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Recensione: “Cuore di ghiaccio”, di Anne Stuart

Titolo: Cuore di ghiaccio (Titolo originale: Ice Blue). Serie Ice#3.
Autrice: Anne Stuart.
Traduzione: Cristina Ingiardi.
Editore: Leggereditore. Agosto 2015.
Genere: Romantic Suspense.
Prezzo: euro 4,99 (e-book). Euro 10,97 (copertina rigida).

La mia valutazione: * * * *

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La curatrice museale Summer Hawthorne ha sempre considerato la splendida coppa in porcellana azzurra regalatale dalla sua tata giapponese un tesoro dal valore solo sentimentale, finché qualcuno non la rapisce e tenta di ucciderla pur di averla. Per fortuna l’agente Takashi O’Brien è lì per salvarla. O almeno così sembra. In realtà, O’Brien lavora per il Comitato, un’associazione segreta che ha il compito di monitorare gli equilibri mondiali. Il Comitato sa che quella coppa è un reperto dal valore inestimabile e potrebbe innescare una lotta di potere di dimensioni globali. Gli ordini sono chiari: chiunque è sacrificabile, purché la missione venga portata a termine. Il Comitato sa anche che nella memoria di Summer è custodito un ricordo, un segreto che nelle mani sbagliate potrebbe portare la morte di centinaia di persone. A O’Brien non resta che uccidere la donna, in modo che il segreto si estingua con lei. Ma a frapporsi tra lo spietato agente e la sua missione, che si snoda dal Pacifico alle alture del Giappone, giunge un sentimento inaspettato, che porterà O’Brien a usare ogni risorsa pur di proteggere l’unica donna che abbia mai scaldato il suo cuore di ghiaccio.

Takashi O’Brien è un alpha come lo ordineresti, se esistesse quel benedetto negozio che sogno da tempo. Bello, atletico, intelligente, coraggioso, un tantino dominatore –quel tanto che basta per strapazzarti un po’ di coccole rudi, quando TU ne hai voglia. Certo, è un assassino provetto, ma ci passiamo sopra. Che saranno mai pochi (ehm… ehm…) morti ammazzati. Sicuramente erano malvagi dal cuore nero. Perché, non dimentichiamolo, Taka mette la sua arte di killer al servizio di una buona causa.
Summer Hawthorne è una gatta morta, che fa venire voglia di strangolare, affogare, ammazzare comunque. E in modo possibilmente doloroso.
Summer aspetta: di morire, di essere salvata, di ricevere un orgasmo… passiva, la classica (classica?) principessa sul pisello (adesso divento volgare!) che attende il Principe Azzurro. Da sola, non riuscirebbe nemmeno a trovare il naso per soffiarselo.
Insomma, una coppia che più sbilanciata di così si muore. E mi chiedo perché –perché?- Taka si innamori di questa sciacquetta da due soldi, con tutte le donne belle e coraggiose (ho pronto il biglietto da visita, nel caso) che ci sono in giro.
Avvincente la storia, piena di riferimenti a una cultura che amo, quella giapponese. Cattivi e cattivissimi da manuale, con addentellati vistosi alla realtà. Ne conosciamo parecchie di queste sette che hanno infestato con le loro imprese le prime pagine dei giornali di tutto il mondo.
Se non ci fosse la gattamorta di cui sopra, avrei dato cinque stelline, ma una protagonista così moscia mi ha fatto venire il nervoso.
Buona la traduzione di Cristina Ingiardi.

Altri articoli nel Blog su Anne Stuart: QUI.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

4 Commenti

  1. Teresa Siciliano
    29 agosto 2015 at 18:00 — Rispondi

    Finalmente ho trovato il box.

    • Babette Brown
      30 agosto 2015 at 10:44 — Rispondi

      All’inizio, non lo si trova perché occorre scorrere la pagina dopo gli articoli correlati.

  2. Amarilli
    1 settembre 2015 at 13:16 — Rispondi

    Confesso che i primi due episodi non mi hanno proprio travolto e l’aspetto avventuroso non mi pareva reso al meglio. Tenterò con questo, anche se ho già il nervoso per la gattamorta 🙂

    • Babette Brown
      2 settembre 2015 at 7:24 — Rispondi

      Ok, Amarilli, lei è una gatta morta, ma Taka… da perderci la testa!
      L’aspetto avventuroso è decisamente migliorato, rispetto ai primi due.

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