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Recensione: “Mariani e le porte chiuse”, di Maria Masella

Titolo: Mariani e le porte chiuse. Indagine a Campopisano.
Autrice: Maria Masella.
Genere: Noir.
Editore: Fratelli Frilli, ottobre 2015.
Pagine: 256.
Prezzo: euro 4,99 (ebook); euro 12,67 (copertina flessibile).

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È la metà di aprile e il commissario Antonio Mariani non si è ancora ripreso dal grave incidente d’auto accadutogli sulla tangenziale di Milano mentre ritornava da Lecco. Ha rischiato di non poter più camminare e ora si trascina in una specie di abulia. È la moglie Francesca a scuoterlo: o cercherà di scoprire la verità sull’ispettrice Lorenza Petri, accusata di omicidio, o lei lo lascerà. No, non sarà lei a lasciarlo perché è lui che ha lasciato se stesso!
È trascorso ormai più di un mese dall’omicidio di cui è accusata l’ispettrice e ricostruire l’accaduto non è semplice, ma poco per volta Mariani trova qualche traccia e, soprattutto, ritrova se stesso.

Il sospiro di sollievo, appena lette le prime righe, lo si è sentito anche dall’altra parte del lago. D’accordo, avete ragione, Maria Masella avrebbe fatto una brutta fine (e lo sa) se solo avesse osato consegnarci un commissario Mariani invalido! Però, la sciagurata c’è andata vicino.
Antonio Mariani è sopravvissuto al gravissimo incidente di cui era rimasto vittima al termine del romanzo precedente (“Mariani e le mezze verità”, link sotto). Morale e fisico sono a pezzi, tanto che Francesca lo pone di fronte a un aut-aut: scoprire l’autore dell’omicidio di cui è stata accusata l’ispettrice Petri, oppure lei se ne andrà. E questa volta sarà per sempre. Basta con l’autocommiserazione, con il rifiuto della realtà, con il rinchiudersi in casa. Antonio Mariani deve tornare quello di prima, a costo di lacrime e sudore.
Ecco che il nostro amato commissario comincia a indagare. Non ufficialmente, ovvio, nemmeno quando rientra in servizio in anticipo rispetto ai tempi previsti. Quello che nota subito è che il caso è stato chiuso troppo alla svelta, che Lorenza Petri rifiuta di difendersi, che c’è una sorella dell’accusata che sembra attirare su di sé tutti i sospetti.
Una storia antica che ritorna, personaggi mai dimenticati che troviamo coinvolti nella nuova inchiesta, che Antonio Mariani porta avanti con il solo aiuto di Barreto che, smessi i panni dello scansafatiche, si dà da fare per aiutare il suo commissario.
Di pari passo con l’indagine, si muove anche la sempiterna storia d’amore fra Antonio e Francesca, una donna meravigliosa, di cui non mi stanco di tessere le lodi. Credo che questo sia il romanzo in cui vengono sanate alcune delle divergenze fra i due coniugi. Certo, e ci scommetto una bella sommetta se serve, le scintille continueranno fra questi due personaggi, ma credo che un passo avanti sia stato compiuto da entrambi. Non possiamo che esserne felici.
La conclusione arriva dopo tanto penare ed è amara, un boccone quasi impossibile da digerire. L’accogliamo con la segreta speranza che Antonio Mariani riesca a fare pulizia intorno a sé. La resa dei conti con il questore Serra è ancora rinviata. Ma noi siamo fiduciosi. Quando, fra mille anni, Maria Masella si sarà stancata di scrivere le avventure del commissario Mariani, ci servirà Serra su un piatto d’argento. Cucinato allo spiedo e con tante patate fritte.

“Mariani e le mezze verità”:
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Maria Masella nel Blog:
http://babettebrown.it/?s=Maria+Masella

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Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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