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Recensione: Deus Machinae, di Thea Harrison

Prima di incontrare Dragos, Pia Giovanni, mezza umana e mezza wyr, era sola e in fuga. Adesso ha un compagno, è incinta, e si sta dirigendo verso sud per riparare il fragile rapporto tra i wyr e gli elfi. Stare lontana da Dragos è doloroso, ma per il bene del territorio wyr devono capire come riuscire a essere compagni ovunque, non solo in camera da letto.

A New York, Dragos presiede ai Giochi delle Sentinelle ed è preoccupato per la sua compagna, ma sa che trovare due nuove sentinelle è essenziale per mostrare al resto delle Antiche Razze quanto forte e brutale possa diventare il territorio wyr.

Durante lo svolgimento dei giochi, però, i negoziati di Pia con gli elfi subiscono una svolta pericolosa, mettendo a dura prova il suo legame con Dragos e minacciando tutto ciò che hanno di più caro.

Titolo: Deus Machinae. Serie: Razze antiche #5. Uscita: 31 ottobre 2017.
Titolo Originale: Lord’s Fall.
Autore: Thea Harrison.
Traduttrice: Laura di Berardino.
Genere: Fantasy, Paranormal Romance.
Lunghezza: 267 pagine.
Prezzo: euro 5,39 (eBook) sul sito delle CE (vedere link sopra).  Euro 5,99 (eBook) su Amazon. Previsto anche il cartaceo.

La serie di Thea Harrison torna in grande spolvero, con una nuova avventura per i nostri beniamini: Dragos Cuelebre, la Grande Bestia, e Pia Giovanni, semi-umana e compagna del potentissimo signore dei Wyr.

Se vi spaventa la mole di volumi -quattro- necessari per arrivare a questa bellissima storia, non spaventatevi: li divorerete come tacos caldi. Se poi siete un po’ delicati di stomaco e temete tutto quel piccante (occhiolino), potrete saltare direttamente a questo. È autoconclusivo.

Ho detto “bellissima storia”, sbilanciandomi subito. Non intendo rimangiarmi le parole, anzi, le ribadisco. Intrighi, passione, avventura, sesso: un cocktail esplosivo che accontenterà gli appassionati del genere.

Dragos, quintessenza della mascolinità, ha trovato in Pia tutto ciò che non sapeva di desiderare: un legame forte, una paternità, scintille di compassione e di umanità che lui non possiede, ma che, attraverso  la compagna, assimila e che lo rendono migliore.

Suppose che ciò che provava fosse amore. Il problema era che aveva visto solo esempi di amore contorti, piccoli e infelici, quindi non ne era certo. L’immensità dell’esperienza che viveva con Pia era molto di più.
Quando stavano insieme, sentiva di conoscerla profondamente, lo percepiva nelle ossa massicce, vecchie come la Terra. Era una vibrazione che alterava il tessuto della sua esistenza. Diventava il suono che i mistici affermavano essere la realtà assoluta dell’universo. Non avendo mai abbracciato il misticismo, pensava di essere un po’ più che pazzo.
Lei era sua, il suo unico vero tesoro e unica ossessione, e parte di ciò che costituiva quella verità era che anche lei lo aveva scelto, lo aveva rivendicato, e che lui era suo. Ciò che esisteva tra loro era vivace e appassionato e fondamentale, un cardine su cui si muoveva tutto il resto.
Qualcosa di primordiale, indivisibile. Così puro, forte, essenziale.
Senza quello, non aveva niente. Tutto il resto poteva cessare e passare, ma quel legame non si sarebbe mai spezzato. E se guardava la sua vita passata iniziava a sembrargli come riflessa da un vetro annerito.

Pia è dolce, tenera, empatica. All’occorrenza, sa tirare fuori unghie e denti. E se ne accorgono i sei wyr che la accompagnano nel territorio degli Elfi per una missione diplomatica finalizzata a ricucire lo strappo creatosi mesi prima, quando Dragos aveva sconfinato in terra elfica.

Il territorio wyr e Dragos stesso stavano affrontando troppe sfide contemporaneamente per poterne gestire efficacemente anche una sola. Dragos aveva rotto diversi accordi con gli Elfi durante la sua ricerca di Pia nel maggio precedente, e quegli accordi non erano stati ripristinati. Il conflitto di frontiera con il territorio degli elfi continuava, insieme a un embargo commerciale che aveva messo in ginocchio parecchie imprese di New York e stava seriamente nuocendo a molte altre. La corporazione multinazionale di Dragos, la Cuelebre Enterprises, aveva salvato diverse compagnie in difficoltà e fatto prestiti a lungo termine per aiutarne altre, ma erano tutte misure temporanee che in realtà non risolvevano il problema fondamentale.

Niente va come era stato programmato. Pia si trova non in una terra amica, bensì in mezzo a una guerra che minaccia di travolgerla, tanto che Dragos deve violare di nuovo  i confini per salvarla e proteggerla.

Non vi anticipo altro, del resto la sinossi è stuzzicante abbastanza. Aggiungo solo che vi innamorerete dei nuovi personaggi e trascorrerete alcune ore deliziose in quel magico mondo che la penna sapiente di Thea Harrison ha saputo creare. E che la buona traduzione di Laura di Berardino ha conservato.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

1 Commento

  1. Babette Brown
    31 ottobre 2017 at 18:29 — Rispondi

    Finalmente il Ciclo delle Razze Antiche torna in Italia, grazie a Triskell Edizioni e alla bella traduzione di Laura Di Berardino.

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