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Recensione: Le colpe dei padri, di Costantini & Falcone

Titolo: Le colpe dei padri.
Autrici: Laura Costantini e Loredana Falcone.
Genere: Narrativa italiana. Romanzo contemporaneo.
Editore: Historica.
Prezzo: euro 17,00 (cartaceo). Per eventuali ordini scrivere a [email protected] (le spese di spedizione sono gratuite).

Babe e Jamie Lee. Due sorelle divise da anni di incomprensioni tornano nella casa natia in occasione della morte del patriarca. Un uomo arrogante e spietato, Russell Shelton, che ha segnato le vite delle proprie figlie, ma anche quella della piccola corte che gli si è riunita intorno: Barbra, la seconda moglie mai amata, Elliot, il giovane e viziato terzogenito, Marion, l’amante che gli ha sacrificato la serenità dei propri figli. E poi Ramsey e Zed, gli amori lasciati adolescenti e ritrovati uomini, ancora in attesa di una spiegazione per la fuga delle sorelle Shelton e per la fine di tutti i reciproci sogni. Tra praterie sconfinate e segreti inconfessabili, una storia che racconta come per superare i torti subiti si debba essere in grado soprattutto di perdonare se stessi.

Ho potuto leggere “Le colpe dei padri” grazie a un giveaway che ho avuto il piacere di vincere, e devo dire che si è rivelato essere proprio un gran colpo di fortuna, perché il romanzo al momento non è disponibile sugli store online o sul sito della casa editrice (stanno lavorando a una nuova edizione) e diversamente non sarei mai entrata in contatto con questo piccolo gioiello. Ho parlato con le autrici prima di scrivere questa recensione, perché non mi sembrava corretto parlare ai lettori di un libro che non è possibile acquistare, ma loro mi hanno rassicurata: per eventuali ordini basta rivolgersi direttamente a loro, che ve lo invieranno senza spese di spedizione.

Ciò che mi ha colpita maggiormente di questo romanzo è l’ambientazione: è un western (in quanto a tematiche e stile di vita), ma allo stesso tempo è un romanzo moderno. Ambientato sì in Wyoming – con tanto di tori da competizione, mucche gravide, pascoli sconfinati, terre da curare e torte di mele – ma siamo ai nostri giorni, e quindi possiamo vedere i protagonisti parlare al cellulare, navigare in internet, temere un avvelenamento da uranio nel terreno e così via. L’ambientazione svolge un ruolo chiave, anche se non sempre palese al lettore, questo perché in ogni frase del romanzo sono contenuti un riferimento o una parola che ci fanno immaginare perfettamente gli odori, i suoni, la calura di mezzogiorno, il fresco dei temporali e così via. Una cura nei dettagli maniacale, tanto che viene da pensare che le autrici ci siano state davvero, in un allevamento del Wyoming.

I personaggi, poi, sono dei piccoli capolavori: tridimensionali, con pregi e difetti evidenti. Nessuno di loro è perfetto, anzi, si potrebbe dire che ognuno di loro è imperfetto. Gli errori del passato si accumulano a quelli del presente, si sommano gli uni agli altri. Sono pochi quelli che riescono a farsi perdonare e che riescono a loro volta a perdonare se stessi. Quelli costruiti da Laura Costantini e Loredana Falcone sono personaggi talmente umani che sembra quasi di conoscerli davvero, in carne e ossa. Alcuni di loro li ho amati alla follia (come Jemie Lee, ma anche Elliot), altri li ho odiati con ogni fibra del mio essere (Russell, ma anche la stessa Babe).

Se si analizza la storia di ognuno di loro, si possono trovare azioni positive e azioni negative. Un uomo che è stato un mostro con le proprie figlie e con la seconda moglie, è stato anche dolce e premuroso con il terzogenito maschio e con la propria amante. Una donna che è stata una sorella arida e insofferente (e lo è ancora, per certi versi) è anche stata (e lo è ancora) un’amante appassionata e coinvolta. E così via.

Per quanto riguarda l’aspetto formale, il testo non è curato come un altro libro di queste autrici che ho avuto il piacere di leggere (Il destino attende a Canyon Apache): molti sono i refusi (terza persona del verbo dare scritta erroneamente “da”, qualche “un” seguito da parola femminile a cui non è stato messo l’apostrofo – “un auto”, “un enorme fetta di torta” – qualche virgola fra soggetto e verbo). Piccoli dettagli che nell’insieme, però, non hanno inficiato più di tanto la lettura di un testo che si fa divorare. Se non fosse stato per le tematiche trattate, che sono pesanti da un certo punto di vista, lo avrei terminato anche in un paio di giorni. Ma gli snodi di trama e molte scoperte hanno un certo peso morale che non si può digerire facilmente e hanno bisogno di tempo per essere assimilate, quindi per la lettura ho preferito prendermi più tempo nonostante lo stile scorrevole delle autrici.

Ecco, quello di Laura Costantini e Loredana Falcone non è un romanzo “facile”, ma è sicuramente un romanzo che vale la pena di leggere. Arrivare fino in fondo ci aiuterà ad affrontare i nostri stessi pregiudizi insieme ai personaggi del libro. Perché se c’è una cosa su cui non mi ero mai soffermata a pensare è l’effetto della violenza (fisica o psicologica che sia) non sulla vittima ma sulle vite di chi ruota attorno alla vittima. E questo libro mi ci ha fatto pensare, quindi merita tutta la mia stima.

Voto: quattro stelline.

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La Pagina di Lia (Luna) Winchester, grafica d’eccezione

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