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Recensione: Quando Giulio tornò single

Giulio torna a casa prima del solito e, come nelle più classiche storie di tradimento, trova il suo compagno Matteo a letto con un altro uomo. È la fine della sua storia d’amore durata dieci anni. Attraverso Chiara e altri amici, Giulio viene proiettato in una nuova vita fatta di uscite, bevute e molte “toccata e fuga” a livello sessuale. Scopre l’esistenza dei social network, di Grindr soprattutto, e mentre si invaghisce di Nicola, un misterioso bellissimo uomo conosciuto a una festa ma dal carattere sfuggente, inizia una strana relazione romantica con Daniel, giovane studente di medicina che gli confessa di essere innamorato di lui e che Giulio non ha il coraggio di disilludere, mantenendo una strana amicizia con Giacomo, scanzonato ragazzo libero da preconcetti e pregiudizi,  indipendente nei comportamenti. Come evolverà la vita da single di Giulio?

Devo fare una premessa importante: questo romanzo non è un MM. Non il classico romance dove si parla sì di amore fra persone dello stesso sesso, tra due uomini nella fattispecie, ma dove i ruoli sono praticamente quelli classici etero e dove “l’amore vince su tutto”, soprattutto dove cuore fa sempre rima con amore. Questo romanzo di Paolo Capponi è una finestra sul mondo universitario e gay attuale, senza sconti ed edulcorazioni, senza filtri né particolari pudori. Si parla molto di sesso, liberamente e senza ipocrisie; alcune scene possono fare arrossire i lettori più sgamati. Il sesso, però, non è fine a se stesso; non è messo lì perché in libri come questo si sa che ci deve essere per invogliarne la lettura, a uso e consumo di un pubblico abituato a questo tipo di romanzo; assolutamente no. Sono tutte scene, sia quelle più romantiche che quelle più crude ed esplicite, funzionali alla storia e al contesto.  Pertanto chi cercasse un romanzo più soft in fatto di sensualità o fosse disturbato da scene di sesso molto forti, è avvisato, questo non è il libro per lui/lei.

Quando Giulio tornò single parla di ricominciare a vivere dopo una forte delusione e un brutale tradimento, dopo una vita – dieci anni – vissuta in quasi totale simbiosi con il proprio compagno. Il tradimento, in realtà, non è quello fisico che Giulio sperimenta in maniera plateale, ma quello intimo e personale, e forse ancor più doloroso, del non esser stato allertato dal proprio uomo che qualcosa era cambiato, finito, concluso. È lo scoprire di esser stato solo per almeno tre anni in quella che avrebbe dovuto essere essere una vita di coppia. È il riaffacciarsi a una vita che in realtà non si era mai conosciuta perché abituato a vivere e a pensare in e per due, ogni momento della giornata. È il riprendersi la propria indipendenza e il muoversi con cautela e con circospezione nei meandri delle relazioni sociali e sentimentali. È lo sbagliare e il riprovarci. È il rendersi conto che spesso si è capaci di deludere gli altri quasi quanto gli altri hanno saputo deludere noi. Quando Giulio tornò single in realtà fotografa una lenta e faticosa rinascita e lo fa con un’ironia e un disincanto così crudi ma allo stesso tempo lievi e sottili da ammaliare sin dal primo, forte impatto.

Paolo Capponi si muove in un campo e in un’epoca, quella contemporanea, quella della movida bolognese, universitaria e omosessuale di oggi, che gli è estremamente congeniale. Già con La quarta inquilina (leggete la recensione del Blog) aveva dimostrato che questo era il suo terreno di gioco, nel quale sa destreggiarsi con maestria. Qui, in Quando Giulio tornò single, dimostra di esser maturato parecchio sia come scrittura che come analisi spietata di una società giovane e in continua evoluzione, di un fermento sociale e psicologico generazionale in divenire e al contempo già in pieno turbamento, immerso nelle proprie indecisioni e incoerenze. Capponi racconta di un mondo, quello della gioventù che ha visto la propria adolescenza svilupparsi tra gli anni ’90 a il primo decennio del 2000, che è costretto a muoversi tra le intricate matasse del vivere sociale di oggi, tra social network, perbenismo e rifiuto, frenesia  e solitudine, illusione e disincanto. E lo fa in maniera spietata, ma mirabile. Non fa sconti a nessuno dei personaggi che descrive e nonostante tutto riesce a dipingere piccoli affreschi di delicata poesia. I personaggi che introduce con apparente superficialità si dimostrano tridimensionali e acquistano, mano a mano che la lettura si fa strada, uno spessore umano e descrittivo notevole. Sono tutti piccole perle, siano essi i protagonisti delle storie d’amore e di sesso – Matteo, Daniel, Giacomo – oppure i colleghi di lavoro – Katia su tutte – o gli amici e le amiche del cuore – Chiara, Pino, Jo, Gloria ed Emilia – fantastici e veri allo stesso tempo.

Il romanzo di Paolo Capponi si legge velocemente perché l’autore ha quella dote tutta speciale che permette di acchiappare il lettore fin dalle prime battute con un incipit graffiante ma anche con una ironia sottile che permea tutta la narrazione e che non permette soste nella lettura. In alcuni momenti si è pronti a trepidare per una soluzione romantica che porti il protagonista in una direzione; in una fase immediatamente successiva ci si ritrova a parteggiare per un totale cambio di percorso. Non c’è perfidia o compiacimento da parte dell’autore nei confronti dei propri personaggi, è tutto molto normale: l’evolversi dei fatti e i colpi di scena – che ci sono  – si srotolano sulla scena con una naturalezza disarmante. E il finale è perfetto. Tolte le scene davvero molto hot che, per imbarazzo e pudore ho spesso sorvolato, di questo romanzo vedrei molto bene un film.

Valutazione: cinque stelline.

Titolo: Quando Giulio tornò single.
Autore: Paolo Capponi.
Genere: Narrativa contemporanea.
Editore: Triskell.
Pagine: 205.
Prezzo: euro 3,37 (e-book).

 

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