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Recensione: Lucchetti babbani e medaglioni magici

Cosa c’entra Albus Silente con un insetto fastidioso?
Come parla davvero Hagrid nell’originale?
Quanto si perde delle espressioni idiomatiche inglesi nella versione italiana dei libri di J. K. Rowling?

A cinque anni dall’uscita della prima edizione di questo saggio, Ilaria Katerinov torna a riflettere sulla difficile arte della traduzione, passando in rassegna tutti i romanzi della saga di Harry Potter, i film e le revisioni che Salani sta attuando (*): curiosità e paradossi, errori e imprecisioni, ma anche soluzioni azzeccate e invenzioni geniali.

(*) Attualmente, il lavoro di revisione è stato completato. La sinossi si riferisce al saggio (seconda edizione) uscito nel 2012.

Titolo: Lucchetti babbani e medaglioni magici – Harry Potter in italiano: le sfide di una traduzione.
Aurice: Ilaria Keterinov.
Genere: Saggio.
Pagine: 255.
Editore: Camelozampa.
Prezzo: euro 12,90 (copertina flessibile) – euro 10,97 su Amazon.

Un as-saggio degli argomenti toccati dall’autrice?
Tradurre i nomi propri.
Giocare con le parole – anagrammi, frasi idiomatiche, doppi sensi.
Errori e incongruenze.
Accenti e dialetti.
L’edizione americana e le illustrazioni.
Tradurre poco, tradurre troppo, ritradurre.

Vi è venuta l’acquolina in bocca, vero? A me è capitato.
Ho trovato quasi per caso il libro, in una di quelle scorribande su Amazon che mi lasciano con l’e-reader pieno e il borsellino vuoto. Soldi ben spesi, in questo caso, e soddisfazione garantita.

“Un traduttore deve saper fare molti mestieri. Dev’essere linguista e critico letterario, per apprezzare pienamente la ricchezza del testo così da poterla rendere in un’altra lingua; dev’essere scrittore, per dar vita a una prosa non meno piacevole dell’originale; dev’essere redattore, per individuare i punti in cui il testo ‘scorre male’ se tradotto letteralmente, e in cui quindi chi traduce può e deve prendersi qualche libertà interpretativa. Dunque, per rendere giustizia al lavoro di un traduttore bisogna valutarlo in base a una molteplicità di fattori e variabili”.

Ilaria Katerinov ha svelato e spiegato così bene i “misteri” potteriani della traduzione italiana (e non solo: vedi il capitolo 5 – L’edizione americana e le illustrazioni), che la prima edizione del saggio (2007) è stata adottata come libro di testo da studenti di Lingue e Letterature straniere e di Mediazione linguistica.

La prima edizione, “quasi un istant book” la definisce l’Editore, è arrivata dopo la pubblicazione in inglese di “Harry Potter and the Deathly Hallows – Harry Potter e i doni della morte”, proprio quando divampavano le polemiche alimentate (soprattutto in internet) da una parte dei lettori e dei fan a proposito del ritardo che si riteneva eccessivo dell’edizione italiana e degli errori di traduzione riscontrati nel primi sei volumi della Saga potteriana.

Un successo, anche di vendite, non casuale: Ilaria Katerinov è stata l’unica autrice italiana ad aver condotto e poi pubblicato un lungo studio comparato sulla traduzione di Harry Potter verso l’italiano e altre lingue.

Nel 2012, è uscita la seconda edizione, a seguito del lavoro di traduzione e ri-traduzione dei primi tre volumi della Saga, portato a termine dal Comitato di potteriani esperti creato da Salani e capitanato da Stefano Bartezzaghi.

Sette pagine di bibliografia (di che leccarsi i baffi!) completano questa nuova edizione.

Il saggio di Ilaria Katerinov è una lettura obbligata per i fan di Harry Potter e per gli appassionati di traduzioni, anche se rimane un testo accessibile a tutti, anche ai non esperti di lingua inglese. È anche una viscerale prova d’amore nei confronti di una Saga che ha venduto centinaia di milioni di copie in tutto il mondo.

Unica pecca, la vis polemica contro gli errori di traduzione. Un po’ impietosa e noncurante della fretta indiavolata che fu imposta ai traduttori della Casa editrice Salani. Errori, peraltro, risolti nell’edizione Bartezzaghi.

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Ilaria Katerinov nasce a Perugia nel 1979. Dopo una laurea in filosofia medievale e un master in editoria, traduce romanzi e saggi dall’inglese. Redattrice e consulente freelance, collabora con vari editori italiani. Scrive di libri e film fantasy su BadTaste.it.
Per Camelozampa ha partecipato all’antologia “Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J. K. Rowling“.
Vive a Milano.

41lr9itd51l-_bo1204203200_Cosa accade se si riunisce in un solo volume un gruppo di esperti potteriani? Si ottengono dieci mini-saggi, agili ma approfonditi, dai colori e sapori diversi, disposti secondo una formula, quella antologica, ancora inedita per il panorama potteriano italiano. Questi mini-saggi gettano luce su aspetti ancora insondati del mondo di Harry Potter, permettendo al lettore di prolungare ancora un po’ il piacere di essere immerso nel fantastico universo creato da J. K. Rowling. Gli autori hanno scelto di devolvere interamente le loro royalties alla Fondazione Theodora che offre supporto ai bambini ospedalizzati.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

2 Commenti

  1. 12 gennaio 2017 at 9:57 — Rispondi

    Grazie per il suggerimento leggerò di sicuro il saggio

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