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Recensione: Milo detective per amore, di Giancarlo Vitagliano

La madre di Milo è stata uccisa, e il ragazzo, nonostante le cure amorevoli del padre e degli zii, si rifugia nella lettura, con immediata predilezione per i romanzi gialli. Forse è proprio per questa passione che non riesce ad accettare che il colpevole dell’assassinio di sua madre possa restare impunito, e comincia a investigare, scorrazzando per la città sulla sua bicicletta rossa. Si tuffa così, all’insaputa dei suoi familiari, in un’indagine difficile quanto dolorosa, ma che affronta col piglio deciso del detective, come tanti suoi colleghi di carta. Eppure, i colpevoli che individua di volta in volta, spesso sulla base di ingenui pregiudizi, non sembrano essere realmente coinvolti nell’omicidio, costringendo Milo a disperarsi per le sue ripetute sconfitte, rifiutando anche l’aiuto della dottoressa Laurenzi, la neuropsichiatra infantile alle cui cure è stato affidato fin dal primo giorno. Ma Milo non è tipo da arrendersi.


Titolo: Milo. Detective per amore.
Autore: Giancarlo Vitagliano.
Genere: Giallo.
Pagine: 208.
Anno di pubblicazione: 2017.
Casa editrice: Homo Scrivens.
Prezzo: euro 15.00 (cartaceo).

Milo è un ragazzino di 11 anni, sveglio e tenuto in considerazione dagli insegnanti perché è un alunno disciplinato, un vero modello da seguire per tutta la classe. È particolarmente contento della sua famiglia con cui va molto d’accordo.
Una situazione idilliaca, fino a quando la sua esistenza non viene sconvolta dall’omicidio della madre, ritrovata in uno stagno col cranio fracassato.
Per Milo è l’inizio di un incubo. Dapprima, vive in uno stato di incredulità e smarrimento, poi un giorno decide di improvvisarsi detective per trovare il colpevole.

La polizia crede a una rapina e sembra segnare il passo con le indagini, invece Milo ritiene che per trovare il colpevole possa essere utile la lettura di qualche buon giallo,  magari quello deduttivo di Agatha Christie.
Il lettore comincia a incuriosirsi di fronte alle avventure che coinvolgono il protagonista, un detective alle prime armi che si mette alla prova col fine di dare un volto a colui che si è macchiato di quel delitto.
Giancarlo Vitagliano racconta la storia di questo detective improvvisato con una scrittura semplice ed efficace, concentrandosi su un tema che pone più di un interrogativo: come si può reagire alla morte improvvisa della persona più cara al mondo, quando si è un bambino?
Milo è un ragazzino impreparato a una perdita così angosciosa -lo sarebbe chiunque, del resto-, ma trova la forza e il coraggio per andare avanti, diventando un “detective per amore”.
Un romanzo con evidenti sfumature di giallo, ma che scava nella psiche e nel comportamento di un pre-adolescente, un piccolo eroe di cui sottolinea la commovente caparbietà.

Giancarlo Vitagliano racconta una storia straziante con grande delicatezza, creando un romanzo che mette a confronto il male e l’innocenza. Per farlo, si avvale della figura di Milo Rossi, un bambino che conosce il senso dell’onestà e della rettitudine,  insegnamenti che la madre gli ha trasmesso e di cui lui ha fatto tesoro.

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