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Recensione: Per combatterti, di Chiara Cilli

ATTENZIONE: LIBRO AD ALTO CONTENUTO DI VIOLENZA, NON SI TRATTA DI ROMANCE, MA DI DARK ROMANCE.

Bene, dopo aver urlato a gran voce le avvertenze del caso, posso iniziare a parlarvi di Per combatterti, secondo volume della serie Blood Bonds dedicato al più giovane dei fratelli Lamaze (seconda trilogia: Per addestrarti, Per combatterti, Per sconfiggerti), che nel primo volume scopriva una parte di umanità ancora nascosta dentro di sé.

Questo grazie a Nadyia, una giovane atleta che lui ha scelto di addestrare per farla diventare un’assassina al servizio della Regina di Varés. Abbiamo davanti una protagonista per niente incline alla sottomissione, anzi, Nadyia sfida di continuo André nonostante le ripercussioni che ne derivano. Anche quando inizia l’addestramento con le altre sicarie, rimane indomitamente fedele ai suoi sentimenti, nonostante sia lo stesso André a punirla.

Se nel giovane Lamaze si riscontra una certa umanità, che durante la prima trilogia era ben nascosta, in questo volume è anche evidente la sua volontà di non cedere a quel lato di sé che potrebbe renderlo diverso, redimerlo, avvicinarlo a una vita normale. In fondo, egli stesso sa bene che per lui non esisterà mai il lieto fine, poiché la sua anima brama l’oscurità. Eppure non riesce a rinunciare a Nadyia: la allontana, la ferisce, fisicamente e emotivamente, ma torna sempre da lei. La brama, la reclama, incapace di recidere quel sentimento che cresce, matura e condiziona certe sue decisioni.

Le scene di violenza fisica ed emotiva, più che quelle legate al sesso, sono numerose ma necessarie: ognuna di esse è collegata in maniera inevitabile alla storia e ai suoi protagonisti, e alla loro maturazione nel corso della vicenda. Che è dura, implacabile, ricca di sete di vendetta, ma anche con un accenno di redenzione o comunque di buoni sentimenti che nella prima trilogia era impensabile cercare o anche solo sperare.

Henri, ancora provato dalla sua relazione di odio/ossessione con Alexandra, compare come l’ombra di sé, almeno finché Andrè non lo riporta sulla strada della vendetta. Armand, misterioso come sempre, lascia qualche piccola briciola di sé, ma senza rivelare molto al lettore.

In sintesi posso dire di essere ben lieta di consigliare questo secondo volume, nonostante un piccolo litigio (nasconde la mannaia, n.d.r.) con l’autrice, che si è rifiutata di soddisfare una mia piccola curiosità. Quale? Non ve lo dirò mai.

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Maddalena Cafaro

Maddalena Cafaro

2 Commenti

  1. 13 agosto 2017 at 13:50 — Rispondi

    Un grazie immenso per le tue bellissime parole, collega! ♥

  2. Maddalena Cafaro
    14 agosto 2017 at 20:21 — Rispondi

    Grazie a te per avermi permesso di leggerlo 🙂

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