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Recensione: Il falsario di reliquie, di Carlo Animato

Berna, maggio 1507. In una fontana nei pressi del ghetto vengono ritrovati due cadaveri. Sono nudi e hanno dei garofani infilati tra le natiche. Il sindaco, contrariamente alla prassi, affida le indagini all’alfiere della Corporazione dei fornai, Mathis Sinner. L’improvvisato investigatore ben presto scopre che le vittime sono sacerdoti in fuga dal Sud della Francia, dove hanno trafugato le preziosissime reliquie di Maria Maddalena, ora sparite nel nulla. Intanto, tra gli stranieri che la festa della Pentecoste ha richiamato in città, spiccano due singolari personaggi: Rizzardo di Mospach, un trafficante di origine ebrea dalle mille identità, che vende oggetti sacri di dubbia provenienza, e un aristocratico sabaudo, Giovanni Dufour, allontanato dal duca di Savoia e in cerca di vendetta. Che ci siano proprio loro dietro il duplice omicidio? O sono invece coinvolti i due conventi cittadini, nella loro lotta quotidiana per accaparrarsi fedeli e offerte? Il paziente e determinato fornaio, per risolvere il caso, dovrà farsi strada in un intrico di ostilità e bugie, attento a non urtare i potenti, ma anche a non sacrificare i più deboli.
Ispirandosi a fatti realmente accaduti, Carlo Animato riproduce con ampie pennellate le atmosfere, i colori, i rumori, le voci di una città che, alla vigilia della Riforma, si trova a fronteggiare delitti, furti, corruzione, complotti, tradimenti, in una fitta trama, densa di colpi di scena.

Titolo: Il falsario di reliquie.
Autore: Carlo Animato.
Genere: Romanzo storico. Romanzo giallo.
Editore: TEA.
Prezzo: euro 6,99 (e-Book); euro 13,60 (cartaceo).

Il libro mi è arrivato, fresco di stampa, con una dedica di cui ringrazio l’autore. Devo dire che mi aspettavo un bel tomo pesante, visto che Carlo Animato è anche detto “signor Pignolini”: pesante per il contenuto, non solo per il cospicuo numero di pagine. E invece… la storia si mescola alla Storia in modo geniale, con un fondo di ironia che rende i fatti leggeri, anche quando ti aspetteresti una “tirata” alla Umberto Eco.

Che cosa accade? Presto detto: siamo a Berna, teatro inusuale per i romanzi storici, nei primi anni del 1500. Un omicidio efferato (quei fiori fra le natiche, però…) sconvolge la città. Le indagini vengono affidate (che strano!) all’alfiere della Corporazione dei Fornai e qui scatta subito l’anima investigativa: qualcuno non vuole che il caso sia risolto? Oppure, Mathis Sinner -l’investigatore, appunto- ha dei nemici che vogliono sbarazzarsene, affidandogli questo caso che appare insolubile?

Fatto sta che, più si va avanti, e più la faccenda si fa intricata: le diatribe tra Francescani e Domenicani sono lo sfondo di frodi, corruzione politica, omicidi. La vita quotidiana dei cittadini bernesi si intreccia indissolubilmente a questo caso intricato e ci offre uno spaccato interessante di antropologia storico-culturale. La passione tutta medievale per le reliquie permea di sé la storia, ma è solo uno dei fatti storici che Carlo Animato utilizza per creare un puzzle che intriga dalla prima all’ultima pagina.

Nato a Napoli nel 1957, Carlo Animato si è occupato di giornalismo, teatro, scienze ermetiche, agiografia e giochi di società, con una particolare vocazione per la ricerca storica attraverso documenti d’archivio. Da sempre interessato al campo della pseudoepigrafia, al suo quotidiano mestiere di correttore di bozze alterna l’attività di saggista e scrittore. Il suo ultimo romanzo pubblicato è stato Roma Kaputt Mundi (2012) e nel 2015, con Il falsario di reliquie, ha vinto il torneo letterario IoScrittore.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

1 Commento

  1. Lidia Calvano
    15 giugno 2017 at 6:22 — Rispondi

    Non posso che concordare, un bellissimo libro pervaso da un’ironia elegante.

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