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Recensione: Il leone di Roma, di Adele Vieri Castellano

Roma, 50 d.C. Massimo Valerio Messalla è nobile di nascita, colto per educazione e guerriero per scelta, ma la sua libertà sta per finire: il padre gli impone di sposarsi, per garantire una discendenza alla stirpe dei Valeri.

Ottavia Lenate è una giovane inquieta e curiosa, appassionata di scienza e astronomia, che desidera la conoscenza, non un marito, specie non uno ruvido e affascinante come Messalla, l’uomo a cui scopre di essere destinata.

Massimo e Ottavia si trovano così forzati in un’unione decisa da altri, finché il Fato non li porterà ad Alessandria d’Egitto. In quella terra arida, sterile come l’anima di Messalla e ricca di tesori nascosti come lo spirito di Ottavia, una terribile minaccia in arrivo dal passato metterà a rischio tutto ciò che Massimo, il leone di Roma, ama e vuole proteggere…


Titolo: Il leone di Roma (Serie “Roma Caput Mundi”, volume quinto).
Autrice: Adele Vieri Castellano.
Genere: Romance storico.
Editore: Amazon Publishing.
Prezzo: euro 3,99 (eBook); euro 9,99 (copertina flessibile).

Da amante del romance storico, ogni volta che riesco a “mettere le mani” su un libro di Adele Vieri Castellano, so di andare sul sicuro: nessuna di quelle ehm… sorprese che spesso ci fanno sbarrare gli occhi, mentre siamo intente alla lettura di qualche vicenda amorosa ambientata in un periodo storico che conosciamo bene.

Ed è proprio il contesto (storico, culturale e ambientale) che ho apprezzato maggiormente in questo quinto volume della Serie “Roma Caput Mundi”. Siamo nell’anno 50 d. C. e a Roma le antiche consuetudini si sono unite alle novità portate dalla dinastia giulio-claudia, ormai consolidata dal decimo anno del governo di Tiberio Claudio Cesare Germanico (Claudio), quarto imperatore e membro della gens Claudia, primo tra i Principi a non essere adottato nella gens Iulia, poiché il suo predecessore, Caligola, aveva estinto la linea adottiva.

Roma è la capitale di un Impero che si estende dalla Spagna all’Europa orientale, dalla Britannia all’Egitto: una città enorme, abitata da genti venute da ogni regione, ma saldamente in mano a Claudio e rappresentata dalla classe aristocratica cui i due protagonisti, Messalla e Ottavia appartengono.

Una parte della vicenda si svolge a Roma, di cui conosciamo strade e templi, domus eleganti e vicoli della Suburra. Ma poi i nostri personaggi si spostano al di là del Mediterraneo, nella terra d’Egitto, dove la vicenda si concluderà. L’Egitto che Adele Vieri Castellano ci presenta è una terra ricca di storia e cultura, con un’economia che ne fa una delle regioni più ricche e importanti dell’Impero. Necessaria, quindi, la presenza di una forte guarnigione militare, che imponga al paese quella pace che è foriera di ricchezza per Roma.

Per seguire il proprio dovere, Messalla abbandona la giovane sposa e si trasferisce in Egitto: del resto, da quel matrimonio impostogli dal padre si aspetta solo una robusta nidiata di futuri cittadini romani, che sappiano portare avanti le istanze della nobilissima famiglia di cui egli è unico erede.

La sposa è Ottavia. Il personaggio che ho amato di più. Questa giovane aristocratica sembra avere una strada ben delineata davanti a sé: passare dall’obbedienza al padre a quella al marito, di cui curerà la domus e crescerà i figli. L’intelligenza, l’amore per le scienze, in particolar modo la matematica e l’astronomia, sono “difetti” da tenere nascosti, perché non sono qualità desiderabili in una mulier romana. Ottavia sente che il suo animo non si accontenterà di quello che altri hanno deciso per lei, ma non sa come aprire il suo cuore a quel marito che le appare lontano, distaccato, quasi una statua di ghiaccio.

Messalla, e mi dispiace perché le aspettative erano altissime, mi appare il meno riuscito dei due protagonisti: troppo controllato, troppo lento nell’accorgersi di quel sentimento che nasce dal contatto con la giovane moglie che lo ha raggiunto in Egitto. Anche le scene di azione sono meno “ricche” del solito: in esse, Messalla avrebbe dato il meglio di sé, ne sono certa.

Fanno faville, invece, il principe Raganhar e Giulia: un barbaro e una nobile romana. Sembra che niente li possa unire, eppure, a ogni incontro assistiamo al crescere di un legame che nessuno dei due vuole (a parole), ma che ci sembra diventare sempre più stretto. E caldo…

Vedremo che cosa Adele Vieri Castellano saprà inventare per loro.

Splendidamente delineati i personaggi secondari, dai padri inflessibili nell’organizzare questo matrimonio di convenienza, al villain Tenecratis, che cova da anni la vendetta nei confronti di Messalla, all’avida Sitiah.

In definitiva, “Il leone di Roma” è un libro che consiglio ai veri appassionati del genere, che sapranno gustare tutte le perle che l’Autrice vi ha disseminato per creare un mondo antico e affascinante.

Adele Vieri Castellano dice di sé: “Il “nom de plume” l’ho “rubato” alla mia bisnonna Adele, ligure doc e cugina di un ufficiale che combatté a fianco di Garibaldi in Sud America e per l’Unità d’Italia. Lo spirito combattivo e la testardaggine probabilmente li ho ereditati da loro. Ho vissuto per cinque anni in Francia e ho viaggiato molto, ma gli unici punti saldi della mia vita sono sempre stati lettura e scrittura. Oggi vivo a Milano, dove lavoro come editor e faccio traduzioni per alcune case editrici. Collaboro con grande passione al blog “La mia Biblioteca Romantica” e nel 2011 ho vinto il concorso di LeggerEditore per la Fan Fiction sul libro di Ornella Albanese “L’anello di Ferro”. Da allora ho pubblicato romanzi storici, una raccolta di racconti, una serie di Romantic Suspence e alcune novelle contemporanee. La verità fino in fondo? Scrivo per farvi sognare…”

Adele Vieri Castellano ha pubblicato per Leggereditore il suo primo romanzo storico, Roma 40 d.C. – Destino d’amore, dopo aver vinto il concorso di racconti indetto dalla stessa casa editrice nel 2011. Un successo seguito da Roma 42 d.C. – Cuore Nemico (2012) e Roma 39 d.C. – Marco Quinto Rufo (2013). Sempre per Leggereditore, ha pubblicato anche Il gioco dell’inganno (2013) e Il Canto del Deserto. Per la casa editrice digitale EmmaBooks ha pubblicato Implacabile, il primo libro della serie Legio Patria Nostra, un manuale sul benessere NutriMenti per Spirito e Corpo e alcuni racconti. In Self Publishing ha pubblicato una raccolta di racconti storici, La Legge del Lupo e altre Storie, Roma 46 d.C. Vendetta e due novelle, La Tormenta (2015) e La Musica del Cuore (2016).

Il sito ufficiale dell’Autrice.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

1 Commento

  1. 10 ottobre 2017 at 23:17 — Rispondi

    Grazie Bebette, felicissima che Ottavia ti sia piaciuta! Un abbraccio e buone letture!

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