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Recensione: Figlia di nessuno, di Amneris Di Cesare

 

Può il mare essere domato? O il vento essere imbrigliato? La risposta è: no.

Benvenuti nelle favelas di Rio de Janeiro, di cui non conoscevo molto se non per quello che possono presentare i film o i servizi dei telegiornali. Eppure, grazie alla pena ispirata dell’autrice, nemmeno per un attimo ho dubitato dell’ambientazione, perché si sentono la povertà, la disperazione, la fame e la voglia di uscire da un circolo vizioso che condanna madre e figlia, di generazione in generazione.

La vita di Nivea sembra essere scritta nella pietra: figlia di una ballerina di samba, ha ereditato dalla madre un corpo da favola e il fuoco nelle vene. Grazie alla danza e alla capacità di restare fedele a se stessa, riuscirà a uscire dalla favela, ad arrivare lì dove altre donne non erano mai giunte. Eppure, Nivea sa bene quanto possano essere costosi i sogni, perché rinuncerà a tutto pur di ottenere il massimo dalla vita.

Una scrittura fluida è arricchita dalla presenza di una protagonista profonda. I personaggi secondari come Agenor, che rivestono un’importanza non da poco nella vita della protagonista, vengono travolti da lei, rimanendo sullo sfondo.

È anche vero che in un racconto non c’è molto spazio per approfondire le sfumature psicologiche di tutti i personaggi, per cui spero che Amneris Di Cesare decida di far diventare la storia di Nivea un romanzo a tutti gli effetti, che ci regali altri scorci della vita di Rio e dei suoi abitanti. Unica nota negativa, che ha rallentato la lettura, l’ho riscontrata nelle traduzioni a piè di pagina. Avrei preferito trovarle tra parentesi.

Se volete immergervi in una storia struggente, questo racconto fa per voi, non lasciatevelo scappare.

Voto: quattro stelline.

OoO

Titolo: Figlia di nessuno. Sonhar não custa nada.
Autrice: Amneris Di Cesare.
Genere: Narrativa italiana.
Editore: Self publishing.
Pagine:  65.
Prezzo ebook: 0,99.
Prezzo cartaceo: 9,97.

15151600_10211639982224267_326152220_nMi chiamo Nivea Maria Gonçalves Mello Branco. Tanti cognomi, per indicarne uno solo, vero e stampato a fuoco sulla mia carne: figlia di nessuno. Mia madre era una mulatta della favela più grande del Sud America: la Rocinha. Una città vera e propria, costruita su una collina di fronte all’oceano: non c’è vista panoramica migliore in tutta Rio. Sognava un uomo che la portasse lontano, magari in America, che le desse una casa dove vivere felici insieme. Perché sonhar não custa nada, sognare è gratis. Ed è un errore che io non ho mai commesso. Ho conosciuto tanti uomini ma non ho mai permesso a nessuno di umiliarmi. Sono stata amata e ho amato anche io, una volta sola. Amare è l’unico lusso che mi sono concessa. Questa è la mia storia. Mi chiamo Nivea e sono figlia di nessuno.

OoO

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