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Recensione: Lettere rubate, di Macrina Mirti

Giuliano le ha scritto ogni giorno, ma Griselda non ha mai ricevuto le sue tenere lettere d’amore. Adesso, lui la odia. Lei, invece, lo ama disperatamente. Tutta colpa di quelle lettere rubate. Da chi? Perché? Esiste una soluzione? Forse sì, anche se scovarla non sarà facile. Peroscia, dicembre 1376. Dopo la fuga dell’odiato legato papale, Uguccione dei conti di Braccio, alla guida del Consiglio della città, tenta di stringere un accordo con Matteo Olivi, il capo della fazione avversa esiliata anni prima. Tale patto dovrà essere suggellato dal matrimonio tra sua figlia, la dolce Griselda, e il maggiore degli Olivi, Giuliano. I due ragazzi da fanciulli si sono amati, ma ora Giuliano rifiuta il matrimonio. Teme che Griselda si possa prendere gioco di lui e del suo amore. Infatti, la giovane donna non ha mai risposto alle lunghe lettere che lui le ha scritto durante l’esilio. Griselda si dispera e cerca un chiarimento. Il giovane Olivi comprende che grave errore sia stato rinunciare alla donna amata, ma è tardi per tornare indietro. Matteo lo ha spedito alla corte Angioina a curare gli interessi di famiglia. Nel suo esilio napoletano, Giuliano decide di scrivere una lettera al padre, nella quale gli esprime l’intenzione di sposare Griselda. Matteo Olivi, però, è assassinato e il secondogenito, Giacomo, fa arrestare i familiari di Griselda con l’accusa di aver progettato il delitto. Servendosi della lettera scritta da Napoli, accusa il fratello di parricidio e, inoltre, tenta di violentare la contessina ricattandola. La fanciulla si ribella e lo costringe alla fuga. Giacomo medita vendetta, ma non sa che suo fratello si è salvato dagli agguati che lui gli ha teso ed è giunto alle porte di Peroscia, pronto a conquistarla. Il conte di Braccio e il suo primogenito saranno liberati e Giuliano e Griselda potranno coronare il loro sogno d’amore.

Titolo: Lettere rubate.
Autrice: Macrina Mirti.
Genere: Romance storico.
Editore: Delos Digital, Collana Odissea Romantica.
Prezzo: euro 2,99 (e-Book), 239 pagine.

Romance dalla solida impalcatura, fornita da una ricerca storica attenta e puntuale, “Lettere rubate” unisce un’ambientazione di tutto rispetto alla classica storia d’amore: lui ama lei, ci sono malvagi che li tengono lontani, il lieto fine è garantito. La suspense ci tiene incollati dalla prima all’ultima pagina.

Ottimi i protagonisti: il prode Giuliano e la tenera Griselda. Tenera, poi… quando si tratta di tirare fuori gli artigli, la gattina riesce a tenere a bada anche quel fellone di Giacomo Olivi, che deve desistere dal tentativo di farle violenza.

La vicenda, assai intricata, nasce da un pacchetto di lettere: quelle che Giuliano ha spedito dall’esilio al suo tenero amore, ma che Griselda non ha mai ricevuto. Qualcuno le ha rubate? Oppure, la giovane non ha risposto perché il sentimento è svanito? Seguono complotti, assassini, fughe rocambolesche: di che soddisfare l’animo più romantico e avventuroso. L’amore si muta in odio e Griselda deve lottare con tutte le sue forze per far sì che Giuliano le creda, quando asserisce di amarlo sempre.

Insomma, una bella storia, che ho letto con un piacere raddoppiato dal ritrovare in un romance un’ambientazione storica fatta di particolari godibilissimi che mi hanno spalancato davanti agli occhi un mondo ormai lontano, ma molto amato.

Macrina Mirti, pseudonimo di Maria Cristina Grella, è laureata in Lettere e insegna Italiano e Storia in una scuola superiore di Perugia, la città dove vive. Dal 2013 è socia EWWA. Ha pubblicato racconti su diverse riviste femminili (“Vera” e “Confessioni donna”) e ha partecipato a molte delle iniziative della Delos, per la quale ha già pubblicato “Il dolce sapore della vendetta, Finiamola qui”, e “Una donna responsabile” nella collana “Senza sfumature;” i racconti storici “Il canto del cuore” e “Le ragioni del cuore” e il romanzo breve, contemporaneo, “Un fiuto infallibile per i bastardi”, nella collana “Passioni Romantiche”. Ha pubblicato, inoltre, “Straniera” nella collana “Delos Crime”, usando questa volta il suo vero nome e, sempre come Maria Cristina Grella, il romanzo “Tutti temono coloro che sono tornati” per la collana Odissea Digital. È stata finalista all’edizione 2014 di Io scrittore con il romanzo storico “I suicidi vanno all’inferno”, che ha pubblicato come autrice indipendente.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

2 Commenti

  1. Macrina
    1 luglio 2017 at 8:41 — Rispondi

    Grazie Babette. Mi ha fatto tanto piacere, Davvero. Lo sai che tengo tantissimo al tuo giudizio.

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