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Recensione: Dark Blue, di C. J. Roberts

Caleb è un uomo con un unico obiettivo: la vendetta. Rapito da ragazzino e venduto come schiavo da un mafioso affamato di potere, da allora non ha mai pensato ad altro che a vendicarsi. Per dodici anni ha esplorato il mondo degli schiavi del piacere alla ricerca dell’uomo che ritiene responsabile del suo tremendo passato. Finalmente riesce a trovare l’artefice della sua sofferenza: ha una nuova identità, ma la stessa natura di un tempo. Per avvicinarsi abbastanza da colpirlo, Caleb deve trasformarsi in ciò che più odia e rapire una bellissima ragazza perché sia la vittima che lui stesso è stato.

Olivia Ruiz ha diciotto anni e si è appena svegliata in uno strano posto. Bendata e legata, ad accoglierla c’è soltanto una calma voce maschile. Si chiama Caleb, ma vuole essere chiamato Padrone. Olivia è giovane, bellissima, ingenua e testarda. Possiede una sensualità oscura che non riesce a nascondere. Pur essendo terrorizzata dall’uomo forte, sadico e arrogante che la tiene prigioniera, l’irresistibile attrazione che prova per lui la tiene sveglia nel buio.

Titolo: Dark Blue. Captive Series, Volume Primo.
Autrice: C. J. Roberts.
Genere: Dark Romance.
Editore: Newton Compton.
Prezzo: euro 2,99 (eBook).

Caleb è un uomo insolito.
Caleb è un uomo misterioso.
Caleb è un addestratore di schiave.
Si apposta nell’ombra e osserva le sue vittime. Le sceglie con cura, le guarda da lontano. Per mesi, senza fretta.
E anche questa volta  Caleb è certo di aver scelto bene.

Olivia Ruiz è perfetta. Piccola e apparentemente insignificante, vive in un quartiere popolare. Ha alle spalle una famiglia difficile, la madre vive con un uomo che non è il padre dei suoi figli e che in qualche occasione ha dedicato a Olivia sguardi e attenzioni che non si dovrebbero a una ragazzina della sua età. Confidare alla madre questo segreto è stato un errore, le madri non accettano quasi mai la verità su questo tipo di molestie e, anzi, divengono schiave della convenzioni sociali e delle proprie paure.
“L’hai provocato tu”. Orrenda accusa. Una fanciulla ha il diritto di conoscersi, “fare le prove di sé” e del proprio corpo senza il timore del giudizio degli adulti che sempre e comunque dovrebbero proteggerla, sostenerla e guidarla. Sempre.
Livvie no, invece. Livvie prende su di sé l’onta infamante, subendo le denigrazioni della madre e i suoi insegnamenti da ipocrita manichea intransigente e vigliacca.
Giorni sempre uguali. Livvie va a scuola, infagottata in abiti che la nascondono e che nascondono la sua colpa: essere donna.
E Caleb la osserva.

Però, chissà come mai, accade che una cosa così insignificante come una pozzanghera che schizza al passaggio di un’auto, possa divenire all’improvviso l’occasione propizia per un rapimento. Chissà. Sta di fatto che questo accade e Olivia Ruiz finisce narcotizzata sui sedili posteriori dell’auto di Caleb.

Al suo risveglio Livvie è confusa, segregata al buio di una stanza con l’uomo che l’ha rapita e non sa perché.
Già. Perché?
La vita di Caleb è complicata. Come preso in un gorgo, paga alto il prezzo della “liberazione” da un passato di stenti e situazioni molto pericolose per un ragazzino che invece avrebbe dovuto correre per i prati con l’unico timore di un ginocchio sbucciato.
Perciò bisogna essere grati al destino, se ci aiuta. E quando il destino ha un nome e un cognome, allora bisogna essere grati in modo diverso, tangibile. È necessario. Si deve. Anche a costo di rinnovati dolori.

Caleb e Livvie sono uguali. Naufraghi alla deriva in un mondo di grandi che non hanno saputo proteggerli, sono cresciuti come meglio si può. Per questo motivo entrambi si riconoscono l’una negli occhi e nelle sofferenze dell’altro in un crescendo di emozioni, pericoli e segreti.

Questo libro è bellissimo.
Si fa tanto parlare di Dark romance e confesso che, in tanto parlare, a volte le idee si confondono perché come tale viene fatto passare di tutto, ma in questa “abbuffata” Dark Blue ha tutte le caratteristiche per alzare la posta e giocare alto.

La trama è un susseguirsi di colpi di scena, episodi forti, lucidi e ben descritti tra passato e presente. I dialoghi sono serrati e fibrillanti, ogni espressione descrive il personaggio a tal punto che anche una narrazione specifica e programmata delle sue caratteristiche diverrebbe superflua.
Lo stile narrativo è pulito, diretto e immediato. Centra il punto senza troppi fronzoli e ti fa venire voglia di continuare la lettura. È il libro per chi non ama aspettare per avere una notizia.
Purtroppo, bisogna aspettare il seguito.

CJ Roberts è una scrittrice indipendente. Predilige storie oscure ed erotiche con elementi tabù. Le sue opere sono definite sexy e disturbanti allo stesso tempo. Il suo romanzo d’esordio, Dark Blue, ha venduto più di 150.000 copie ed è il primo della serie bestseller Captive Series. È nata e cresciuta in California. Si è arruolata nel 1998 nell’aeronautica militare, ci è rimasta dieci anni e ha viaggiato molto. Scrive anche racconti con lo pseudonimo di Jennifer Roberts.

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