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Recensione: Morte ad Asti, di Fabrizio Borgio

È un Giorgio Martinengo sconvolto quello che, una nebbiosa domenica di febbraio, rinviene il cadavere della bella Vittoria Squassino, suo grande amore di gioventù e competente manager della succursale milanese di una banca tedesca. Poco tempo prima il nostro investigatore privato era stato ingaggiato dai vertici della banca proprio per indagare su di lei a causa di sospetti sul suo operato palesatisi quando le era stata attribuita una relazione con Valerio Cortese, affascinante imprenditore nel campo delle SPA a tema enologico. Martinengo conosce anche lui. L’indagine su Vittoria assume così i contorni di un viaggio a ritroso nel tempo, dove sullo sfondo di una Asti benestante e gaudente, come lo erano gli anni ’90, si delineano i difetti di una nazione, il disincanto della gioventù e le basi per una tragedia che metterà a dura prova le capacità dell’investigatore delle Langhe.


Titolo: Morte ad Asti. La nebbiosa domenica dell’investigatore Martinengo.
Autore: Fabrizio Borgio.
Genere: Giallo.
Casa editrice: Fratelli Frilli Editori.
Prezzo: euro 4,99 (eBook); euro 12,51 (copertina flessibile). Pagine 246.

Terzo romanzo di Fabrizio Borgio con l’investigatore privato Giorgio Martinengo, che questa volta vediamo impegnato in una vicenda fin troppo personale.

In una nebbiosa domenica di febbraio, viene trovato il cadavere di una manager della succursale milanese di una banca tedesca. Si tratta della bella Vittoria Squassino, che era stata un folle amore di gioventù dell’investigatore.

Guarda caso, Martinengo era stato chiamato in causa qualche giorno prima dal dottor Cazzaniga, uomo di vertice della Midagest, proprio per indagare sulla fin troppo competente Vittoria, che aveva instaurato una relazione con Valerio Cortese, affascinante imprenditore nel campo delle SPA a tema enologico. Per Martinengo, proprio Cortese rappresenta una vecchia conoscenza a cui è molto legato, sia nel bene che nel male.

L’indagine su Vittoria Squassino si trasforma in un vero e proprio viaggio indietro nel tempo: i protagonisti di questa vicenda sono proiettati nel passato della loro generazione disincantata, incline al vizio e al consumo di droghe, eccessi dai quali il giovane Martinengo si era sempre tenuto a debita distanza, senza mai farsi coinvolgere.

Borgio, con uno stile narrativo raffinato, ci fa rivivere gli anni ‘90 della Asti benestante, e proietta il lettore in un’indagine sofisticata, scavando in quei tecnicismi bancari e in quelle elusioni e frodi che si possono attuare ai danni di poveri malcapitati, incapaci di difendersi. Ne scaturisce un giallo contemporaneo che mette in evidenza le lacune e le mancanze di un Paese.

Martinengo fa i conti col proprio passato per far emergere una verità inaspettata e fin troppo scomoda, che lascerà un segno indelebile nelle vite dei protagonisti.

Il lettore potrà confrontarsi con una realtà a lui ben nota grazie ad una storia congeniale alla quale sarà facile approcciarsi grazie a questo elegante noir, costruito da uno scrittore come sempre in grande spolvero.

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