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Recensione: John e Jackie, di T. J. Klune

John e Jackie si incontrano da bambini. Ora, settantuno anni dopo, Jack si prepara a dare a suo marito l’ultima immensa prova d’amore. Aspettando il tramonto, durante un intero pomeriggio, John e Jackie faranno rivivere cinque momenti chiave della loro vita insieme. Dal primo bacio alla violenza di un padre alcolizzato. Dall’insidia delle tentazioni del mondo alle difficoltà della maturità. Esperienze che hanno determinato quel che sono diventati e definito la  profondità del sentimento che li unisce. Mentre il sole declina, se fin dal primo giorno John non ha voluto altri che Jackie, nel loro ultimo Jackie dovrà farsi forza, vincendo ogni egoismo e remora, per concedere a John la morte decorosa che desidera.

Titolo: John e Jackie.
Autore: T. J. Klune.
Genere: Romance M/M.
Editore: Amarganta.
Prezzo: euro 2,99 (eBook); euro 9,05 (cartaceo).

Questa è una recensione particolare perché non è il semplice resoconto su un libro, lo è anzi in minima parte, ma più che altro è una riflessione. Su cosa? vi chiederete, ansiosi di scoprire la mia opinione su questa storia (ve lo dico subito: mi è piaciuta tantissimo, se potessi darle sei stelle lo farei)? Tenetevi stretti: vorrei cogliere l’occasione per parlarvi di un argomento su cui, non so perché, vedo discutere molto poco: la scrittura significativa.

Lo ammetto, è un’espressione che ho coniato per questa recensione, ma non saprei in quale altro modo spiegare il concetto: questo libro è significativo, non solo per la storia e il tema che affronta, cioè l’amore profondo e incondizionato di due uomini che hanno speso la vita l’uno per l’altro, è il perno centrale, ma soprattutto per il modo con cui è scritto.

Tutto in questo libro, ogni singola parola, i titoli all’inizio dei capitoli, ogni dialogo e il modo magistrale con cui la parte “narrata” dai due protagonisti, in particolare da Jackie, ci introduce e ci fa immergere nel loro passato, ha un significato. Perfino i mobili, mi ricordo di un orrendo divano comprato da John contro il parere di Jackie, hanno una funzione precisa, ci dicono qualcosa dei personaggi e dei loro rapporti. Sono funzionali alla storia.

Questo romanzo è breve, ma nessuna parola qui viene sprecata o usata a caso. Ogni frase è essenziale per comprendere la vicenda. Non ho trovato alcun dettaglio fuori posto o incoerente, tutto si fonde alla perfezione con i personaggi, la loro indole e i loro sentimenti. Il passaggio dal presente al passato è naturale, per nulla forzato, grazie ai dialoghi che fanno da aggancio e ci fanno scivolare naturalmente da una scena all’altra. Per questo motivo noi sappiamo sempre dove ci troviamo, se con Jackie che amorevole tiene la mano del marito, ormai al termine della sua vita, aspettando con lui il tramonto; o se stiamo rivivendo uno dei tanti episodi che hanno costellato la loro esistenza.

Credo che questo sia uno dei libri più sconvolgenti che abbia mai letto, ed è proprio per questo, per non rovinare la sorpresa, lo stupore che questo libro tutto da scoprire vi provocherà, che non ne parlo oltre. Vi dico solo: leggetelo, assolutamente. Non ve ne pentirete.

Voto: 5 stelle (e più).

Valentina Bazzani, diplomata in psico-socio pedagogia, dopo la diagnosi di bipolarismo, si occupa a tempo pieno di scrittura. Ha pubblicato Sei il mio respiro (Eremon edizioni), Come una fenice (David and Matthaus edizioni), Il lato oscuro dell’amore (Eve edizioni), L’amore non si nega a nessuno (Butterfly Edizioni), Per tutto il tempo che ci resta (Rupe Mutevole), Guardati con i miei occhi (Arduino Sacco), Quel viaggio insieme (Rizzoli). Scrive per il magazine online “Babette Brown (legge per voi)”, per il quale cura la rubrica Lezioni in pillole per aspiranti scrittori.

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Valentina G. Bazzani

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