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Recensione: Gerardo di Pietrascura, di Roberta Martinetti

Mai Gerardo avrebbe pensato che la ricca e viziata duchessa Damiri Scardovelli potesse mostrare interesse nei confronti di un semplice cavaliere, tanto meno che la bella dama posasse gli occhi proprio su di lui. Invece è proprio ciò che accade una notte in mezzo al bosco.
Da sempre innamorato di lei, il cavaliere di Pietrascura si lascia travolgere dal capriccio della nobildonna, che da lì a breve tornerà a cercarlo, supplicandolo di aiutarla. Ciò che la duchessa gli propone è assurdo e inconcepibile ma, dopo un’iniziale titubanza, Gerardo non riesce a negarle ciò che le occorre.
Travolti da sentimenti di cui non conoscevano neanche l’esistenza, Gerardo e Matilde intrecceranno una dolcissima e pericolosa storia clandestina che li costringerà a scegliere tra una vita vuota ma socialmente accettabile e un’esistenza da reietti.
Servi, amici e dame di compagnia li affiancheranno in un susseguirsi di vicende, tra colpi di scena e tradimenti.
Riuscirà l’amore a trionfare o la vendetta del crudele duca Scardovelli si abbatterà implacabile su di loro?

Titolo: Gerardo di Pietrascura.
Autrice: Roberta Martinetti.
Genere: Romance storico anacronistico.
Editore: Self-Publishing.
Prezzo: euro 0,99 (eBook, pagine 150).

Piccola storia molto carina: l’avventura del cavaliere di Pietrascura si legge in un battibaleno e si sorride davanti ad alcune sue deliziose ingenuità. Il libro è un romanzo breve, definito dall’autrice “storico anacronistico”, che narra dell’amore contrastato tra Gerardo di Pietrascura e la sua signora: la duchessa Scardovelli.

Gerardo è un uomo tutto d’un pezzo e incarna il vero modello del cavaliere senza macchia e senza paura, che dedica la sua vita alla difesa delle dame e dei deboli. Che poi sia talmente tonto da cadere preda di una dama che ha deciso di servirsi di lui come stallone da monta, questo nulla toglie alla sua nobiltà d’animo.

Per la duchessa Matilde Scardovelli, invece, non ho provato molta simpatia. Troppo calcolatrice, anche se nel corso della storia fa in tempo a cambiare. Ho capito che aveva bisogno di difendersi da un marito con tendenze femminicide, però mi sono chiesta se non avesse una famiglia in grado di proteggerla. Perché, anche se il duca era proprio un tipo molto cattivo, i matrimoni, al tempo, erano una questione di alleanze familiari. Allora, perché i parenti della duchessa non sono mai intervenuti a difendere la loro congiunta?

Comunque, i miei sono dubbi razionali, che nulla tolgono alla piacevolezza della storia. Per mia natura tendo a contestualizzare il romanzo storico, ma l’autrice ha dichiarato fin dal primo momento che si tratta di uno “storico anacronistico”, per cui anche alcune battute che la duchessa e la sua dama di compagnia si scambiano sugli avverbi, non infastidiscono. Ho inoltre molto apprezzato l’accuratezza e la pulizia della scrittura, cosa che in questi tempi di italiano maltrattato, non guasta mai.

Quattro stelline.

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Macrina Mirti

Macrina Mirti

La passione per i romanzi Horror le deriva dalla professione che svolge: è insegnante in una scuola secondaria di secondo grado.
Nei (rari) momenti liberi, scrive come se non ci fosse un domani.

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