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Recensione: Il titolista di Bassano, di Karen Waves

Titolo: Il titolista di Bassano (La studentessa e il potatore Vol.2).
Autrice: Karen Waves.
Genere: Romance contemporaneo.
Editore: Self Publishing.
Prezzo: euro 2,99 (eBook).

Valentina Bisello è una studentessa modello: si è da poco laureata in Business Management con una tesi sulle “Strategie di marketing sciistico in luogo di mare” e ora frequenta un master all’Università di Padova. Sono passati nove mesi e ancora non riesce a dimenticare il suo anno in Corea: sente ogni giorno la sua pazza ex-coinquilina Kim Yae-rim, ma le manca quel certo potatore che ha lasciato a Busan, insieme ai sensi di colpa.  Kwon Won-ho non fa più parte della sua vita, ormai, e deve farsene una ragione. Non era destino e non avrebbero dovuto stare insieme fin dall’inizio. Eppure continua a pensarci, anche se ha cancellato tutte le foto e si ripete che non è niente, che sta bene da sola, che non le serve un uomo per sentirsi completa.  Ma il suo stupidissimo e bellissimo potatore è partito per l’Italia e Valentina lo ritrova nel luogo più inaspettato: Bassano del Grappa, la città dove lei ha vissuto con la famiglia prima di trasferirsi. Appena si vedono, la passione esplode e resistere a ciò che lui le fa provare è molto difficile, soprattutto se le ricorda quello che sentiva nella sua camera in Corea, sulla spiaggia di Gwangalli, nell’atmosfera ovattata della biblioteca, quando si scambiavano baci e carezze (ma ben poche promesse).  Ora che Won-ho l’ha ritrovata non la vuole più lasciare, mentre Valentina è divisa tra il desiderio di tenerlo, la paura per il futuro e la disapprovazione della signora madre. Riuscirà la nostra eroina a coronare il suo desiderio d’amore o anche in Italia la sua è una storia dal finale già scritto?

Ambientato tra Padova e la provincia vicentina, Il titolista di Bassano, seconda prova di Karen Waves,  della serie “La studentessa e il potatore”  porta le avventure di Valentina e Won-ho in Italia, dopo il primo episodio ambientato in Sud Corea sulle suggestive esotiche spiagge di Busan. Avevamo lasciato Valentina e Won-ho costretti a separarsi bruscamente a causa del rientro in Italia anticipato di lei e dall’interruzione improvvisa, senza chiarimenti né promesse della loro relazione; apparentemente infatti, la loro storia doveva essere solo un’avventura temporanea e senza significati ulteriori. Ritroviamo Valentina nove mesi dopo, immersa nel lavoro, intenta a usare ogni sforzo per dimenticare – senza troppo successo – il potatore che ha catturato il suo “non-cuore”. Si è ormai laureata in Business Management e sta seguendo il Master, convive con Adelaide, amica e studentessa di filosofia e unico diversivo nella sua vita metodica e monocorde sono le conversazioni fiume via Skype con Yae-rim, ex coinquilina coreana che da sempre tenta di convertirla a look più eleganti e  posture meno contadineggianti, senza successo.

Valentina infatti non è la classica eroina romance stereotipata: è scorbutica, trasandata, diciamo pure che spesso è proprio antipatica al punto da farti muovere sulla poltrona con sommo disagio, spinge il lettore a esser tentato di prendere il Kindle e lanciarlo lontano. Valentina, in un termine gergale bolognese che bene però rende l’idea, è una persona “sgodevole”. Di quelle che non ti suscitano simpatia al primo istante e nemmeno dopo un po’. Attorno alla protagonista gravitano personaggi soltanto all’apparenza a corollario, che invece riescono a bucare lo schermo dell’e-reader e brillare di vita propria: stupenda è Yae-rim, l’amica-ex-coinquilina coreana dal linguaggio tranchant e acido, adorabile Adelaide, sognatrice e distratta; efficacissima tridimensionale la “Signora madre” dal pessimismo cosmico che quasi si può toccare.

«Barbara, queste tue chiamate mi giungono inaspettate.»
«Posso investire dieci euro di credito per una decisione importante.»
«Se mettere al rogo le tue orride All Star? Senz’altro. Non titubare e fallo.»
«Se andare a vivere con Won-ho.»
«Prima brucia le All Star.»
«Ho detto dieci euro, Yae-rim, non venti. Giungiamo al sodo.»
«Tutto ciò mi tedia.»
«Perché?»
«Perché le possibilità sono due e altrettanto ovvie. Possibilità numero uno: gli dici di no. Ti fai del male. Lui ti insegue. Tu fingi di non volerlo. Inevitabilmente vi rimettete insieme, ma nel frattempo tu sprechi il mio tempo lamentandotene.»
«Possibilità numero due?»
«Gli dici di sì. Vi unite in desolata povertà e agricola barbarità. Venite riassorbiti dal terreno donde venite e io perdo la mia punching ball preferita. In ogni caso, per me, una piccola tragedia. Ho già pronta la fascia a lutto.»
«Più o meno, Adelaide ha detto la stessa cosa.»
«Compatisco questa tua coinquilina italica, a cui hai inflitto la seconda fase del potatore.»
«Dovreste fare un gruppo di sostegno.»
«Lo considererò. Veste bene?»
«Nient’affatto.»
«Lo faremo via telefono.»

Un plauso ulteriore va dato alla location in cui si svolgono i fatti: non metropoli internazionali e luccicanti, non capoluoghi gravidi di azione e di brivido ma Padova e Bassano con carrellate descrittive della bassa veneta davvero apprezzabili. In questa ambientazione si muovono Won-ho, divenuto titolista di un quotidiano locale e la “non-innamorata” Valentina che nulla può contro l’attrazione a calamita che agisce su entrambi. Attraverso uno stile asciutto ma al contempo raffinato con puntate di lirismo ben dosato, dialoghi ironici e alle volte davvero graffianti, il seguito di questa storia d’amore sui generis si dipana e si sviluppa in maniera così irresistibile da risultare impossibile staccarsi dalla lettura.

«Che perfino io, che speravo di trovarti un fidanzato coreano decente e civilizzarti, mi sono dovuta rassegnare a quanto state bene insieme.»
«Grazie. Vuoi dirlo tu agli abitanti di Marsango?»
«Hanno problemi?»
«Sempre.»
«Vai in terra barbara, trovi i barbari.»
«Tra loro e mia madre non so se sopravvivremo.»
«Qual è il peggio che possono farvi? Potarsi gli alberi da soli?»

Karen Waves ha colpito ancora e ha centrato il bersaglio. Lo dico senza giri di parole, senza indorare la pillola o usare panegirici per dimostrare una cosa assai ovvia: Il titolista di Bassano è un gioiellino, forse addirittura migliore del primo volume. Storia diversa dalle solite, ben impostata, ben condotta fino al finale più definito rispetto al primo episodio ma ancora con qualcosa in sospeso che probabilmente porterà al terzo romanzo. Coppia adorabile nella loro unicità e scene di sesso molto ben descritte. In questo romanzo le scene hot sono davvero tantissime ma, strano a dirsi, non disturbano e non stancano, probabilmente perché sono condotte in modo tale da essere sì realistiche ma senza descrizioni ipocrite e metafore cariche di imbarazzo e, al contempo, romantiche  e passionali.

Voto: cinque stelline piene.

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Il primo volume della serie potete trovarlo QUI.

Se volete leggerne la recensione

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