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Recensione: “Free”, di Monica Lombardi

“È una notte come tante, a Portland, Oregon, nella Vecchia Era. Tra le ombre dei parchi e le strade poco trafficate si muovono una bambina che cerca l’impossibile, un poliziotto che rischia la vita e un uomo che non sa che cosa fare della sua. Tre persone che non si conoscono, il cui destino si intreccia per non sciogliersi più.

È notte anche a New London, nella Nuova Era. Allistar si trova in un luogo che non gli interessa, circondato da persone da cui si sente sempre più distante. Eppure è in una serata insignificante come quella che fa la scoperta che cambia il corso della sua vita. Un gioco che non è un gioco, una razza che sta cominciando a prepararsi alla guerra.

Free è un uomo, un amico, un ideale. È ciò che spinge un gruppo di Phys e Mepow a lottare per riscattare un pianeta spaccato in due razze diverse ma complementari. È la speranza di un futuro di pace.

Il primo libro di una serie imperdibile che vi trasporterà in un mondo nuovo eppure sempre uguale, che vi farà viaggiare nel tempo sulla scia dello Stardust, la polvere di stelle, a fianco di uomini e donne che non si danno per vinti, determinati a lottare oggi per vincere domani.”

“Pianeta Terra – Anno 249 della Nuova Era
Erano quasi arrivati al Portale.
In mezzo alla fitta vegetazione, Nathan da solo non l’avrebbe mai trovato, non senza l’aiuto di accurati strumenti di navigazione. Ma in quel momento non ne aveva bisogno. Leyla era la sua bussola, lo era da molti anni ormai, in più di un senso. Davanti a lui procedeva rapida e sicura, con l’agilità che contraddistingueva quelli della sua razza, fermandosi spesso ad aspettarli. Quando lo faceva, il sole che filtrava a pioggia tra le foglie la illuminava di un’aura quasi magica. Nella sua tuta nera attillata, i lunghi capelli scuri fermati in un nodo sulla nuca, da quella distanza gli sembrava di rivedere la ragazza di cui si era innamorato molti anni prima.
Se per quella ragazza aveva perso la testa, amava ancora di più la donna che era diventata.
Leyla era una Phys, apparteneva alla razza che abitava a contatto con la natura, nei Territori, seguendo uno stile di vita che ne aveva potenziato il fisico. Nathan era un Mepow, era cresciuto in una megalopoli controllata da una razza che metteva al centro di tutto i poteri mentali e la tecnologia. Il loro era un amore “che non avrebbe dovuto esistere, tra due giovani cresciuti nel disprezzo reciproco. Un amore nato da un incontro fortuito che Nathan aveva considerato a lungo impossibile, finché una sera non si era trovato da solo con lei. Poche ore, il tempo per capire che, al di là e al di sopra dei rigidi confini tra le loro razze, erano un uomo e una donna che si volevano, e si completavano.”

Comincia così il primo romanzo della serie “Stardust”, con cui Monica Lombardi, lasciati da parte romantic suspense e rosa crime, si cimenta con il romance distopico (sì, le storie d’amore ci sono!) e il time travel. Ancora una volta, insomma un connubio di generi diversi: una strategia stilistica che amo. Si tratta di una serie che, già da questo primo volume, rivela un potenziale enorme. Siamo di fronte a una storia che ripropone all’ennesima potenza quelli che sono i “cardini” della produzione letteraria dell’autrice (e che gli affezionati lettori apprezzano): originalità, azione, sentimenti, valori eterni. Forse, vi sarete accorte che Stardust mi ha “preso” (QUI l’anteprima della Serie).

Non vi racconto nulla della storia; del resto, la sinossi è più che esauriente e invoglia il potenziale lettore a catapultarsi in questi due mondi paralleli, che viaggiano a tanti anni di distanza l’uno dall’altro. Senza parlare del prequel, scaricabile gratis e che vi consiglio di leggere as-so-lu-ta-men-te.

Nuova Era, Vecchia Era. A ogni passaggio da un tempo all’altro, la storia corale acquista spessore e autenticità. Questa è la bravura dell’autrice: siamo nella storia e la troviamo vera. Veniamo presi per mano e trascinati in una vicenda che si dipana come una coppia di nastri, che si intrecciano, si annodano, si sciolgono, per poi avvolgersi l’uno attorno all’altro.
Uno stile impeccabile, un linguaggio pulito, senza orpelli inutili, ma ricco: una boccata di ossigeno, permettetemi di scriverlo.
Personaggi: tantissimi. Vi avevo avvertito: è una storia corale. All’inizio, può spaventare questo numero di uomini e donne che vivono nei due mondi. Poi, un poco alla volta, li facciamo nostri, li conosciamo, li amiamo. Sì, anche quelli che potremmo definire i “black hat” della storia. E solo un’ottima scrittrice può essere così in gamba da renderci indimenticabili anche i “cattivi”!
Alcuni personaggi sono delineati e cesellati, altri sono appena accennati: tutti, però, prendono posto nella scacchiera –immensa- nella quale giocano la partita di cui l’autrice tiene magistralmente le fila nelle mani.

Nessuna titubanza nell’affrontare un nuovo genere ibrido, ma subito una generosità di scrittura che entusiasma, avvince, incuriosisce… perché la storia non è finita (per fortuna, dico io!) e altre avventure ci attendono nel mondo di Stardust.
Un ottimo inizio (se non vogliamo contare il prequel cui ho accennato prima), che contiene tutti gli elementi che troveremo nei romanzi successivi, ma che appare perfettamente compiuto. Da una parte rimaniamo soddisfatti della conclusione, dall’altra… be’, abbiamo un sacco di domande da fare all’autrice. E lei ci risponderà con le prossime storie.

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Monica Lombardi è nata a Novara da padre toscano e mamma istriana. Lavora come interprete e traduttrice freelance. Sposata, madre di due figli, vive da più di trent’anni a Cornaredo, in provincia di Milano, dove si divide tra la scrittura, le traduzioni e il suo ruolo di mamma.

Con Emma Books ha già pubblicato la commedia romantica Three doors – La vita secondo Sam Bolton e la serie romantic suspense GD Team, così composta: Vertigo (romanzo), Nicky (novella prequel), Free fall (romanzo), Alex (novella), Spiral (romanzo), Miriam (novella) e da una Guida, che comprende, tra le altre cose, un racconto di Natale. La serie Stardust, a cui questo romanzo appartiene, è stata inaugurata dal racconto Stardust – L’inizio.

Monica è anche autrice di una serie rosa crime di cui è protagonista il tenente della Homicide Unit di Atlanta Mike Summers. Ha partecipato all’antologia di Emma Books Gli uomini preferiscono le befane e Voci a Matera. Altri suoi racconti sono riuniti nella raccolta Bluegirl e altre storie.

QUI l’intervista all’autrice (gennaio 2016).

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Titolo: Free (Stardust #1).
Autrice: Monica Lombardi.
Genere: Fantascienza, Romance distopico, Time travel.
Editore: Emma Books.
Prezzo: euro 4,99 (e-Book).

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Vi ricordiamo il prossimo appuntamento con Monica Lombardi: Schegge di verità.

Segnate questa data: 28 giugno.

Qualsiasi cosa per riaverla. Qualsiasi cosa per riaverle entrambe.

Due donne, due amiche, Giulia e Livia, rapite una sera di novembre mentre tornano dal cinema. Una delle due riesce a fuggire, ma non ricorda nulla, né del rapimento né del suo passato. Il suo aiuto potrebbe essere determinante per la polizia, se solo riuscisse a mettere insieme le schegge di verità che come lampi le attraversano la mente. Il volto che però vede nello specchio continua a esserle del tutto estraneo.

Le indagini possono dunque partire solo dal bosco, teatro della fuga, e dalla spessa nebbia che blocca la sua memoria. A guidarle è il commissario Emilio Arco, con l’aiuto di Ilaria Benni, una sensitiva in grado di percepire la paura delle persone, e di uno psichiatra, coinvolto per motivi che oltrepassano la sfera professionale.

Monica Lombardi tesse con maestria una tela investigativa ricca di colpi di scena, in un giallo psicologico che scava negli abissi della mente umana.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

4 Commenti

  1. Monica Lombardi
    11 aprile 2016 at 8:10 — Rispondi

    Sì, carissima Babette, lo farò: risponderò alle vostre domande nelle prossime storie 🙂
    Grazie infinite per questa meravigliosa recensione. La penso esattamente come te (quindi sono felice che tu l’abbia sottolineato per chi ancora non fosse entrato in questo nuovo mondo): il mix di generi (“genere ibrido” mi piace assai 😉 ) è diverso ma il mix di ingredienti è lo stesso, quello a cui sono affezionata, quello che ho sempre usato per plasmare e far muovere i miei personaggi.
    Sono felice che tu li abbia accolti e abbracciati perché sì, sono tanti, e voi avete già i tanti personaggi del Team e di Mike nel cuore. Sarò generosa io (che bel complimento!) ma lo siete anche voi!
    A presto, prestissimo, con una nuova storia, e a seguire con la continuazione di queste.
    Un abbraccio!

  2. Babette Brown
    11 aprile 2016 at 9:37 — Rispondi

    Ricambio l’abbraccio (sono commossa, ok?).
    Ti sei imbarcata -e noi con te- in un’avventura che fa impallidire, per complessità, il GD TEAM. E lo dico con la morte nel cuore, TU sai il perché.
    Seguirò con apprensione ed empatia le vicende dei personaggi che costellano questa nuova galassia.

  3. Monica Lombardi
    11 aprile 2016 at 10:38 — Rispondi

    Il Team non lo abbandono, Babette! Sto già lavorando a quello che voi lettrici chiamate “il libro di GD” 🙂 (no, il titolo che ho in mente non posso ancora rivelarlo 😉 )
    E… forse non dovrei dirlo, soprattutto non dovrei scriverlo ma… okay, che sia chiaro che qui siamo in un terreno ipotetico: il “libro di GD” concluderà la parabola iniziata con Vertigo ma potrebbe non essere l’ultimo, per la serie GD Team.
    Auguratemi quindi mesi, anni di proficuo lavoro perché qui di vacanza dalla scrittura neanche l’ombra, all’orizzonte 😉

  4. Babette Brown
    11 aprile 2016 at 16:03 — Rispondi

    Ah, lo so che non abbandonerai il TEAM!
    Però… un po’ mi dispiace vederlo in secondo piano, rispetto alla nuova serie. A parte il fidanzamento con David, ho adottato tutti gli uomini (va bene, anche le donne) della squadra!

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