrato e delle magagne da lui causate. Incontrano in tempi differenti un bel ragazzo che fa battere il cuore a prima vista al gemello buono, ma è nelle grinfie del gemello debosciato che cade il giovane e sulle prime appare lasciarsi conquistare.

Quale sia il destino finale e quale sia la coppia che vivrà il lieto fine è ovvio fin dalle prime battute, ma nella narrazione è così terribilmente scontato da lasciare con un retrogusto amaro in bocca. Archer – il gemello scapestrato – è talmente corrotto e con comportamenti così sopra le righe da sembrare più una macchietta che un vero villain; Asher – il gemello onesto e gentile – fa il fotografo per set pornografici, ma è timido e casto quanto una novizia in un convento. Per non parlare di Dusty, il giovane ambito dai due fratelli, che si comporta come un’educanda (non sono tipo da fare sesso al primo appuntamento! Non sono tipo da una botta e via! Ecc.)  e ha tutta una serie di reazioni più da verginella spaventata che da ragazzo gay dei giorni nostri. E il descriverlo con i capelli decolorati di biondo e pieno di piercing alle labbra e al naso non lo rende di certo più mascolino.  Insomma, eterizzazione della coppia con ruoli seme-uke tipici degli yaoi già prestabiliti e marcatamente stereotipati. La trama poi è inesistente: un incontro di sguardi, un amore a prima vista, molti brividi e sospiri, lui che pensa a lui che lo pensa di rimando, qualche momento critico stroncato sul nascere, qualche scena di sesso e via, verso il finale felice. Poco accattivante e sicuramente molto sotto tono questa prova del duo di scrittori. Valutazione: tre stelline.

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3 Commenti

  1. Babette Brown
    19 ottobre 2017 at 9:35 — Rispondi

    Alla fine, dopo avergliene dette quattro, hai deciso di essere generosa e hai “mollato” tre stelline (che sono come il sigaro toscano di una volta: non si rifiutano a nessuno). Peccato, perché gli autori hanno dato buona prova di sé in altri romanzi, decisamente superiori a questo.

  2. Amneris Di Cesare
    19 ottobre 2017 at 13:40 — Rispondi

    Tre stelline perché Vaughn/O’Shea non possono penalizzare per uno scivolone. Hanno scritto romanzi egregi insieme. 🙂 Ho premiato la visione più ampia. 😀

  3. Macrina
    19 ottobre 2017 at 18:49 — Rispondi

    Non li conosco, quindi, mi fido del tuo giudizio.

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