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Recensione: La testa nella sabbia, di Damien Boyd

La scoperta di una testa mozzata nel bunker di un campo da golf sconvolge la tranquilla cittadina inglese di Burnham-on-Sea. Chi ha potuto compiere un gesto tanto efferato? E che fine ha fatto il resto del corpo della donna così crudelmente mutilata? Quando poi viene rinvenuto un secondo cadavere, oltraggiato con lo stesso procedimento macabro, e i due casi sembrano ricollegarsi a un omicidio rimasto impunito negli anni Settanta, l’ispettore Nick Dixon e la sua squadra si troveranno coinvolti in una corsa attraverso e contro il tempo per impedire altre terribili decapitazioni.


Titolo: La testa nella sabbia. Serie “Le indagini dell’ispettore Nick Dixon”, Volume II.
Autore: Damien Boyd.
Genere: Giallo.
Editore: Amazon Publishing.
Prezzo: euro 4,99 (eBook); euro 9,99 (cartaceo).

Un buon giallo, dai solidi risvolti investigativi, che ci trasporta nel Sudovest dell’Inghilterra, lontano dalla cosmopolita Londra, in un ambiente che pochi di noi conoscono. Ci troviamo a  Burnham-on-sea, nella contea del Somerset. Come si evince con chiarezza dal nome, la cittadina si trova distesa sull’oceano, che invade per chilometri le spiagge durante l’onda  di alta marea, per poi abbandonarle all’improvviso quando il mare si ritira. Ẻ in questo posto sereno, ma anche un po’ selvaggio, che vive l’ispettore Nick Dixon, insieme al suo cane Monty e all’agente investigativo Jane Winter, sua compagna nella vita e nel lavoro.

Tutto scorre tranquillo, ma la sonnolenta esistenza della provincia è all’improvviso scossa da un omicidio feroce e cruento: la testa di una donna anziana viene rinvenuta in una delle buche del campo da golf prossimo al mare. Gli investigatori brancolano nel buio, finché una mail non collega l’omicidio a un delitto simile avvenuto oltre trent’anni prima. Per scoprire chi è l’assassino, dunque, Nick Dixon e Jane dovranno tornare a un’epoca ormai lontana e rovistare in un passato doloroso che tutti credono sepolto.

Un giallo classico, molto solido dal punto di vista narrativo, che poco lascia al sentimento e alle emozioni, anche se il motore dei tanti, terribili crimini, che hanno funestato la costa occidentale dell’Inghilterra, è proprio da ricercarsi nell’angoscia e nel tormento derivanti da una morte ingiusta e ingiustificabile.

Non vi dirò altro, per non fare spoiler.

Da amante del genere, il romanzo mi è piaciuto e conto di leggere gli altri della serie, anche se preferisco una scrittura un po’ più “emotiva”. Per me, poi, questo libro ha costituito una sorta di ritorno al passato, perché Damien Boyd è stato in grado di riportarmi in una regione dove ho vissuto un paio di anni da giovanissima, e che ho amato molto. Questa sì che è stata un’emozione, forte come le onde dell’alta marea che colpiscono all’improvviso la spiaggia e la divorano.

Quattro stelline e mezzo. Si può?

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Macrina Mirti

Macrina Mirti

La passione per i romanzi Horror le deriva dalla professione che svolge: è insegnante in una scuola secondaria di secondo grado.
Nei (rari) momenti liberi, scrive come se non ci fosse un domani.

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