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Recensione: Era mia madre, di Emiliana Erriquez

‘Era mia madre’ racconta la storia di Elena, una ragazzina che affronta l’asprezza e la difficoltà dell’immediato dopoguerra in una città del sud. Confinata nel proprio quartiere, nella propria casa, Elena scoprirà come sia difficile diventare adulta rinunciando spesso ai propri sogni, soffocando desideri e impulsi. La ragazzina instaura un legame speciale con suo fratello Pino, più grande di lei solo di pochi anni. I due vivono quasi in simbiosi, si cercano, si difendono, si divertono insieme fino a quando il destino deciderà per loro.
Un giorno nella sua vita arriverà Pino, un giovane uomo che porta casualmente lo stesso nome del suo amato fratello e che sarà in grado di regalarle amore incondizionato e indipendenza.
Elena, a costo di enormi sacrifici, riuscirà infine a riscattarsi e lo farà attraverso le persone più importanti della sua vita.

TITOLO: Era mia madre.
AUTRICE: Emiliana Erriquez.
GENERE: Narrativa contemporanea.
EDITORE: Self-Publishing.
PREZZO: euro 2,99 (eBook); euro 7,80 (cartaceo). Pagine: 231.

Scrittura fluida, lieve e leggermente poetica questa della Erriquez in “Era mia madre”. Una storia antica, pregna di ricordi, forse di racconti della madre della narratrice alternata a lettere che la figlia invia alla donna ormai scomparsa. Storia di grandi legami, forti, indissolubili e  insegnamenti che fortificano e segnano la vita delle persone. Ogni pagina è un affresco, una fotografia sfocata di momenti ormai lontani ma ancora belli da rivisitare, le descrizioni sono puntuali ma non schematiche o asciutte, gentili e generose, invece, accarezzano persone e cose. Unica nota fastidiosa sono i flash back di cui l’autrice costella la narrazione, e soprattutto quelli che procedono… “in avanti”. Spesso infatti la Erriquez anticipa ciò che accadrà più avanti nel libro, praticamente spoilerando destini e avvenimenti, e in più punti gli episodi raccontati si bloccano sul più bello per riprendere molto tempo più in là e già dopo che il lettore li ha quasi dimenticati. Forse una nuova forma stilistica che però non saprei affermare se interessante abbastanza da apprezzarla. Voto 4 stelline per questa indecisione sui flash-back “in avanti”.

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1 Commento

  1. 13 dicembre 2017 at 9:58 — Rispondi

    Grazie per questa bella recensione. Farò tesoro dei consigli. 🙂

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