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Recensione: “Inganno”, di Sagara Lux

Titolo: Inganno.
Autrice: Sagara Lux.
Genere: Dark Romance.
Editore: self.
Prezzo: euro 2,99 (e-Book); euro 8,83 (copertina flessibile).

Recensione di Fernanda Romani: cinque stelline * * * * * 

OoO

Tutto ha un prezzo.
Iryna non ha altra alternativa che crederlo quando si ritrova con una pistola puntata alla tempia e l’uomo che ha tradito davanti agli occhi. È per questo che si presta a un gioco terribile, perché sa di avere un unico modo per salvarsi: non pensare a quello che le verrà chiesto in cambio.

Ogni gioco ha le sue regole.
Genz non ha dubbi: qualsiasi cosa accadrà tra di loro, Iryna morirà.
Lei, però, non è la donna che crede. Il suo nome e le sue labbra nascondono il più dolce dei desideri e il più crudele degli inganni. È così che riesce a insinuarsi nell’ultimo posto in cui sarebbe dovuta arrivare: dentro di lui.
Nella mente, nel sangue.

Lei possiede la sua anima, lui possiede la sua vita.
Salvare se stessi significa distruggere l’altro. In un mondo senza giustizia e senza perdono scegliere cosa fare appare fin troppo semplice, ma quando si gioca con la morte non esistono certezze e non esiste regola che non possa essere infranta.

* ATTENZIONE * Il romanzo contiene scene di sesso esplicite e tratta contenuti delicati. Se ne consiglia la lettura a un pubblico adulto e consapevole.

Non amo il genere erotico, non amo il  romance contemporaneo, detesto le storie di donne che si sottomettono a un uomo e, soprattutto, trovo insopportabile la sola idea che esista il genere dark, al quale mi rifiuto di attribuire la definizione di “romance”.

Ciò che mi ha spinto a interessarmi di questo romanzo è stato cogliere alcuni commenti riguardo al fatto che le storie di Sagara Lux fossero “diverse” dal solito dark. Questo mi ha incuriosito, così ho deciso di indagare meglio.

Ho letto commenti e recensioni, mi sono accertata che i protagonisti non fossero la tipica coppia dark donna-rapita-seviziata-abusata/maniaco-criminale-sadico, ho verificato che non trattasse di BDSM, pratica che nel migliore dei casi mi fa arrabbiare di brutto e nel peggiore mi fa ribrezzo.

Alla fine di tutte le mie indagini mi sono detta: va bene, lo compro. E, soprattutto, lo leggo.

L’ho iniziato con la circospezione di chi si inoltra in un antro buio e si aspetta da un momento all’altro di trovare qualcosa di terribile. Avevo il colpo in canna e la pistola puntata sull’autrice, pronta a premere il grilletto appena mi fossi trovata di fronte a contenuti per me inaccettabili. Ero attenta a ogni parola e, soprattutto, a ogni situazione, decisa a  “conoscere”, non a “sopportare”.

Non me ne sono pentita nemmeno per un secondo. Sagara Lux non solo è un’ottima scrittrice, è un’autrice di livello superiore. Ha scelto, con intelligenza, di non farsi prendere dai facili stereotipi di un genere nuovo, ma già schematizzato, e ha intrapreso una strada propria.

Irina e Gentz sono due professionisti, ognuno nel suo campo: lui è un criminale, lei un’abile prostituta. Il loro incontro non è una storia di abusi e sevizie e di donne imbecilli che si innamorano di chi le stupra, è uno scontro feroce, di astuzia  e intelligenza. Un duello all’ultimo sangue, dove il vincitore perderà comunque.

Se Irina non fosse nelle mani di Gentz lo si potrebbe definire un confronto ad armi pari. Lui l’ha scoperta e vuole punirla per averlo spiato, ma lei è una seduttrice di professione e, pur essendo disperata, è in grado di tenergli testa e lo farà. Ognuno dei due mette in campo le proprie armi, con ferocia e determinazione, e le usa senza pietà.

Non ci sono scene di abusi tra Irina e Gentz, ma un raffinato e complesso scavo psicologico per farci conoscere ogni più recondita sfumatura delle loro emozioni. Due persone ferite dalla vita e tradite dagli affetti più cari, due anime angosciate a cui non è rimasto altro che sognare i momenti felici dell’infanzia, oppure cercare inauditi momenti di serenità.

La parola “pace” viene pronunciata diverse volte, simbolo di un’utopia visionaria talmente irraggiungibile da essere la trappola in cui cadono entrambi, ognuno avviluppato nelle proprie trame e in quelle altrui, ognuno vittima e carnefice dell’altro. Due persone senza speranza in un mondo che li ha usati e forgiati, strappando pezzi di vita e frantumando sogni, facendo di loro due individui scarnificati dal dolore e dalle catene che qualcun’altro ha gettato loro addosso.

Questo libro ha suscitato non solo il mio rispetto verso Sagara Lux come autrice, ma anche la mia gratitudine. Le sono riconoscente per non avermi insultata, come donna, mettendo al centro del suo romanzo una protagonista idiota e senza dignità, disposta a innamorarsi di chi l’ha fatta oggetto di violenze e abusi di ogni tipo. In un mondo come quello della narrativa odierna, dove le donne sembrano aver deciso che nessuno meglio di loro può umiliare la dignità femminile, questa autrice, con un linguaggio attento e ben calibrato, ha dato spessore e potenza proprio a quella dignità.

In questo libro la definizione di “romance” non è ridotta a un osceno pretesto per mostrare ogni tipo di bassezza umana perpetrata nei confronti di una donna, è una pulsione profonda e irrinunciabile, una speranza dotata di artigli con i quali aggrapparsi a una parola, una sfumatura, un silenzio. L’amore può avere unghie adunche; si afferra alla carne e la strazia fino all’osso pur di non rassegnarsi a morire.

Irina e Genz si sono strappati a vicenda brandelli di cuore e anima, ma dovremo arrivare a leggere un altro episodio prima di sapere se il sangue e l’immondizia che li vogliono soffocare avranno la meglio, contro le loro corazze piene di squarci, ma ancora solide.

Io aspetterò.

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